Utente 304XXX
Buongiorno.
Circa 7 anni fa (nel titolo ho scritto erroneamente 9 mesi), a 38 anni, avevo subito un intervento per carcinoma duttale infiltrante con componente mucinosa di 2 cm (stadio II) nel QSE con asportazione dei linfonodi ascellari, dei quali sono risultati interessati solo i primi due. All'intervento è seguito ciclo chemio e radio.
Per 5 anni ho subito trattamento farmacologico con Tamoxifene (2 anni) e Femara (3 anni) + iniezioni di Decapeptyl (trimestrali) per bloccare i recettori ormonali. A 6 mesi dal termine del trattamento, cioè l'anno scorso, mi è ripreso il ciclo mestruale. Dal controllo annuale di routine è emerso che mentre gli esami del sangue sono regolari, compreso il marcatore CA15-3, dalla mammografia si sono evidenziate microcalcificazioni nella zona areolare. Mi è stato particato l'agoaspirato e sto aspettando l'esito.
Sono molto preoccupata. Essendoci solo microcalcificazioni teoricamente si tratta di tumore non invasivo (in situ) o può anche essere invasivo (infiltrante) con metastasi?
Ha qualche consiglio da darmi?
Attendo cortese ed urgente risposta. Grazie

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Ha una idea sbagliata sulle microcalcificazioni.

La presenza di microcalcificazioni non vuol dire necessariamente presenza di un carcinoma in situ o di un carcinoma infiltrante.

In generale in una mammografia "trasparente" le calcificazioni essendo sostenute da deposito di sali di calcio (fosfati, carbonati, ossalati ecc) sono di facile rilievo soprattutto con la strumentazione moderna.

Esse tuttavia sono talvolta difficili da interpretare (il cosiddetto valore predittivo positivo in alcune casistiche è di appena il 10 %)e la difficoltà di interpretazione aumenta in rapporto alla evoluzione tecnologica che permette di vederne sempre di più e sempre più piccole.

Sembra quindi più opportuno parlare di calcificazioni, definendole di volta in volta "benigne", "dubbie" e di "tipo maligno" .

Le calcificazioni benigne non richiedono neanche controlli e quelle maligne devono essere sottoposte a intervento chirurgico.
Quelle dubbio-sospette vanno meglio definite tramite un approfondimento diagnostico cioè con un esame istologico, che può essere ottenuto con un intervento bioptico a cielo aperto o con uno strumento chiamato Mammotome, che si basa sull'aspirazione meccanica eseguita da un apposito strumento connesso con una agocannula

https://www.medicitalia.it/minforma/Senologia/70/Agobiopsia-della-mammel



Salvo Catania, MD
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[#2] dopo  
Utente 304XXX

Grazie dottore per la Sua gentile e tempestiva risposta.
Tuttavia vorrei tanto sapere se la sola presenza di microcalcificazioni, senza altre opacità, può essere compatibile anche con un carcinoma infiltrante o solo con quello in situ.
Inoltre, mi chiedevo se, nell'ipotesi peggiore, quindi in caso di malignità, c'è un rischio di metastasi (nell'intervento di 7 anni fa avevo un HER2 negativo).
Spero in una risposta.

[#3] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Ma se Le ho appena risposto che con le microcalcificazioni potrebbe anche NON esserci un tumore e Lei già pensa alle metastasi ?
Salvo Catania, MD
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[#4] dopo  
Utente 304XXX

Purtroppo si dottore, perche' la radiologa, che e' molto esperta e fa solo mammografie, mi ha gia' anticipato che probabilmente ci sara' bisogno di un nuovo intervento. Quindi volevo capire se si poteva trattare solo di carcinoma in situ o se le sole microcalcificazioni possono rappresentare anche quello infiltrante. La ringrazio per la Sua disponibilita' e la terro' aggiornato.

[#5] dopo  
Utente 304XXX

Buongiorno dottore.
Mi è arrivato il referto mammografico e del prelievo con agoaspirazione, ma dice poco; c'è scritto:
A destra in sovra areolare medio esterna presenza di alcune piccole fini calcificazioni, a prevalente distribuzione intra-galattoforica, distribuite in un'area di circa 2 cm/R4, non presenti nel 2012.
Assenza di formazioni anomale in sede ascellare.
Esito Fnac (biopsia ago aspirato) striscio, filtrazione su membrana e colorazione papanicolau:
Cellularita' scarsa
Rare cellule epiteliali
Eritrociti
Lobuli adiposi
Reperto non rappresentativo categoria C1

La radiologa, stante il pregresso carcinoma, mi suggerisce di valutare direttamente un intervento chirugico drastico, addirittura evitando il mammotome.
Lei ha qualche suggerimento?
Spero in una risposta.
Grazie.

[#6] dopo  
Utente 304XXX

Stim.mo dott. Catania,
sono molto in ansia. Potrebbe essere così gentile da concedermi ancora un po' del Suo tempo e darmi un'opinione su quanto sopra?
L'oncologo questa mattina mi ha detto che per il carcinoma di 7 anni fa va tutto bene e che posso tornare un altr'anno per la visita di routine. Per le microcalcificazione mi ha detto che deve essere il senologo a dare le indicazioni del caso. Sono in attesa dell'appuntamento e vorrei sentire anche il Suo parere.
Grazie.

[#7] dopo  
Dr. Salvo Catania

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In questi casi dubbi prescrivo una Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto prima di un eventuale intervento

http://www.senosalvo.com/approfondimenti/quando_perche_fare_RMM.htm
Salvo Catania, MD
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[#8] dopo  
Utente 304XXX

Eccomi ad aggiornarla in merito alla mia situazione.
Mi è stata prescritta una biopsia in stereotassi che ha dato esito positivo, ma non ho ancora il referto. Tuttavia mi hanno detto che non è ancora dato di sapere se si tratti di infiltrante o in situ e che lo si saprà solo dopo l'intervento che dobrò fare a breve.
Sono molto preoccupata perché se si trattasse di infiltrante avrei da ripercorrere di nuovo l'esperienza devastante di 7 anni fa con il ciclo di chemioterapia.
Possibile che con la biopsia non si capisca se è in situ o infiltrante?
Avendo già subito la quadrantectomia e adesso dovendo togliere altro materiale in zona areolare il mio seno sarà svuotato...la prego di darmi qualche consiglio su come procedere.
Grazie.

[#9] dopo  
Utente 304XXX

Egregio dottore,
mi è arrivato l'esito della biopsia in stereotassi.
Frustoli di tessuto mammario con focolai di carcinoma di tipo duttile apparentemente in situ, di alto grado citologico, a pattern comedonico.
Microcalcificazioni presenti.
Associate fibrosi e flogosi cronica periduttale.
Sono molto preoccupata e spero sia veramente in situ, perché se si trattasse di infiltrante avrei da ripercorrere di nuovo l'esperienza devastante di 7 anni fa con il ciclo di chemioterapia.
Cosa vuol dire "di alto grado citologico, a pattern comedonico"?
Avendo già subito la quadrantectomia e adesso dovendo togliere altro materiale in zona areolare il mio seno sarà svuotato...
La prego di darmi qualche consiglio su come procedere.
Grazie.

[#10] dopo  
Dr. Salvo Catania

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E' molto proabilmente in situ.

Il problema è solo LOCALE, nel senso che avendo già eseguita la radioterapia
occore fare una valutazione accurata sulla terapia chirurgica da proporre.

A distanza si può apportare uno scarso contributo ulteriore.
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#11] dopo  
Utente 304XXX

Salve dottore.
Finalmente mi è arrivato il referto istologico della resezione ed è stato confermato un carcinoma in situ di tipo ormonale.
Il senologo mi aveva detto che probabilmente avrei dovuto nuovamente iniziare la menopausa farmacologica. Invece l'oncologo dice che è secondo lui non è il caso e che al più posso assumere il tamoxifene tenendo controllato l'utero semestralmente.
Lei che ne pensa?
Spero in una cortese risposta.