Utente 125XXX
Buongiorno, oggi pomeriggio andrò a fare una mammografia di screening.
Ne ho fatta un'altra di mia iniziativa nel 2006 dove non si evidenziava nulla.
Sono comunque terrorizzata perchè proprio una settimana fà è deceduta la mia vicina di casa di anni 51/52 a cui era stato trovato un tumore al seno nel settembre del 2008.
Quello che mi preoccupa è che questa persona aveva fatto una mammografia 2 mesi prima e non era stato visto nulla di significativo. (da anni erano presenti delle microcalcificazioni che teneva costantemente monitorate.)
Quello che mi ha lasciato allibita è che il tumore che le hanno trovato ad agosto/settembre era già di cm 2,5 e aveva già un interessamento di metastasi in tutto il fegato.
Possibile che neanche 2 mesi prima la mammografia non evidenziasse nulla?
In quanto tempo si ingrandisce e si sviluppa un tumore?
Possibile che in poco meno di 2 mesi diventi 2,5 cm?
Ci sono tumori più aggressivi di altri?
Le cure chemioterapiche che fece non sono servite a nulla, non hanno nemmeno ridotto il numero di metastasi.
Il fatto che entrambi i genitori siano morti precocemente sempre di tumore può aver contribuito ad una sua predisposizione?
Grazie
Saluti

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Non si può rispondere alla sua domanda perchè non esistono tumori uguali tra loro per quanto riguarda l'aggressività e la velocità di crescita. Caso mai si possono fare supposizioni su queste caratteristiche ma solo dopo avere studiato i fattori prognostici che si evincono dall'esame dei pezzi asportati.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com

[#2] dopo  
Utente 125XXX

Capisco, è solo per avere informazioni sull'andamento generale di questi tumori.
Si parla tanto di progressi, di prevenzione, ma nel caso di questa mia conoscente nulla è servito.
Sono amareggiata...
Le chiedo almeno se può chiarirmi il termine di microcalcificazioni e se possa essere stato un segnale di una possibile evoluzione cancerosa.
Mi può spiegare cosa sono queste lesioni?
Grazie

[#3] dopo  
Dr. Salvo Catania

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In una mammografia "trasparente" le calcificazioni essendo sostenute da deposito di sali di calcio (fosfati, carbonati, ossalati ecc) sono di facile rilievo soprattutto con la strumentazione moderna.

Esse tuttavia sono talvolta difficili da interpretare (il cosiddetto valore predittivo positivo in alcune casistiche è di appena il 10 %)
e la difficoltà di interpretazione aumenta in rapporto alla evoluzione tecnologica che permette di vederne sempre di più e sempre più piccole.

Sembra quindi più opportuno parlare di calcificazioni, definendole di volta in volta "benigne", "dubbie" e di "tipo maligno" .

Le calcificazioni benigne non richiedono neanche controlli e quelle maligne devono essere sottoposte a intervento chirurgico.

Quelle dubbio-sospette vanno meglio definite tramite un approfondimento diagnostico cioè con un esame istologico, che può essere ottenuto con un intervento bioptico a cielo aperto o con uno strumento chiamato Mammotome, che si basa sull'aspirazione meccanica eseguita da un apposito strumento connesso con una agocannula.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#4] dopo  
Utente 125XXX

Grazie per la risposta.
Saluti