Utente 405XXX
Salve ho 36 anni e peso 70 kg. Nel 2015 mi è stata diagnosticata la malattia di la Peyronie. Riscontrata placca calcificata a livello del terzo medio pene. A gennaio 2017 ho iniziato una cura con infiltrazioni al pene a base di Verapimil che hanno ridotto notevolmente la placca + assunzione quotidiana di Dromos; a giugno visti i buoni risultati il medico ha deciso di smettere la cura con promessa di rivederci per un controllo a gennaio.
Ora però ho riscontrato che le placche sono più evidenti, sono comparse anche in altri punti e che il pene in erezione si è leggermente storto verso sx (circa 15°). Ho visto un altro urologo che mi consiglia di fare infiltrazione con Xiaflex.
A fine marzo 2018 eseguo l'infiltrazione di xiaplex sulla singola placca presente a sx ed effettivamente la curvatura sparisce. Ora però mi ritrovo ad avere un notevole restringimento a livello del glande che ha diminuito di parecchio la circonferenza. Le placche non sono più distinguibili al tatto ma sembra una sola diffusa. Post infiltrazione il pene si è incurvato all'in su esattamente al contrario rispetto alla mia curvatura naturale che avevo fino a 3 anni fa.
Sto continuando ad assumere dromos e vitamina e ma nn vedo miglioramenti, anzi io restringimento sempre peggiorare.
Cosa posso fare?
Mi suggerite onde d'urto?
Vale la pensa fare altra infiltrazione di xiaplex considerando che vi sono più placche diffuse?
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
20% attualità
20% socialità
TORINO (TO)

Rank MI+ 88
Iscritto dal 2011
Prenota una visita specialistica
La terapia palliativa delle placche di induratio penis plastica è tuttora molto empirica ed i risultati sono tanto imprevedibili quanto estremamente variabili da soggetto a soggetto. Per quanto riguarda le infiltrazioni, realisticamente nessuno è in grado di affermare che un farmaco sia migliore di un altro, anzi, molti specialisti obiettano che il microtrauma stesso dell'infiltrazione in molti casi possa dimostrarsi controproducente. Più recentemente è stata proposta l'applicazione locale di onde d'urto a bassa intensità, come quelle utlizzate con successo in molte patologie ortopediche. Anche qui i risultati sono preliminari, ma definiti come promettenti. In conclusione, non abbiamo consigli particolari da darle, oltre a quello di ripetere una buona ecografia dei tessuti molli del pene.. Sarebbe comunque opportuno che si facesse seguire sempre dallo stesso specialsita, anche in caso di risultati non favorevoli, poiché altrimenti rischia di ricominciare da capo ogni volta.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing