Utente 413XXX
Buonasera, gentili dottori,
Ho 37 anni, non ho figli, non fumo e non ho casi conosciuti di tumori in famiglia. Premetto che da sempre ho un seno “granuloso” .
In data 24/11/2015 decido di effettuare un'ecografia: alla palpazione del seno sinistro sento una specie di spigolo grumoso duro, come un cordone, che parte da immediatamente sotto il capezzolo e si immerge internamente nella parte inferiore del quadrante esterno, dove c'è la massa dove esso è attaccato.
L'ecografia risulta negativa.

Tra dicembre 2015 e febbraio 2016 schiaccio accidentalmente il seno sinistro almeno in due diverse occasioni. Da allora il seno sinistro mi fa male.
Negli ultimi tre mesi il fastidio al seno si fa costante.
A partire dal mese scorso il dolore è diventato davvero fastidioso. A volte ho la sensazione come di uno spillone conficcato nel seno che si dirama fino al braccio e a volte a tutto il seno. A volte mi sembra come di avere una ferita aperta dall'interno.
E' diverso dal fastidio e il gonfiore al seno premestruale, che normalmente sono lievi. Il dolore parte proprio nella zona in cui ho lo spigolo noduloso.
Mi chiedo se possa anche aver irritato il seno o un nervo all'interno di esso, toccando spesso quel punto.
Il capezzolo si è fatto più sensibile, a sfiorarlo sento quasi dolore. Non ho perdite.
Il seno, visivamente, sembra a posto.
Faccio una nuova ecografia il 16/05/2016.
Referto:
Indagine senologica eseguita per dolore e tumefazione al QEE a sinistra,
Anamnesi negativa per K mammario.
Visita: tumefazione del QEE ore 5 della mammella sinistra che si conferma dolente.
Eco: In corrispondenza della tumefazione palpabile si rileva spettro addensato dl parenchima ove sembrano apprezzarsi piccoli spots iperecogeni, reperti che potrebbero meritare correlazione con esame mammografico e che meritano valutazione senologica.
Presenza di piccole cisti sparse bilateralmente la maggiore di circa 5mm in adiacenza al suddetto addensamento.
Non tumefazioni in sede ascellare.

Dopo diversi disguidi che non sto a raccontare, mi hanno fissato un appuntamento con una senologa.
La specialista però mi è sembrata superficiale nella visita.
In breve, per lei le mie sono cisti, anche se sono dure.
Mi ha detto di lasciar perdere altri esami e fare una nuova ecografia tra 6 mesi, e “di farla lì nella sezione ospedaliera, perché se le cisti sono cresciute e se ce n'è bisogno si farà un agoaspirato al momento”.
Per il dolore non mi ha prescritto né consigliato nulla.
Senza dubbio io sono spinta dalla paura e dall'ansia, ma quando ho parlato al medico di famiglia della visita si è domandato perché io dovessi aspettare 6 mesi per fare la richiesta di un agoaspirato. Per lui dovrei farlo subito.
Ma anche lui, alla fine, non mi ha prescritto né consigliato nulla di concreto.

Vi ho scritto per avere un vostro consiglio: pensate che debba subito fare altri controlli? Se sì, quali?
Oppure aspetto i 6 mesi prima di fare un nuovo controllo?
Vi ringrazio per l'attenzione.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Non saprei cosa risponderle. senza una visita.

D'accordissimo per la presenza di cisti comunque ben rilevate dall'ecografia e che hanno scarso significato patologico, ma il referto in corrispondenza della tumefazione palpabile e dolente non corrisponde affatto ad una cisti. !!!???

E sulle cause del dolore la diagnosi la si formula nel corso della visita senologica, mentre nell'esito che qui riporta non se ne fa menzione. Suppongo che abbia descritto la sintomatologia dolorosa che qui ci descrive. Se sì quale spiegazione ?

Le cause possono essere diverse

Legga

Dolori al seno
https://www.medicitalia.it/minforma/senologia/72-dolori-seno-mastalgia-mastodinia.html

http://www.senosalvo.com/approfondimenti/cura_sintomo_dolore_mamario.htm

http://www.senosalvo.com/approfondimenti/dolore%20al%20seno...di%20competenza%20ortopedica.htm

Purtroppo non saprei consigliarla, ma certamente da quanto scrive ridurrei precauzionalmente l'intervallo del controllo ecografico a non più di 3 mesi. Non certo per il dolore o per la presenza delle cisti ma per >>In corrispondenza della tumefazione palpabile si rileva spettro addensato dl parenchima ove sembrano apprezzarsi piccoli spots iperecogeni, reperti che potrebbero meritare correlazione con esame mammografico>>

Le hanno richiesto infatti un approfondimento tramite mammografia.

Tanti saluti
Salvo Catania
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
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[#2] dopo  
Utente 413XXX

La ringrazio infinitamente per la risposta.

Riguardo il dolore, la senologa ha quasi ignorato quello che le dicevo.
Mi ha detto che è una cosa perfettamente normale sentirsi a volte due seni diversi, che il dolore è legato agli ormoni e che normale che il dolore è si accentui nel periodo premestruale.
Il fatto è che io sento che il dolore e il fastidio che ho non è legato al ciclo. Intendo dire, che da sempre non ho mai avuto grandi fastidi al seno nel periodo premestruale. Solo un po' di gonfiore e tensione, tranquillamente trascurabili.
Dopo aver letto il primo articolo che Lei mi ha linkato non escludo la possibilità che io abbia anche una componente di dolore extramammario: in certi momenti il dolore si dirama fino alla mano, o alla schiena. In qualche occasione la mano sinistra si è pure informicolita.
Ho effettivamente dei problemi alla cervicale, credo artrosi. Non ho ancora consultato un ortopedico per questo disturbo.

Purtroppo, non so il perché, non riesco a visualizzare il secondo e il terzo link sul dolore al seno che ha linkato. Ho provato con due browser diversi, ma mi dà errore.

Riguardo la tumefazione: praticamente la senologa ha dato una rapida occhiata alle immagini dell'ecografia e mi ha detto che sono tutte cisti.
Ciò che mi rende perplessa è una cosa: nello studio c'era anche un giovane tirocinante. Dopo che la dottoressa mi ha visitata ha fatto palpare anche lui. Nel punto della tumefazione lui era perplesso.
Lui: "Dottoressa, ma qui è duro!"
Lei: "Lo hai sentito anche tu? Sono cisti. Anche le cisti possono essere dure".
Probabilmente la dottoressa ha ragione, mi sto preoccupando eccessivamente, ma non mi è piaciuta per vari motivi.
Ho già fissato un appuntamento con un'altra senologa che mi hanno consigliato. Questa volta privatamente.
E non escludo di rifare una nuova ecografia a breve, anche privatamente.
Voglio andare a fondo della cosa il prima possibile, sia per la mia salute sia per la mia serenità.



[#3] dopo  
Dr. Salvo Catania

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[#4] dopo  
Utente 413XXX

La ringrazio molto.
Ora sono riuscita a visualizzare le pagine. Molto interessanti, confesso che prima che lei me lo facesse notare non avrei mai pensato ad associare la cervicale al dolore al seno.

La aggiono: sono stata visitata dalla seconda senologa, mi è paciuta molto di più della precedente.
La visita è stata più accurata della precedente.
In sintesi, dalla visita non risulta nulla, eccetto il forte dolore alla pressione in un punto preciso della tumefazione. E' probabile un'infiammazione derivata dal mio troppo controllare il seno. Mi ha spiegato di essere più delicata nel controllarlo.
Ha detto che il seno sinistro risulta più denso rispetto a quello destro, il quale risulta più "libero".
Mi ha prescritto Ananase per una settimana, una compressa al giorno, per sfiammare.

Dopo la terapia mi vuole visitare di nuovo, per vedere se sia il caso di effettuare la mammografia nonostante io non abbia ancora 40 anni.
Lei sarebbe intenzionata di farla: si fida del referto dell'ecografa, che conosce e ritiene molto valida. Ma ho anche intuito che secondo lei sia un esame in più, non strettamente necessario se non come conferma.

A parte tutto, mi sento molto più tranquilla, lo devo confessare. Ho passato dei momenti di puro panico dopo l'ecografia.
Appena possibile consulterò anche un ortopedico riguardo la cervicale. Anche la senologa ha confermato che una parte del dolore sicuramente origina dal collo.

Colgo l'occasione per ringraziarla di nuovo e di ringraziare tutto lo staff di Medicitalia con tutto il cuore per il lavoro che fate.

[#5] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Salvo Catania, MD
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[#6] dopo  
Utente 413XXX

Gentili dottori,
scrivo per fare qualche aggiornamento sulla situazione e per chiedere un consiglio sul da farsi.
In breve, sono stata visitata una seconda volta dalla senologa, una visita di controllo una settimana dopo la precedente, ed ha confermato che secondo lei non c'è nulla di cui preoccuparsi.
Ma per “eccesso di prudenza” mi ha detto di fare appena possibile una mammografia e una nuova ecografia, tutte in un'unica visita, in un centro diagnostico di fiducia. E poi una nuova ecografia mammaria a settembre, di controllo.
Sono stata visitata questa mattina, data 1/7/2016, e questo è il risultato degli esami:

Esame: mammografia bilaterale * ecografia mammaria bilaterale.

Mammografia: mammelle di tipo parenchimatoso.
Diffuse microcalcificazioni di tipo III sec. Le Gal al QCS a sinistra.
Non lesioni di tipo infiltrativo od individualizzato né microcalcificazioni sospette bilateralmente.

Ecografia: sparse piccole cisti liquide ad ambo i lati.
Non lesioni nodulari sospette bilateralmente né linfoadenopatie ascellari.

Conclusioni: diffuse microcalcificazioni di tipo III sec. Le Gal al QCS a sinistra.
Il reperto merita, in quanto primo riscontro, rivalutazione con mammografia monolaterale sinistra tra 6 mesi.

Al seno sinistro il radiologo ha voluto ripetere una lastra come ingrandimento.
Quando mi ha mostrato e spiegato le lastre gli ho chiesto se le calcificazioni fossero tante o poche, e lui mi ha risposto:
“Sono tante. (indicandomi la zona nella lastra) Se ci fosse un nodulo lo farei analizzare immediatamente, ma non c'è nulla. Le calcificazioni sono sparse, nei dotti. Il che farebbe pensare ad un'infiammazione o ad un trauma”.
L'infiammazione c'è ancora, in effetti, poiché sento ancora dolore a premere nella parte incriminata.
Tuttavia, mi lascia parplessa il fatto che al tatto, se palpata in certe posizioni, la massa densa si senta, ma che la mammografia non la rilevi. Si tratta dunque della conformazione naturale del seno ad essere così in quella zona?

La prossima settimana faccio vedere i risultati alla senologa.
Nel frattempo vi chiedo cortesemente un parere in più, da perfetta ignorante in materia: posso stare tranquilla e aspettare settembre per la nuova ecografia e dicembre per la nuova mammografia, o sarebbe meglio stare in allarme e approfondire il prima possibile la natura di queste calcificazioni?

Senza dubbio prima va risolta del tutto l'infiammazione. Con l'Ananase però non mi pare di aver risolto granché.

Vi ringrazio nuovamente per la cortese attenzione.

[#7] dopo  
Utente 413XXX

Gentili dottori,
vi scrivo sia per aggiornare la situazione sia per chiedervi cortesemente un consiglio sul da farsi, poiché comincio ad essere davvero preoccupata.

Come da post precedente, in data 1/7/2016 ho effettuato ecografia mammaria e mammografia, con i seguenti risultati:
Esame: mammografia bilaterale * ecografia mammaria bilaterale.

Mammografia: mammelle di tipo parenchimatoso.
Diffuse microcalcificazioni di tipo III sec. Le Gal al QCS a sinistra.
Non lesioni di tipo infiltrativo od individualizzato né microcalcificazioni sospette bilateralmente.

Ecografia: sparse piccole cisti liquide ad ambo i lati.
Non lesioni nodulari sospette bilateralmente né linfoadenopatie ascellari.

Conclusioni: diffuse microcalcificazioni di tipo III sec. Le Gal al QCS a sinistra.
Il reperto merita, in quanto primo riscontro, rivalutazione con mammografia monolaterale sinistra tra 6 mesi.

Al seno sinistro il radiologo ha voluto ripetere una lastra come ingrandimento.
Quando mi ha mostrato e spiegato le lastre gli ho chiesto se le calcificazioni fossero tante o poche, e lui mi ha risposto:
“Sono tante. (indicandomi la zona nella lastra) Se ci fosse un nodulo lo farei analizzare immediatamente, ma non c'è nulla. Le calcificazioni sono sparse, nei dotti. Il che farebbe pensare ad un'infiammazione o ad un trauma”.

La settimana successiva ho mostrato i risultati delle analisi alla senologa che, in linea di massima, mi ha tranquillizzata,. Ma, allo stesso tempo, si è mostrata dubbiosa sui risultati della mammografia.
Mi spiego: ha osservato a lungo le lastre e mi ha fatto aspettare in sala d'attesa per un bel po' poiché voleva sentire il parere del radiologo del centro disgnostico (non quello che mi ha effettuato gli esami, intendo quello ospedaliero) per accertarsi dell'effettiva benignità delle microcalcificazioni.
Dopo il consulto con il radiologo mi ha tranquillizzata sulla benignità e ha rimandato tutto alla prossima mammografia, tra 6 mesi, dicendomi però questo:
"Se nella prossima mammografia le calcificazioni tenderanno a raggruppare allora siamo di fronte ad un carcinoma in situ. In quel caso faremo un prelievo".
E mi ha detto di stare tranquilla.
Concordo con il fatto di tenere il seno sotto controllo periodicamente, ma mi ha messo il dubbio che la benignità delle calcificazioni non sia del tutto certa.

Alla senologa ho anche detto del dolore al seno, che ancora non è passato.
Anzi, la mammografia ha peggiorato esponenzialmente le condizioni del seno. Nei giorni scorsi ho provato dolore alo capezzolo (fuori, dentro e sotto) fino all'addensamento, come se avessi una ferita aperta dentro al seno.
Nei giorni in cui non sento dolore, sento comunque fastidio interno.
Il capezzolo sinistro ha comunque una sensibilità dolorosa allo sfiorare.
Per il dolore la senologa mi ha dato un gel da applicare, Eumastos gel, e di prendere ancora per un po' Ananase.
Ma non ho alcun miglioramento.

Infine, è da almeno 15 giorni che il seno sinistro si è gonfiato: è quasi una taglia in più del seno destro. Sono dovuta passare al reggiseno sportivo, perché i miei reggiseni lo stringevano troppo (giusto per precisare: non faccio uso di reggiseni col ferretto). Col cambio del reggiseno, e quindi da quando il seno sinistro meno "stretto" sento meno dolore anche internamente, ma rimane comunque un po' più gonfio.
Probabilmente la mammografia (e i continui controlli e palpazioni) non gli hanno fatto bene.
Può trattarsi di un'infiammazione o irritazione trascurata?
Ho passato alcuni notti sentendo dolore secondo la posizione in cui mi voltavo nel letto: a volte bastava il peso del braccio sul seno a farmi sentire dolore e obbligarmi a cambiare posizione.
In linea di massima tutti mi rassicurano dicendomi che non ho bisogno di ulteriori accertamenti, ma il mio seno sinistro mi pare tenda a peggiorare.

In ogni caso, anche se non strettamente correlato, mi sono fatta prescrivere delle analisi complete del sangue, per vedere se ci fosse una eventuale infezione in corso (anche se il mio medico di famiglia lo esclude).

Cosa mi consigliate di fare?
Sto valutando l'idea di farmi visitare da un terzo senologo, per trovare una soluzione, valutare se sia il caso di fare altri accertamenti e trovare infine sollievo, ma non saprei a chi rivolgermi.

Vi ringrazio ancora per l'attenzione.

[#8] dopo  
Utente 413XXX

Gentili dottori, vi scrivo per aggiornare, sperando in un consiglio.
Il seno è ulteriormente peggiorato. Da alcuni giorni è pure spuntato una specie di herpes vicino al capezzolo. Una specie di area di 1 cm circa di diametro rosa intensa, quasi rossa, con una specie di uno o due bollicini al centro (sembrano vescichette), dolorosissima.
Alla sua apparizione ho dato la colpa ad una forte infiammazione urinaria/colite avuta nei giorni scorsi: è apparso quasi in concomitanza. Ma ancora non se né andato e pare allargarsi.

Essendo la mia senologa in ferie (la prima visita utile è tra 15 giorni), e avendo qualche difficoltà a reperire nell'immediato un medico senologo (anche fuori città: mi hanno dato visite a distanza di mesi. E poi siamo in agosto), tramite consiglio mi sono rivolta al pronto soccorso dell'ospedale della mia città.
Purtroppo, come era lecito aspettarsi, lì non c'è uno specialista senologo: mi ha ricevuto una ginecologa.
Ha voluto vedere e sapere tutto ciò che c'era da sapere, ma non ha fatto una vera e propria diagnosi, non essendo area di sua competenza.
Questo però è ciò che ha scritto nella cartella clinca di pronto soccorso:

Esame obiettivo:
Mammella sx cute calda segni di linfoadenopatia ascellare sx-
Presenza isolata lesione vescicolare in sede quadrante superiore interno.

Note e prescrizioni
Si riaffida al medico curante per controllo evoluzione clinica.
Aumentin 1gr 1cp x2 x6gg
Brufen 600 mg1 cp ore 8, ore 20 per 7 gg dopo il pasto.
Si consiglia valutazione senologia, rilasciata richiesta.

Mi ha detto che innanzitutto va sfiammato il seno, e che la terapia serve a questo. Comunque sia, di rivolgermi anche al mio medico curante.
In breve, mi pare una terapia per una mastite.
Ma è veramente una mastite o è qualcosa di peggio che covava negli ultimi mesi?

Devo dire che oltre al seno mi si è gonfiato tutto il lato che va dal seno all'ascella, si è quasi persa la fossetta dell'ascella.
Comunque io non sento linfonodi particolarmente ingrossati (tastando sento dei "pallini" qua è là, ma mi pare più la conformazione della zona, più che linfonodi. Tutta la parte gonfia del lato esterno, seno compreso, è morbida, come se fosse una zona "cicciotta" o piena di liquido. Il seno sinistro oltre che gonfio nella parte esterna è anche più pesante di quello destro: sembra come se ci fosse del liquido dentro.
Onestamente la cute del seno non mi pare così calda, né arrossata (a parte la "vescichetta rosa quasi fucsia): io la pelle la sento identica all'altro seno, a momenti pure fredda. Ma la consistenza è diversa, più morbida a causa del gonfiore.

Il dolore è cambiato, ma non è ancora passato. La parte più dolorosa di tutte al tatto è e rimane il capezzolo: il dolore si irradia fin dentro il capezzolo fino a provocare una specie di "nevralgie" che arrivano fino al pettorale in alto.
Il dolore lo sento solo alla palpazione (ora quasi impossibile da fare a causa del gonfiore) o facendo alcuni movimenti particolari,.

Ho iniziato subito la terapia. Spero funzioni perché inizio davvero a temere qualcosa di brutto.

Una domanda: nei giorni scorsi, con il seno e l'ascella già un po' gonfi, ho eseguito un paio di autopalpazioni profonde, per sentire se c'era qualcosa di diverso. A parte che il "fondo" del seno del seno sinistro mi pare duro e a pallini a prescindere (mi hanno detto che sono cisti), dopo averlo fatto il seno si è gonfiato fino al punto attuale.
E' possibile che il gonfiore sia in realtà principalmente provocato dal mio continuo tastare? Seno e linfonodi possono davvero infiammarsi a questi livelli se toccati in continuazione? Ora evito davvero di farlo.

Vi ringrazio ancora una volta per la cortese attenzione.