Utente 485XXX
Gentili dottori,
Quasi un mese fa, a causa di una calcolosi ureterale sinistra per presenza di un calcolo di 7mm in uretere lombare, mi hanno inserito uno stent ureterale DJ sinistro che mi ha provocato dolori insopportabili diagnosticati come forte intolleranza.
Quattro giorni fa è stato rimosso il calcolo con successo tramite ureteropieloscopia sinistra e laserlitotrissia ma mi hanno dovuto posizionare nuovamente lo stent. I dolori insopportabili al basso ventre e al fianco simili a coliche persistono, sono gestibili solamente tramite antidolorifici (FANS) e solo per qualche ora, ma non riesco a stare in piedi per più di cinque minuti a causa di questi disturbi.
Ciò che vorrei chiedervi è: data questa intolleranza conviene rimuovere lo stent o è meglio sopportare per scongiurare dolori peggiori? Esiste un tempo minimo per cui è necessario mantenerlo?
Inoltre mi hanno riferito che tolto lo stent i dolori spariranno ma dato il continuo malessere inizio ad avere dei dubbi. Una volta rimosso ho la certezza di stare bene? E nel caso di rimozione anticipata possono verificarsi particolari disturbi?
Avete qualche consiglio su come gestire al meglio questi disturbi o perlomeno per rendere più vivibile la mia condizione?
Ringrazio anticipatamente per la vostra disponibilità.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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L'intolleranza allo stent in qualche misura è molto comune, se non quasi costante, talora raggiungendo condizioni di profondo malessere e scadimento della qualità di vita. Per questo motivo si cerca sempre di lasciarlo in sede per il minor tempo ragionevolmente possibile. Spesso questo tempo è purtroppo condizionato dalla lista d'attesa, quando viene inserito preventivamente alla rimozione del calcolo. Il suo inserimento anche dopo l'intervento dipende da fattori quali la durata dell'intervento e la compiacenza incontrata nel passaggio degli strumenti, ma non ultime le preferenze del singolo operatore. Nella nostra pratica in questi casi nelle condizioni più favorevoli (intervento rapido, buona compiacenza dell'uretere, ecc.) non inseriamo più lo stent. Negli altri casi lo manteniamo una media di 5 giorni. Sappiamo comunque che alcuni colleghi hanno un atteggiamento meno confidente e preferiscono allungare i tempi, sez'altro la cattiva tolleranza dovrebbere però spingere ad anticipare la rimozione. In ogni caso, dopo la rimozione i disturbi scompaiono perlopiù quasi istantaneamente.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 485XXX

La ringrazio per la celere risposta. Ho comunicato la mia situazione alla struttura ospedaliera che mi segue sperando che venga anticipata la data di rimozione dello stent, ma sembra che questo non possa avvenire prima della fine della prossima settimana. Riscontro ora un nuovo dolore sempre sul lato sinistro ma più alto rispetto al rene (altezza costole fianco/schiena) che non mi permette nemmeno di stare coricata a letto. Vi volevo chiedere se secondo voi questo è sempre riconducibile all’intolleranza allo stent. Ho l’impressione che giorno dopo giorno la situazione tenda a peggiorare con nuovi sintomi o con l’accentuarsi di quelli esistenti. È normale tutto questo o ci possono essere complicanze in atto non diagnosticate o causate dallo stent?
Cerco in qualche modo, anche attraverso gli antidolorifici, di sopportare e di portare a termine questo “percorso” dignitosamente ma la situazione sta veramente diventando invivibile. Sono molto sconfortata.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Tutti i disturbi sono direttamente od indirettamente compatibili con la presenza dello stent.
Dr. Paolo Piana
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