Utente 463XXX
Buongiorno,
ho 33 anni. Per essere breve, le riporto il referto medico della visita andrologica di fine novembre 2013:

"Da circa 3 anni riferisce calo della libido; da circa 1 anno disfunzione erettile; non assume farmaci.

Esame ecocolordoppler penineo dinamico: dopo fic con pge 10 mcg si ottiene erezione al 90% di breve durata, non evidenza di incurvamenti patologici dell'asta; ecograficamente albuginea e trama cavernosa con caratteri di normalità, arterie cavernose di calibro e decorso regolare; esame doppler caratterizzato da normali picchi sistolici con persistenza di flusso telediastolico.

Dosaggi ormonali: testosterone nei limiti, valori bassi di FSH, restanti nella norma; elevati valori di bilirubina" (successivamente diagnosticata sindrome di Gilbert).

Successivamente al referto, ho intrapreso esclusivamente terapia psicologica (con zero risultati), quale possibile causa secondo il medico curante della mia disfunzione, avendo comunque dei rapporti sessuali soddisfacenti con la mia partner di allora.

A cinque anni di distanza non è cambiato nulla, e non sono più riuscito ad avere rapporti sessuali con nessuna altra donna.

Riferisco inoltre:
- corporatura molto esile e allungata (191 cm x 60 kg), massa muscolare praticamente irrilevante;
- diagnosi di emorroidi interne da oltre 15 anni e in progressivo peggioramento nel lungo periodo (al momento sconsigliato l'intervento chirurgico);
- conferma del referto andrologico a seguito di sollecitazione meccanica (erezione di breve durata con picco concomitante all'eiaculazione);
- scarsa risposta alle fantasie sessuali;
- rarissime erezioni notturne (poche volte durante l'anno);
- non fumo, non bevo, mai fatto uso di sostanze, cammino molto.

Detto questo, chiedo gentilmente un consiglio su quale via indagare e in che modo.

Cordialmente

[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini

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Personalmente farei un ecodoppler dinamico del pene ed eventualmente inizierei terapia farmacologica per il deficit erettivo. E cosìdovrebbe andare. Senta il collega andrologo.
Dr. Giorgio Cavallini
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