Paura del cibo

Salve,
Volevo esporre il mio problema.
Da molti anni ho un rapporto piuttosto conflittuale con il cibo, mi spiego meglio.
In parole povere, non riesco a ingerire nulla senza sentirmi in colpa, appesantita. Come se stessi commettendo un "delitto" quasi.
In questa ultima estate ho avuto una perdita di peso progressiva e radicale, quasi 20 kg (adesso peso all'incirca 56kg per 1.70 cm).
Ho iniziato omettendo la colazione, poi gettando di nascosto il pranzo e saltando la cena. Pian piano non riuscivo nemmeno ad uscire la sera, e a volte rifiutavo proprio il cibo.
Ma con sempre più cadenza regolare arrivava un giorno alla settimana in cui il nervosismo che avevo dentro per questo regime stretto, ferreo, fatto di tanta acqua e insalate condite solo con tanto peperoncino e senza sale e olio, si sfogava con abbuffate. Non dettate da fame, ma era come ingerire il tutto per colmare un "vuoto", un buco senza fondo.

Quando mi son resa conto che la situazione era insostenibile, e che bere solo the e orzo durante la giornata accompagnato da tantissima acqua non era la scelta migliore, ho deciso di riprendere in mano la situazione.
Ho ripreso a fare colazione con una tazza di latte e a pranzare con un insalata e un pò di pescecarne o uova. A cena un pezzetto di pane e un altra insalata.
Diminuite le dosi di teina anche l'insonnia che mi aveva colpito ultimamente sembrava andar meglio.

Ma ultimamente, sento come se avessi nuovamente perso il controllo. Sento nuovamente quel nervosismo che mi portava ad abbuffarmi (sempre e solo carboidrati, successo ieri che verso 24.00 mangiassi 1 panino e 4 fette biscottate perchè sentivo proprio un vuoto). Cosa che rende il tutto ancora più ostico è la mia gastrite e la mia ernia iatale che, non appena esagero un tantino con le dosi di cibo, prende a darmi dolori atroci (attualmente assumo il motilex prima dei pasti principali e il gaviscon alla fine).

Mi scuso per la mole di informazioni, forse anche inutili esposte, ma la confusione su cosa mangiare e cosa non mangiare detta legge su tutto in questo momento. Non riesco che a pensare al cibo e mi rendo conto che non va bene. E non voglio nè ridurmi come questa estate ne abbuffarmi (stando male) e rimettendo su peso in maniera sbagliata.
Potrebbe esser utile un consulto psicologico (anni fa ero leggermente sovrappeso ed ho intrapreso delle diete, ed ho un passato di amenorrea a causa di eccessiva perdita di peso). E' una situazione in cui in un certo senso son già passata, ma vorrei affrontarla in modo sano questa volta. Per evitare, come molti anni fa di arrivare da un leggero sottopeso ad un sovrappeso per mancanza di generiche vie di controllo per un alimentazione corretta.

Grazie ancora dell'attenzione,
Nina
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Dr. Mauro Lombardo Dietologo 440 7
gentile utente,
il suo è un Disturbo del Comportamento Alimentare. Tali patologie sono di pertinenza psichiatrica. Consulti al più presto uno psichiatra o uno psicologo esperto in materia. Internet le può essere molto utile in questo senso per evitare i finti specialisti che ormai sono diffusissimi nel nostro paese. Non perda altro tempo...prima affronta realmente il problema prima ne uscirà.
Cordiali saluti

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Dott. Mauro Lombardo
Medico Chirurgo
Specialista in Scienza dell’Alimentazione
www.maurolombardo.it

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