Utente
Buonasera.
Innanzitutto voglio ringraziare per il prezioso servizio che fornite, già da me sperimentato per precedenti consulti, rilevatisi veramente chiari ed utilissimi. Grazie!!
Dopo avere effettuato biopsia alla prostata, poichè il Psa rilevato dalle ultime analisi (3 in un mese) si è attestato rispettivamente a 10, 13 e 9, il referto ha stabilito quanto segue:
C1 C2 frammenti di tessuto prostatico occupati da adenocarcinoma moderatamente differenziato, grado 6 di Gleason (3+3).
La neoplasia occupa il 70% circa di C2 ed infiltra microfocalmente il prelievo C1.
A1 A2 A3 A4, B1 B2 B3 B4, C3 C4, D1 D2 D3 D4 : frammenti di tessuto prostatico indenni da Neoplasia. Si segnala discreta Flogosi cronica aspecifica.
Sono in attesa di visita specialistica per stabilire quale strada intraprendere per l'eventuale cura del tumore. Al momento del rilascio del referto il medico mi voleva inserire tra le liste per un imminente intervento chirurgico non specificato. Mi ha ritenuto persona operabile. Ho preso tempo! Adesso sono in confusione; desidererei sapere cosa vuol dire, in parole più semplici, il referto sopra descritto, la gravità o meno della cosa e quale, secondo voi, sia la "cura" più appropriata. Ringrazio immensamente. Rimanendo in attesa, porgo i miei migliori saluti.
Raffaele Giannì - anni 73 -

[#1]  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
l'esito della biopsie evidenzia un piccolo tumore prostatico, teoricamente a limitata aggressività (Grado di Gleason 3+3 = 6). Tenga conto che la gran parte dei tumori alla diagnosi ha un grado superiore a 7. A questo punto la stadiazione viene abitualmente completata con l'esecuzione di una TAC dell'addome ed una scintigrafia ossea, che molto probabilmente confermeranno la localizzazione limitata alla prostata. In linea di massima, i 70 anni vengono considerati un limite teorico per l'esecuzione di un intervento chirurgico, che a fronte di una ovvia maggiore invasività offre le migliori possibilità di una guarigione completa. Oltre i 70 anni si presume che mediamente i possibili effetti collaterali dell'intervento, non solo chirurgici, ma anche anestesiologici, possano incidere maggiormente, pertanto si prediligono trattamenti alternativi, come la radioterapia o gli ultrasuoni focalizzati (HIFU). Talora però l'età anagrafica non corrisponde a quella biologica ... pertanto un 73enne può essere in condizioni ben più brillanti di un 60enne pluri-acciaccato! Pertanto sta alla sensibilità dello specialista, oltre ad una chiara e completa comunicazione, il consigliare a prendere la decisione migliore. I valori del PSA non ci paiono invece congrui per un atteggiamento conservativo di "vigile attesa" che viene considerato in caso di malattia assolutamente limitata.
In pratica, le consigliamo di riparlare con calma con il suo urologo di riferimento ed eventualmente andare ad ascoltare il parere di un radioterapista per avere infine tutte le notizie utili a prendere una decisione in tutta serenità.

Saluti

Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente
Gent. mo Dottore,
la ringrazio di cuore per la celere risposta e sopratutto per il contenuto.
Sto riflettendo!! I valori del Psa in effetti non sono tranquillizzanti quindi, come giustamente indica Lei, non è il caso di vigilare solamente. Seguirò il suo cosiglio; parlerò con il mio specialista e, se d'accordo, procederò con l'intervento chirurgico (spero, se possibile, in laparoscopia).
Mi creda, sono molto più motivato di prima sul da farsi, la ringrazio immensamente e le porgo i miei migliori saluti.
P.s magari spero di poterla rincottatare per gli esiti dell'esame istologico.
Grazie ancora!
R.G.

[#3] dopo  
Utente
Gent.mo Dottore,
come le avevo scritto prima, la ricontatto per comunicarle l'esito dell'esame istologico pervenutomi oggi dopo aver praticato prostatectomia totale in data 12/03/2012.
L'esito è il seguente:
Adenocarcinoma acinare comune della prostata.
Grado primario: 3; grado secondario 4.
Score: 7 (sec. Gleason)
Presenti focali fenomeni di infiltrazione neoplastica plerineurale.
La neoplasia occupa circa il 10% del volume della ghiandola ed è presente sia nel lobo destro che in quello sinistro prevalentemente in corrispondenza della porzione posteriore destra del terzo medio e posteriore sinistra del terzo inferiore.
La neoplasia infiltra focalmente i tessuti molli periprostatici in corrispondenza della porzione posteriore destra del terzo medio.
Margini di exeresi esenti da infiltrazione neoplastica.
Presenti modificazioni tipo neoplasia prostatica intraepiteliale.(Pin 2-3)
Vescichette seminali esenti da infiltrazione neoplastica. (A,B,C)

Approfitto della sua gentilezza per chiederle di spiegarmi il significato dell'esito appena descritto in parole a me più comprensibili. Sono all'oscuro sul fatto di dover intraprendere altre terapie post operatorie oppure no. Ancora ho il catetere che dovrò togliere lunedì 7 aprile. Diversamente da quanto era stato programmato, ho dovuto tenere più a lungo lo stesso per via dell'esito non particolarmente favorevole venuto fuori dalla cistografia, effettuata una settimana fa. A differenza di qualche giorno fa, l'urina adesso è costantemente chiara. Accusso un continuo dolore, sopportabile, al fondo schiena. Dovrò ripetere il Psa dopo un mese dalla rimozione del catetere.

Chiedo, per favore, un suo parere complessivo e, non potendo fare altro che dirle grazie infinite per tutto, le mando i miei migliori saluti.
Raffaele G.

[#4]  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
l'esame istologico definitivo conferma all'incirca quanto già delineato dalle biopsie, con un lievissimo incremento (da 3+3 a 3+4) del grado di differenziazione. Questo accade molto frequentemente ed è principalmente dovuto alla maggior quantità di tessuto a disposizione sul quale giudicare. La nota più importante di questo risultato è comunque "margini di exeresi esenti da infiltrazione neoplastica", vale a dire che l'intervento è stato radicale e non è verosimile che sia rimasto tessuto tumorale al di fuori del pezzo asportato. Tutto sommato, alla sua età, una condizione che di certo induce all'ottimismo. Non vi sono per ora indicazioni a terapie di supporto, si vedrà l'andamento del PSA nel corso dei primi 6-12 mesi. Ci par di capire che vi sia stata qualche lungaggine di tipo prettamente "idraulico" che ha imposto il mantenimento del catetere per un tempo superiore al consueto. Auspichiamo che alla rimozione lei possa avere una pronta e soddisfacente ripresa della continenza, un ciclo di terapia riabilitativa della muscolatura del pavimento dell'addome (perineo) sarebbe opportuna a prescindere.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#5] dopo  
Utente
Gentilissimo Dottore,
la ringrazio di cuore per la sua pronta risposta e per il giudizio che mi conforta tanto. Seguirò il suo consiglio circa la riabilitazione e, se non arrecherò disturbo, preferirei ricontattarla per gli aggiornamenti sugli esiti del psa.
Graize ancora di cuore e, con l'occasione, le mando i miei più cari saluti.
Raffaele G.

[#6] dopo  
Utente
Gentilissimo Dottore,
torno nuovamente a lei per comunicare l'esito del psa, trascorsi 60 giorni dall'intervento di prostatectomia totale.

Psa simbolo minore davanti a 0.09 ng/mg Valori di riferimento 0-3.

Desidererei un suo parere circa il fatto di seguire con monitoraggio psa oppure di intraprendere qualche terapia post operatoria.

Nel frattempo vorrei chiederle se bisogna attenzionare il regime alimentare poiché semplici conoscenti suggeriscono di evitare verdure ed altri.alimenti potenzialmente dannosi.

Perdoni la banalità, a volte, di certe domande.

Colgo l'occasione per ringraziarla anticipatamente per la sua preziosa disponibilità e le porgo i miei più sinceri saluti.

Raffaele g.

[#7]  
Dr. Paolo Piana

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Gentile Signore,
il monitoraggio del PSA, con controlli a cadenza non maniacale di 3-4 mesi è certamente la strategia più opportuna in questo momento. In quanto alla dieta, ha ragione a dire che se ne sentono di tutti i colori ... ma lei non ci badi minimamente. Una dieta leggera, ma soprattutto variata, non ha mai fatto male a nessuno. Se poi riuscisse a perdere una decina di chili, sarebbe sicuramente un ottimo risultato.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#8] dopo  
Utente
Gentile dottore,
Altri modi rispetto ad un grazie di cuore purtroppo non ho per sdebitarmi della sua puntualità, professionalità e gentilezza.

Le auguro un buon fine settimana
Con affetto, saluto.

Raffaele G.