Utente 426XXX
Salve, dopo aver avuto problemi per un calcolo mi è capitata una stenosi dell uretere operata con Robot Da Vinci a dicembre 2017.
Il giorno stesso del rientro a casa, con Nefrostomia in sede chiusa, mi viene una forte colica che mi spinge a correre al PS dove aprendo la stessa esce fuori sangue tanto da riempire una busta di 500 ml.
Rifiuto il ricovero dopo aver contattato il medico che mi ha operata distante dalla mia città e dopo aver constatato che l emorragia era cessata e le analisi del sangue non erano allarmanti, in quanto dopo due giorni sarei andata a controllo da lui per rimuovere la Nefrostomia.
Al controllo sembra tutto ok.
Rimuovono la Nefrostomia e resta lo stent jj che dopo quasi due mesi inizia a provocarmi dei bruciori e dei dolori fortissimi, contatto l urologo il quale mi dice che devo sopportare perché si dovevano rispettare i tempi giusti.
Sopporto ma la situazione era davvero dolorosa, però era niente a fronte della paura che un eventuale rimozione anticipata potesse dare seguito a problemi di guarigione dell uretere.
Lo stent mi viene tolto due mesi e mezZo dopo l intervento, con cistoscopio rigido e con fortissimi bruciori durante la rimozione.
Lo stent aveva delle formazioni calcifiche e forse da questo che mi provocava tutto quel dolore continuo.
Dopo la rimozione anziché passare il bruciore aumenta, mi dicono di stare tranquilla e prendere degli antinfiammatori, cosa che faccio ma giorno dopo giorno la situaZione peggiora, mi prende anche la febbre a 38,5 per la quale l urologo mi prescrive punture per 5 gg, fino a che una mattina dopo giorni di dolori e bruciori allucinanti mi esce dall uretra un calcolo di un cm e piu, e dal momento dopo tutto passa magicamente..
Credo che questo calcolo sia un residuo della calcificaZione dello stesso stent.
Contatto l urologo che mi da conferma dopo la foto che sia un calcoletto e mi rimanda alla visita già prenotata per due giorni dopo.

Tale visita presenta una dilataZione renale di 2 grado.
Non si evince null altro, fra venti giorni ho prenotata una tac con contrasto, nel frattempo dicono possa essere infiammato il rene, di stare attenta a febbre e coliche e di prendere antinfiammatori...
La mia paura, comunicata ai medici ma senza avere nessuna risposta, è che possa essere rimasto un altro calcoletto dello stent incastrato nell uretere.
Questa cosa è possibile?
Vi ringrazio dell eventuale e gentile risposta.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Le calcificazioni dello stent ed i calcoli veri e propri hanno un aspetto perlopiù molto diverso che non può ingannare lo specialsita esperto. Al di là di questo, la sua situazione è complessa per i vari interventi e procedure subite e non facilmente interpretabile. Ricordiamo che quando si va "alla caccia" di calcoli misteriosi o di riscontro incostante, l'indagine più sensibile resta sempre la TAC senza mezzo di contrasto.
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente 426XXX

Gentile dottore Piana, la ringrazio per la sua gentile risposta.
Effettivamente so che col tempo la mia situazione è andata via via complicandosi, e la cosa brutta è che ero convinta che l intervento di pieloplastica avesse definitivamente risolto i miei problemi.
Ora però mi sorge una domanda sulla presenza di un eventuale calcolo in sede ureterale, dopo questo intervento diventa più difficile un` eventuale espulsione naturale laddove il calcolo sia di piccole dimensioni oppure dovrò sottopormi di nuovo ad inserimento stent o Nefrostomia?
Sono con alle spalle praticamente 7 stent e una Nefrostomia, portati male, in due anni e l idea che debba di nuovo sottopormi a tale rimedio per scaricare il rene mi angoscia.
Comunque avrò la tac fra 20 gg con contrasto....
Mi ha detto il professore che mi ha operata che questa idronefrosi possa anche dipendere da un infiammazione del rene, è una cosa possibile?
Le porgo i miei più cordiali saluti.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Evidentemente da valutare gli esiti della TAC, inutile formulare ipotesi prima di allora.
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