Utente 395XXX
Salve,
un paio di mesi fa ho iniziato ad accusare piccoli dolori nella zona del fegato che avevo associato ad un abuso di dolciumi e cibi grassi (che soprattutto d'inverno non è cosa anomala per me). Questi sintomi sembravano attenuarsi o sparire quando seguivo una dieta rigida, e quindi la mia convinzione che si trattasse di un problema a fegato o cistifellea è cresciuta.

Dopo aver fatto analisi del sangue specifiche, analisi urine ed ecografia all'addome, però, è venuto fuori che le mie analisi sono perfette in ogni singolo valore e l'ecografia non riscontra nulla di anomalo se non alcuni sedimenti nella vescica. La dottoressa che ha eseguito l'esame ha ipotizzato che possa essere cistite, che io avevo già avuto e curato due anni fa.

Effettivamente, da qualche tempo soffro di minzione frequente e da ieri alle 14:00 quando ho iniziato a tenere il conto fino ad adesso (10:30 della mattina successiva), l'ho già fatto ben 22 volte. Non ci sono bruciori, ma quando di notte si accumula un po' di urina e si riempie la vescica, impiego molto tempo a far uscire l'urina, come se qualcosa premesse troppo e non permettesse al liquido di scorrere.

Visti tutti questi sintomi, si tratta probabilmente ancora una volta di cistite? Può la cistite causare questi dolori e indolenzimenti addominali? Due anni fa, quando l'ho avuta, non avevo mai accusato alcun tipo di dolore.

Grazie!

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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La vera "cistite", così frequente nella donna, è invece nel maschio adulto molto rara, poichè la quasi totalità dei disturbi delle basse vie urinarie è causata a vario titolo dalla prostata. I suoi disturbi paiono esere coerenti con la presenza di una infiammazione/congestione della prostata. Quest a oitrebbe essere correlata molto facilmente con la presenza di una funziine intestinale non ottimale (colon irritabile?), le cui manifestazioni potrebbero anche essere quelle addominali di cui lei ci ha riferito. La situazione merita senz'altro di essere valutata nel suo insieme, una visita soecialistica urologica è senz'altro utile. Tenga comunque presente che una buona funzione intestinale ed una corretta flora batterica sono la condizione più importante per poter ottenere dei buoni risultati, al di là di tutte le terapie che possono essere consigliate per la prostata stessa.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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