Utente 471XXX
Buonasera. Ho quasi 30 anni e da circa un anno soffro di una possibile prostatite. Espongo nella maniera più breve possibile la mia situazione, sperando di ottenere qualche delucidazioni. Chiesi già un consulto ma, oltre ad aver perso di vista il post, ritengo che all'epoca la situazione delineata fosse diversa. Passo ora a chiedervi un gentile aiuto, cercando di esporre la cosa in maniera cronologica e ordinata.

INIZIO LUGLIO 2017
Infezione da candida sul glande, curata con canesten.

FINE LUGLIO 2017
Episodio di SPERMATORREA, non più ripetuto, che mi ha portato a prenotare una visita urologica di controllo

AGOSTO 2017
Primo episodio di PROSTATORREA defecatoria

8 SETTEMBRE 2017
Visita urologica, con seguente referto: Prostata aumentata di volume x1.5, consistenza duro-parenchimatosa, a limiti netti, superficie liscia, NON DOLORABILE, tono sfintere normale. L'urologo pensa ad una prostatite e mi prescrive urinocoltura ed esame delle urine.

Urinocoltura: neg Esami urine: nella norma a parte la presenza di emazie rare e alcuni batteri.

Passano molti mesi, in cui la prostatorrea va avanti. Si aggiunge, per pochi giorni, una difficoltà notevole ad iniziare la minzione, un getto debole e interrotto, sgocciolamento, senza bruciori. Passerà dopo 3 giorni. A dicembre, indirizzato dal mio medico, faccio un test del PSA. 0,29 il totale, il resto non lo ricordo, ma era molto nella norma.

MAGGIO 2018
Inizio a soffrire di una maggiore sensibilità, che mi porta ad avere eiaculazioni molto più rapide. Il disturbo è presente fin dall'inizio di questa storia(non ho più recuperato la stessa resistenza), ma inizia a diventare un disagio. Prenoto una visita urologica.

LUGLIO 2018
Nel frattempo la maggiore sensibilità è sparita, tornando ai livelli di guardia. Svolgo comunque la visita e l'urologo dice che, considerata la situazione e gli esami delle urine perfettamente normali(fatti la settimana prima) e un PSA triplicato rispetto a prima ma sempre nella norma(0,79 quello totale), non c'è motivo nemmeno di eseguire un controllo rettale. Mi rimanda a casa dicendo di tranquillizzarmi e non pensarci piu.

AGOSTO 2018
Arriviamo ad oggi. Da qualche giorno ho di nuovo difficoltà ad urinare, getto debole e interrotto, notevole fatica ad iniziare la minzione, nessun bruciore. Sto sudando molto in questo periodo, ma ieri ho bevuto circa 3 litri d'acqua e ne avrò urinato forse 1.
PRECISAZIONI: la mia compagna è sempre la stessa da quasi 3 anni, vita sessuale relativamente regolare(un rapporto o due alla settimana).

DOMANDE
1)la prostatite cronica, in assenza di IPB, può dare sintomi urinari come il getto debole e la fatica a iniziare la minzione?
2) una prostatite cronica non dovrebbe presupporre una prostata dolente?
3) una prostata di consistenza "duro-parenchimatosa" è normale, specie in caso di prostatite?

Sono molto confuso, e faccio i peggiori pensieri. Per questo vi chiedo una mano sia per capire come indirizzarmi che per tranquillizzarmi.Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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1) Non si tratta dei sintomi più comuni della prostatite, ma in alcuni casi possono presentarsi, ad esempio quando la prostatite si sovrappone ad una condizione di collo vescicalke rigido o ristretto su base congenita;
2) più che dolente, dolorabile alla palpazione, ma anche qui il rilievo non è costante;
3) la perdita di elasticità è tiptica dell'infiltrato infiammatorio cronico, si tratta comunqiue di un rilievo del tutto soggettivo dello specialista che esegue l'esplorazione.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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