Utente 379XXX
Buongiorno sono uno studente di medicina al 6° anno, giorno 20/06/18 ho subito un'operazione per stenosi uretrale dell'uretra membranacea. Giorno 21 mi hanno dimesso apiretico dicendomi di tornare il 25 per la rimozione del catetere.
Sabato 23 alle 18 inizia la febbre a 38 fino ad un picco 39, e mi auto prescrivo, in reparto non rispondevano, ciproxin 1000. La febbre scende solo con il concomitante uso di paracetamolo e ibuprofene.
Giorno 25 apiretico con l'uso di paracetamolo mi presento in ambulatorio e il medico, non lo stesso che mi ha operato, mi dice che la rimozione del catetere non è possibile per paura di un peggioramento della sintomatologia. Mi consiglia di tornare a controllo giorno 27 come terapia bactrim ogni 8 ore, se apiretico da 24 ore si sarebbe proceduto alla rimozione del catetere. Inizio la terapia antibiotica lunedì 25 stesso, giorno 26 la temperatura sale solo una volta a 38 nel pomeriggio, risultava poi mediamente sotto i 37.5. Alle 3 di notte del 27 la temperatura sale sopra 38 ed alle 11 dello stesso giorno mi presento apiretico (36.5) in ambulatorio. Il medico titubante mi consiglia di non rimuovere il catetere e di ripresentarmi il giorno dopo giorno 28, se fossi rimasto apiretico giorno 27 avrebbe proceduto alla rimozione del catetere altrimenti mi avrebbe ricoverato per un trattamento con antibiotici endovena. La mia domanda perchè non rimuovere il catetere dato che spesso è il veicolo dell'infezione? Mi conviene interpellare anche il primario che mi ha operato da cui avevo fatto la visita intra moenia per stabilire la data dell'operazione? Grazie mille a tutti i professionisti che risponderanno.

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Dr. Paolo Piana

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Caro Collega,
i tempi di cateterismo dopo interventi sull'uretra non sono codificati, anzi dipendono dalle convinzioni e dalle abitudini degli operatori. Noi ad esempio per formazione non crediamo alla funzione "modellante" del catetere e - tranne situazioni particolari e complesse - indichiamo una rimozione molto precoce, da poche ore al giorno successivo l'intervento. Crediamo inoltr che questo comportamento eviti la contaminazione batterica, con comparsa di infezione e rialzo febbrile. Altri Colleghi invece la vedono diversamente, come sta avvenedo nel tuo caso. Nessuno può affermare di stare nel giusto, come in tutto ci si può incontrare su una via di mezzo. Più di così è difficile dire a distanza.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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