Utente 487XXX
Gentile dottore, 40enne normopeso da 3 anni ma con grossi sbalzi di peso dai 15 ai 37. Picco massimo 120 kg, ora 63 kg dopo intervento bariatrico. Accuso da sempre dolori alla schiena al tratto lombo sacrale e negli ultimi anni al tratto cervicale. Familiarità (nonna/mamma/zii) con artrosi, artrite deformante e dolori remautologici vari. Da 3 mesi accuso formicolii,intorpidimento,dolore,bruciore negli arti inf e sup. Specie nei superiori avverto anche piccole scosse elettriche e noto piccole deformità delle dita indice e pollice. In aggiunta mancanza di equilibrio, stanchezza, vertigini, prurito diffuso, stato confusionale, problemi mnemonici a breve termine e disturbi visivi con offuscamento, fusione delle immagini e/o diplopia verticale e dolore alle orbite. Effettuo visita neurologica dopo esami ormonali ed ematici nella norma se non per sodio,glucosio e vitamina D (15 mg) leggermente più bassi. Effettuo RMN encefalo negativa. Ancora da effettuare visita oculistica. Lieve astigmatismo o ipermetria, non ricordo, riscontrato in adolescenza ma mai curato con le lenti, seppur prescritte. Le leggo invece la RMN del midollo in toto che ha instillato in me il dubbio di un artrosi/artrite: Perdita della fisiologica lordosi cervicale. Regolare la morfologia dei somi vertebrali indagati. In sede cervicale modesta degenerazione dei dischi intervertebrali compresi tra C4 e C6. A livello C5-C6 osteofitosi margino-somatica in sede paramediana bilaterale con minima protrusione discale di accompagno. Analogo reperto di minore entità a livello C4-C5. A livello dorsale minima protrusione discale mediana-paramediana destra a livello D 11-D12 ove concomitano minimi fenomeni algodistrofia delle contrapposte limitanti somatiche. A livello lombosacrale discreta ipertrofia dei massicci articolari interapofisari per note degenerative ed ispessimento dei legamenti gialli con minima distensione fluida delle faccette articolari. Anterolistesi L5 su S1 di I-II grado con una scivolamento anteriore pari a 6 mm e messa a nudo posteriore del disco intervertebrale che protrude ad ampio raggio con fenomeni compressivi sulla faccia ventrale del sacco durale ed impegno della porzione antero-inferiore dei forami di coniugazione maggiormente evidente a sinistra. A livello L4-L5 produzione discale mediana ad ampio raggio con modesti fenomeni compressivi sulla faccia ventrale sacco durale e riduzione degli spazi pedonali antero-laterale con maggior evidenza a destra. Non significative riduzioni in ampiezza del canale vertebrale. Non evidenti alterazioni di intensità di segnale a carico della corda midollare. Non potenziamenti patologici dopo MDC. Preciso che a 13 anni ho avuto un incidente (caduta dalle scale) che mi ha schiacciato una vertebra. Lei cosa ne pensa? La ringrazio tantissimo in anticipo per la risposta ed il suo tempo.

[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Muccari

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Buongiorno , la risposta è nel referto che ha scritto "Sindrome algodistrofica " dovrebbe contattare un reumatologo a lei più vicino , potrebbe fare terapia infusionale o intramuscolare con dei bifosfonati come dai protocolli che si usano per il suo caso . Cordiali saluti . GM
Dr. giuseppe muccari

[#2] dopo  
Utente 487XXX

Gentilissimo dottore, innanzitutto grazie mille per i suoi consigli e per la sua celere risposta. Mi questionavo solo su un ultimo punto: i disturbi visivi possono essere causati da questa sindrome algodistrofica o é più propenso a pensare ad un astigmatismo ignorato a lungo? É errato poi interpretare il referto della RMN della colonna con una “discopatia” o delle ernie al disco? Nella mia ignoranza ho intravisto questo. Andrò comunque oggi a consulto dal mio medico di base e mi farò prescrivere visita reumatologica e visita oculistica. Purtroppo non sono nelle condizioni economiche di poter chiedere consulti in intramenia. Grazie mille per il suo aiuto quindi.

[#3] dopo  
Dr. Giuseppe Muccari

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La sindrome algodistrofica è susseguente al trauma riferito e una volta attuata la terapia non sono necessari esami di laboratorio o strumentali , perchè la risposta alla terapia è la diminuzione o scomparsa dell'allodinia ( dolore): I sintomi oculari non sono legati a questa sindrome, concomita ma non è correlata alla algodistrofia un quadro di discopoatia. GM
Dr. giuseppe muccari

[#4] dopo  
Utente 487XXX

Grazie mille dottore, vedrò un remautologo la prossima settimana.