Utente 499XXX
Buongiorno,
scrivo per mio suocero.
Ha 61 anni. E' stato operato di calcoli renali 1 anno fa. E' stato inserito uno stent, tramite endoscopia. Sono stati eliminati i calcoli. Ha avuto un'emorragia interna. Sono intervenuti sempre in endoscopia, per rimarginare le ferite. Fino a questo momento mio suocero aveva esami urine perfetti, dopo quest'ultimo ingresso in ospedale è risultato positivo all'enterococco faecalis, sembra che sia un'infezione "profonda". Hanno provato con varie flebo di vari antibiotici, anche "pesanti", ma non sono riusciti a debellarlo. Gli hanno dato a casa una serie di 10 iniezioni di antibiotico. Nessun risultato.
A questo punto, dopo 1 anno, sorgono questi dubbi in quanto vari specialisti dicono cose diversissime:
-nefrologo: "cura" con vitamine e ribes rosso e un'altro integratore
-urologo che ha operato: non ha nulla passerà da solo, è un'infezione "profonda"...
-urologo privato: ci sono ancora dei calcoli, ricoveriamo, quando operiamo indaghiamo
-medico di base: proviamo con altre cose, anche con Monuril, che non ha provato.
L'ultimo esame colturale dice che ha 1.000.000/ml colonie di enterococco faecalis e gli antibiotici a cui è sensibile sono solo: linezolid, teicoplanina,tigecliclina, vancomicina.
Mio suocero seguirebbe il medico di base, ma per questo chiedo a voi un consiglio su strade da intraprendere con uno specialista o col medico di base.
Inoltre dato che mio suocero è sempre a casa nostra mi domando il livello di pericolosità di contagio, soprattutto per i miei bambini piccoli.
Grazie mille.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Innanzi tutto non vi sono probelmi di contagio per i conviventi. In assenza di sintomi specifici, la positività dell'urocoltura non può imporre un succedersi di terapie antibiotiche prolungate ed aggressive. Anzi, queste possono indurre periocolose resistenze ed abbattimento della preziosa flora batterica intestinale. Da valutare invece un approccio conservativo, con indicazioni ad una buona idratazione e a favorire una funzione intestinale la più regolare possibile.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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