Utente 482XXX
Gentili Dottori, ho 28 anni e ho avuto la mia prima colica renale il 7 gennaio placata al pronto soccorso con appositi analgesici e antiemetico endovena, ma dall’ecografia non risultava nulla. Ho avuto una seconda colica renale il 15 gennaio, provata a placare a casa con Toradol intramuscolo ma vedendo che dopo 3 ore non faceva effetto e il dolore era lancinante mi sono recata al pronto soccorso e, dopo lo stesso iter con antidolorifici e antiemetico, all ecografia si e’ rilevato un calcolo di 5 mm a 2 cm dalla vescica in uretere sinistro. Sono stata dimessa con questa terapia per espellere il calcolo: Deflazacort x 7 giorni, Tamsulosina x 10 giorni e ciprofloxacina x 7 giorni. Al sesto giorno della terapia per fortuna l’ho espulso (urinavo sempre in un apposito contenitore per vedere se fosse sceso ed era proprio una pietruzza con il lato più lungo di 5 mm), tant’è che i giorni dopo il fastidio al fianco era scomparso. Ora invece da qualche giorno mi e’ tornata, sempre a sinistra, una sensazione di fastidio come se avessi sempre una punta piantata su un fianco, dunque ho rifatto un’ ecografia privatamente e c’è una “lieve dilatazione dell’ uretere prossimale sinistro esclusivamente a vescica repleta”. Domani farò una tac privatamente, così si vedrà con certezza se si tratta di un altro calcolo.
E’ verosimile che possa trattarsi proprio di un altro calcolo?
Visto che venerdì devo partire e ho paura che una colica mi colga all’ improvviso, posso prendere preventivamente del Tachidol anche senza dolore in corso, così se mi dovesse cogliere in momenti meno opportuni (ad es. nel pieno di una riunione di lavoro) almeno sentirei meno dolore?
Ringrazio tanto per un’ eventuale risposta.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Non è raro che dopo l'epulsione spontanea di un calcolo, per qualche tempo persistano disturbi irritativi pelvici, la cui causa è difficile da individuare con precisione. Quando questi disturbi sono più evidenti e, soprattutto, non tendono ad attenuarsi gradualmente col tempo, è lecito pensare che la situazione non sia ancora risolta. L'ecografia è un'indagine semplice, ma per quanto riguarda i calcoli non è purtroppo molto precisa, sopèrattutto a livello dell'uretere . Ricorrere alla TAC è un estremo rimedio, ma piuttosto che rimanere nel dubbio è del tutto opportuno che venga eseguita.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 482XXX

La ringrazio per la Sua celere risposta.
Da quanto posso intuire la mia idea riguardo il Tachidol per prevenire eventuali coliche in pubblico non e’ fattibile. Quindi se dovesse capitarmi, mi sa che non mi resta che alzarmi con nonchalnce e recarmi al primo servizio disponibile.
La terrò aggiornata su eventuali scoperte.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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L'antidolorifico non può "prevenire" la colica e comunque il prodotto cui fa riferimento non è l'antidolorifico più efficace in questi casi.
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente 482XXX

Non mi resta che sperare in bene.
La ringrazio ancora per la Sua cortese attenzione.

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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A titolo informativo, sappia che vi sono categorie le cui abilitazioni professionali decadono istantaneamente nel momento in cui viene riscontrato un qualsiasi calcolo delle vie urinarie. Parliamo ad esempio dei piloti professionisti dell'aviazione civile e militare, ovvero i militari responsabili in teatro bellico. Queste sono persone che non possono rischiare di incorrere in una colica renale durante la loro attività, devono pertanto essere sottoposte ad un intervento urgente per poter tornare operativi al più presto possibile. A grandi linee, la stessa cosa la deve pensare chi ha un'intensa attività lavorativa, che magari lo porta in paesi lontani oppure in situazioni in cui l'insorgenza repentina di un disturbo acuto costituirebbe un grosso disagio. Vivere nella speranza che le cose non accadono talora non è la scelta migliore.
Dr. Paolo Piana
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[#6] dopo  
Utente 482XXX

Buongiorno Dottor Piana, concordo pienamente con tutto ciò che ha scritto.
Tra l’altro, conosco personalmente un ragazzo che purtroppo ha perso il lavoro, o per meglio dire la sua “posizione” lavorativa, proprio per la calcolosi renale.
Io non sono un militare, ma viaggio comunque molto e non nego che sarebbe un forte disagio anche per me. Pertanto mi terrò sempre sotto controllo e, se ci fosse la necessità di un intervento risolutivo, non indugerò a farlo.
La ringrazio ancora tanto per i Suoi consigli.