Utente
Gentili Dottori,

chiedo un Vostro consiglio

Domenica scorsa, 16/03, ho avuto la mia prima colica renale; sono andato al PS dove mi è stata eseguita
- ecografia con idronefrosi I grado e calcoli non visibili
- TC che ha evidenziato un calcolo di 7 mm nell'uretere dx a circa 5 cm dalla pelvi (più un secondo calcolo nel rene dx)
- Analisi sangue negative

Fatta visita urologica, mi è stato prescritto di bere acqua in abbondanza e antidolorifico al bisogno (orudis 100 mg + gastroprotettivo pantorc) e nuovo controllo dopo 15 gg.

Durante questa settimana, però, mi sono dovuto recare al PS altre due volte:

lunedì 17/03
colica (sebbene non forte come domenica) e febbre a 39; fatte analisi urine, negative, mi è stato prescritto ciproxin 500 2cp al giorno per 5 giorni e orudis 200mg al bisogno (segnalo la concomitanza di una bronchite...)

giovedì 20/03
colica resistente all'orudis 100; fatte analisi del sangue e urine, negative; visita urologica dove mi è stato detto di proseguire con quanto mi era stato prescritto in precedenza.
fatta ecografia dove il calcolo in uretere non era visibile e persiste idronefrosi I grado (se capisco bene purtroppo il calcolo non dovrebbe essersi spostato...)

Ricapitolando, ho preso ciproxin da lunedì a venerdì come prescritto e prendo antidolorifico orudis; siccome più o meno tutti i giorni ho avuto episodi di coliche sto prendendo l'orudis 200 a rilascio prolungato la sera.

Sabato e domenica ho avuto un po' di febbre la sera (37,5-38), scomparsa dopo l'assunzione dell'orudis; oggi per il momento niente febbre e dolore.

Ora, stando ai tempi che mi son stati prospettati dovrei fare controllo all'inizio della prossima settimana.

Ma viste le coliche recidivanti (sebbene non dolorose come la prima ma pur sempre necessari antidolorifici) e visto qualche episodio di febbre (sebbene riscontrato e controllato al ps lunedì) vi chiederei

1) non sarebbe meglio anticipare il controllo urologico e decidere come procedere?

2) pensate sia sensato provare una terapia espulsiva nel mio caso prima di propendere per uretroscopia?

3) ha senso una litrotrissia extracorporea? o nel mio caso (calcolo 7mm in uretere) non è indicata?

4) sono un po' confuso: sto bevendo ca 2-2,5 lt di acqua al giorno ma ho letto che in alcuni casi (es calcoli in uretere) questo può essere controproducente, perciò Vi chiedo anche un consiglio in questo senso

ultima cosa, l'orudis 200 esiste solo "a rilascio prolungato": è efficace anche nel momento in cui sopravviene una colica o il rilascio prolungato non serve ad alleviare l'episodio "improvviso"?

molte grazie per i Vs commenti

cordiali saluti

[#1]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Prenota una visita specialistica
Gentile Signore,
la invitiamo innanzi tutto alla lettura di questo nostro articolo in cui vengono appunto discussi nel dettaglio i problemi inerenti le coliche renali e l'espulsione dei calcoli delle alte vie urinarie:

https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1194-coliche-renali-trattare-i-sintomi-o-risolvere-il-problema.html

Per rispondere alle sue domande:

1) I tempi leciti d'attesa di una ipotetica risoluzione spontanea dipendono essenzialmente dalla frequenza e dall'entità delle coliche, nonché dalla comparsa di complicazioni, quali ad esempio la febbre;

2) La terapia espulsiva è senz'altro da provare, nei limiti di cui sopra;

3) La litotrissia extracorporea è teoricamente praticabile, ma le possibiltà di un risultato positivo sono statisticamente molto modeste;

4) Non è quasi mai il flusso delle urine che "spinge" il calcolo, specie se di dimensioni superiori ai 3-4 mm, quanto piuttosto la compiacenza delle pareti dell'uretere. Questa può essere modificata dalla terapia espulsiva. A nostro parere, il carico eccessivo di liquidi in questa fase può pertanto essere controproducente.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#2] dopo  
Utente
Gentile dott. Piana,

Molte grazie per i chiarimenti, ne discuterò meglio al prossimo controllo.

Mi è successa una cosa abbastanza strana nel frattempo nel senso che da ieri notte fino ad ora non ho avuto neanche una piccola colica (finora non era mai passato così tanto tempo senza episodi) ma son sicuro di non avere espulso il calcolo perché sto urinando dentro un contenitore.
Oltre al fatto che suppongo che un calcolo di 7 mm si senta quando viene espulso, dico bene?

Poi avrei altre 2 domande in merito a quanto sopra:

1) la litotrissia extracorporea riesce a "puntare" con precisione il calcolo in uretere? Avendone infatti un altro nel rene non vorrei agisse su quest'ultimo che a quel punto andrebbe ad intasare ulteriormente l'uretere stesso in questa fase. Perdoni se la domanda è banale ma non ho idea di come funzioni questa tecnica

2) orudis 200, poiché esiste solo nella formulazione a rilascio prolungato, è efficace negli episodi di colica "improvvisa"?

Molte grazie

Cordiali saluti

[#3]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
il passaggio di un calcolo di 7 mm non dovrebbe essere inavvertito, in particolare il transito nell'ultimo tratto dell'uretere causa la comparsa di disturbi irritativi vescicali (bruciori, stimolo persistente ad urinare) mentre invece scompaiono o si riducono le coliche.
Un calcolo in uretere può essere mirato se il litotritore dispone di meccanismo di puntamento radiologico. Resta escluso ovviamente il tratto intermedio che si proietta sulle ossa del bacino.
Se si ponessero indicazioni rapidamente risolutive all'intervento endoscopico, nel corso del medesimo potrebbe anche essere trattato il calcolo all'interno del rene.
Il ketoprofene (Orudis ed altri) è fra i farmaci più efficaci per il trattamento delle coliche renali.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#4] dopo  
Utente
Gentile dott. Piana,

Davvero grazie per le Sue indicazioni.

Ho posto male la domanda sull'orudis prima, mi spiego: sono tranquillo sull'efficacia, mi chiedevo solo se il fatto che il 200mg sia "a rilascio prolungato" sia ugualmente efficace all'atto della comparsa della colica o se invece non occorra usare la versione 50mg (magari più di una compressa) che è invece a rilascio normale, ossia non prolungato.

Insomma, nella mia ignoranza in materia e andando a logica il termine "rilascio prolungato" mi sembra qualcosa di poco adatto a combattere un fenomeno acuto in corso.

Grazie per il Suo commento.

Cordiali saluti.

[#5]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
in caso di colica, la formulazione migliore del farmaco è senz'altro quella in fiale, che possono essere iniettate, oppure utilizzate per via sub-linguale (tenere il contenuto della fiala sotto la lingua per un minuto senza deglutire). L'efficacia è molto simile.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#6] dopo  
Utente
Gentile dott. Piana,

Quindi se capisco bene un minuto sotto lingua e poi espellere senza ingoiare?

Grazie

Cordiali saluti

[#7]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
No, dopo un minuto circa si sarà quasi completamente assorbito, può certamente ingoiare la saliva ed il resto.

Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#8] dopo  
Utente
Gentile dott. Piana,

Molte grazie per il consiglio.

Spero di non averne bisogno e magari di aggiornarla presto con gli sviluppi del caso.

Per il momento grazie mille.

Cordiali saluti

[#9] dopo  
Utente
Gentile dott. Piana,

oggi ho fatto un'ecografia di controllo: permane una "condizione di idroureteronefrosi dx di grado moderato, con bacinetto del diametro massimo AP di circa 13 mm. Non visualizzato il calcolo descritto dalla TC. Non segni di idroureteronefrosi a sinistra".

Da quanto capisco e scambiando due chiacchiere con il dottore che mi ha fatto l'ecografia il calcolo dovrebbe essere sempre presente e circa nella stessa posizione.

Io da due giorni non avverto coliche né fastidi mentre la scorsa settimana è stato quasi un continuo: forse il calcolo ha trovato una posizione in cui è al momento fermo?

Sinceramente sono un po' sconsolato, speravo che le coliche della scorsa settimana fossero servite almeno a farlo muovere un po' invece pare che sia rimasto dov'era.

Tra l'altro il dottore mi ha messo un po' in agitazione dicendomi

1) che se e nel momento in cui il calcolo dovesse spontaneamente scendere nell'uretere verso la vescica avrò una "bella colica come si deve"... Me la devo quindi aspettare? O può anche scendere con dolori non così forti?

2) che lui non si farebbe estrarre il calcolo con uretroscopia (ha parlato di estrazione, non di frantumazione); ma come, avevo capito fosse un intervento "semplice" e un medico mi sconsiglia di farlo?

Inoltre sono ormai 10 giorni dal primo evento e mi par di capire che nulla sia cambiato: sono un po' confuso circa il da farsi, considerando che l'unica terapia che finora mi è stata consigliata è solo carico idrico che peraltro potrebbe anche essere controproducente nel mio caso.

Pensa sia il caso di rifare il punto con un urologo? Purtroppo nella struttura in cui sono stato visto durante l'urgenza si accede al reparto di urologia solo tramite PS perché per una visita occorrono diversi mesi...

Grazie

Cordiali saluti

[#10]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
occupandoci quotidianamente da molto tempo solo di questi problemi, abbiamo da tempo sviluppato la convinzione che piuttosto che, piuttosto di vivere nell'incubo delle coliche imminenti, è assai meglio sottoporsi ad un intervento e rimuovere velocemente e completamente il problema. Questo è sostanzialmente lo spirito del nostro articolo di cui già le abbiamo consigliato la lettura. In mani esperte, il trattamento di un calcolo ureterale è ormai un intervento semplice e sicuro. Ovviamente il calcolo non viene semplicemente "estratto", ma adeguatamente frammentato con il laser, per poterne poi estrarre i residui più piccoli. Certo, è indispensabile affidarsi a professionisti od a centri che possano garantire un'esperienza specifica, ma oggigiorno questi certamente non mancano in tutte le regioni.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#11] dopo  
Utente
Gentile dott. Piana,

grazie come al solito delle indicazioni.

Non so se sia possibile in questa sede ma Le vorrei chiedere se può indicarmi un centro/ospedale presso la mia città (io al momento mi sono affidato al ps di uno dei principali ospedali).

Grazie

Cordiali saluti

[#12]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
per ovvi motivi di correttezza professionale non è per noi possibile dare indicazioni relative a professionisti o centri di cura con riferimento al singolo caso. D'ogni modo, in tutte le strutture urologiche di riferimento almeno provinciale dovrebbero ritrovarsi le,tecnologie e le competenze idonee a risolvere in modo adeguato casi di questo tipo.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#13] dopo  
Utente
Gentile dott. Piana,

Grazie anche al Suo punto di vista molto chiarificatore, la scorsa settimana ho accelerato i tempi e, anche grazie ad un posto liberatosi, venerdì mi sono sottoposto ad intervento di ureteroscopia durante il quale mi sono stati rimossi entrambi i calcoli, sia quello in uretere (ca 8 mm, con litotrissia laser e asportazione con basket) sia quello nel rene (ca 6 mm, asportazione con basket).

L'intervento é stato eseguito in anestesia generale (mi è stato spiegato che era praticamente indispensabile volendo provare ad eliminare anche il calcolo nel rene). Mi é stato inserito stent ureterale interno a detta del mio chirurgo in via precauzionale (visto che ho avuto abbondante sanguinamento durante la manovra); mi ha inoltre detto che dovrei tenerlo poco tempo (1 settimana/10 giorni).
Ora prendo oki al bisogno + pantorc e ciproxin per 4 gg

Ad oggi, quindi quasi 4 giorni da intervento:

- ogni tanto ho qualche linea di febbre (mai sopra 37,3 / 37,5 per ora) che di solito scompare con oki
- ancora non sono andato di corpo; può essere questo anche un effetto degli antibiotici (anche 2 settimane fa causa colica e febbre ho fatto 6 giorni di ciproxin) associato agli antinfiammatori di quest'ultimo periodo?
- sento i "normali" e spesso forti dolori durante minzione dovuti, se ho capito bene, a reflusso causato dallo stent
- faccio ancora urina con sangue e qualche grumo di sangue (ormai questi ultimi rari) anche se oggi mi sembra stia cambiando verso il giallo scuro

Vorrei chiederLe se secondo la Sua esperienza questa sintomatologia rientra nella norma del post-operatorio.

Inoltre mi diceva il chirurgo che mi farà avere analisi dei calcoli: serve per capire di che natura sono e se è eventualmente necessaria qualche terapia?

Grazie

Cordiali saluti

[#14]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
tutto quanto ci riferisce rientra ampiamente nei limiti di un normale decorso post-operatorio di una uretero-renoscopia operativa. Lo stent ureterale viene inserito nella maggior parte dei casi, in particolare se si è risaliti al rene con gli strumenti. I tempi medi di permanenza dello stent vanno appunto dai 5 ai 10 giorni, salvo casi particolari. Auspichiamo che le siano stati lasciati i fili per la,rimozione dall'esterno, cosa che le risparmierà l'esecuzione di una ulteriore endoscopia per la rimozione.
L'analisi del calcolo è consigliabile, in particolare se si tratta del primo episodio. D'ogni modo uno specialista esperto è in grado di giudicare già "ad occhio" considerando che nel 90%dei casi si tratta di calcoli di ossalato di calcio. Il risultato non è però che uno dei fattori che possono indirizzare una qualche forma di prevenzione (metafilassi) delle recidive. Tenga presente che una corretta idratazione esprime già almeno l'80% delle reali possibilità.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#15] dopo  
Utente
Gentile dott. Piana,

la ringrazio per l'usuale cortese disponibilità

lo stent non è dotato di fili; ne approfitto, a questo proposito, per chiederLe se posso chiedere un'anestesia al momento della rimozione e che tipo di soluzioni si utilizzano di solito in questo senso (anestesia locale? altro?).

Grazie

Cordiali saluti

[#16]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
gli operatori che non hanno l'abitudine di utilizzare gli stent con rimozione facilitata, oggi sono soliti provvedere con un cistoscopia eseguita con uno struento flessibile. Per questa procedura in linea di massima non è mai necessaria l'anestesia, considerando sopportabile un breve fastidio (meno di un minuto).Di questi dettagli deve comunque parlare con il nostro Collega che l'ha operata.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#17] dopo  
Utente
Gentile dott. Piana,

Vorrei informaLa sul decorso della mia situazione

Sono stato operato in ureteroscopia il 28/03 per la rimozione di un calcolo di 7 mm in uretere dx e, contestualmente, di un calcolo di 5/6 mm nel rene dx. Ho portato stent interno che mi è stato rimosso il 7/4 con cistoscopia. A parte qualche piccolo fastidio i primissimi giorni il decorso post operatorio e post stent mi sembra positivo.

Sono rimasto d'accordo con l'urologo di rivederci dopo 30 giorni dalla rimozione dello stent per ecografia di controllo e risultati analisi calcoli.

Qualora il controllo dovesse essere positivo, Le chiedo un consiglio su quella che dovrebbe essere la prassi da seguire adesso.

Passata la fase acuta non vorrei infatti trascurare il post: nel frattempo sto abituandomi a bere ca 2 litri d'acqua al giorno;
ma oltre ciò quali sono i passi da seguire?
Oltre all'analisi dei calcoli occorre farne di ulteriori (ho letto ad es di analisi metabolica, può essere?)?
È consigliato effettuare visite/esami periodici?

Per quanto riguarda l'acqua, leggendo un Suo articolo, mi par di capire che non ci sia in assoluto un'acqua migliore di un'altra, in termini di caratteristiche quali residuo fisso etc etc...

Ci tengo a ringraziarLa davvero per le preziose informazioni delle scorse settimane: è stato anche grazie a queste che mi sono convinto ad operarmi ponendo fine ad un periodo di coliche e preoccupazioni che queste potessero ripresentarsi...

Ora vorrei prendere le corrette abitudini al fine di limitare per quanto possibile le probabilità di recidive.

Grazie per i Suoi consigli.

Cordiali saluti.

[#18] dopo  
Utente
buongiorno dott. Piana,

ieri ho fatto ecografia di controllo con il chirurgo che mi ha operato in seguito ad intervento in ureteroscopia il 28/03 per la rimozione di un calcolo di 7 mm in uretere dx e, contestualmente, di un calcolo di 5/6 mm nel rene dx. risultato tutto nella norma.

l'analisi del calcolo ha rivelato che si tratta di ossalato di calcio.

il chirurgo mi ha detto che dovrebbe trattarsi di episodio sporadico e, a livello di dieta, non mi ha dato particolari indicazioni se non quelle di bere molto ed evitare troppo cioccolato.

inoltre mi ha consigliato, come terapia preventiva, il lithos 1 al giorno per 2 mesi per 2 volte l'anno + ecografia di controllo annuale.

le faccio due domande:
1) vorrei sapere se il lithos in polvere che si scioglie in acqua e quello in compresse (formula retard) sono equivalenti o meno
2) se secondo lei sarebbe comunque importante fare un'indagine metabolica

grazie per un suo cortese riscontro

cordiali saluti

[#19]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
il fatto di aver formato calcoli in entrambi i reni denota una certa predisposizione alla,loro formazione. Potrebbe essere opportuno eseguire un'indagine metabolica di primo livello per oggettivare un po' meglio questo rischio. Ora la situazione dovrebbe essere azzerata, siamo nelle condizioni più opportune per condurre un discorso di prevenzione. La diluizione delle urine vale circa per l'80%, il resto sono dettagli, che comunque uno sull'altro possono avere un certo significato. Più che il cioccolato, di cui è oggettivamente difficile abusare, diremmo che la limitazione del sale sia molto più importante. In pratica si consiglia principalmente di non salare mai i cibi dopo la cottura. Sull'uso degli integratori c'è sempre da chiedersi quanto senso abbia assumere una sostanza con effetti poco prevedibili per un tempo teoricamente imprecisato. D'ogni modo, è anche nostra consuetudine prescrivere il citrato di potassio per alcuni mesi dopo gli interventi di litotrissia in caso di calcoli di ossalato di calcio. Le formulazioni presenti sul mercato sono più o meno equivalenti, alcune sono più tollerabili a livello gastrico, in modo abbastanza imprevedibile. In conclusione, le consiglieremmo la lettura di questi due nostri articoli:

https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1402-la-calcolosi-renale-ed-il-dilemma-della-dieta-falsi-miti-e-ragionevoli-certezze.html

https://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1212-la-calcolosi-renale-e-il-dilemma-dell-acqua-quanta-quando-e-quale-bisogna-bere.html

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#20] dopo  
Utente
Gentile dott. Piana,

grazie come sempre per le preziose informazioni.

Non so se cambi qualcosa nella sostanza del ragionamento, comunque volevo segnalarle che entrambi i calcoli erano a destra.

Le chiedo infine in cosa consiste un'analisi metabolica e se posso farmela prescrivere dal mio medico di famiglia.

Molte grazie

Cordiali saluti

[#21]  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2011
Gentile Signore,
ci scusi per la svista, la sostanza del discorso non cambia.
L'indagine metabolica deve essere definita secondo le necessità specifiche da un centro specializzato nella calcolosi urinaria.

Saluti
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing