Utente 372XXX
Salve,
mio padre, adesso di anni 77, nel novembre 2008 subiva intervento di prostatectomia radicale per un tumore alla prostata (gleason 8,psa pre-operatorio 11,2; PT 2 a), il quale, a seguito delle indagini post-operatorie risultava radicato solo alla prostata.
A seguito dell'intervento il psa risultava azzerato. Nessuna terapia prescritta.

Nel 2013 il psa mostrava tendenza al rialzo e veniva messo in terapia con Casodex ed il psa tornava tornava ad approssimarsi allo 0.

Nel dicembre 2017, nonostante il Casodex,il psa iniziava una risalita e gli veniva prescritto il Firmagon.

Ad oggi, il psa, grazie al Firmagon, è quasi azzerato 0,04 ng/ml ed testosterone presenta tale valore 15,3 ng/dl.

Mio padre, tuttavia, ha iniziato a manifestare stanchezza, debolezza, perdita di tono muscolare ed un importante deficit cognitivo tale da impedirgli di svolgere le attività più semplici che un tempo svolgeva. E' stato visitato da tre neurologi e vari accertamenti al cervello hanno evidenziato una marcato rallentamento delle funzioni di alcune aree celebrali. Secondo l'ultimo neurologo tale situazione puo' essere determinata da una sindrome paratumorale o dai livelli molto bassi di testosterone.

Cosa ne pensate?

Stante il psa quasi azzerato sarebbe possibile sospendere la terapia con Firmagon, per poi eventualmente riprenderla? Magari per alleviare, almeno un po', i sintomi cognitivi.

Grazie

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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E' molto difficile affermare con certezza che vi sia un legame diretto con la terapia, anche perché a 77 anni vi pososno essere molte altre cause di involuzione psico-fisica. Immaginimao che il neurologo abbia consigliato l'esecuzione di una TAC o RM dell'encefalo, proprio per valutare se vi possano riconoscere altri possibili problemi. Dal punto di vista oncologico, pensare ad una forma di terapia intermittente non sarebbe da escludere, anche perché dopo 10 anni se la malattia fosse veramente aggressiva, l'evoluzione sarebbe stata molto probabilmente diversa. Se ne può parlare con i Colleghi che seguono suo padre, oncologi od urologi che siano.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 372XXX

Gentile dottore, grazie per la risposta.

Si il neurologo ha prescritto tutti gli accertamenti a cui lei fa riferimento, anche per escludere altri problemi (che non si sono evidenziati).

La questione è già stata spiegata all'urologo che lo segue, il quale si è mostrato piuttosto contrario alla sospensione della terapia, nonostante i valori del psa quasi azzerati. Egli sostiene che una sospensione della terapia potrebbe determinare una ripresa della malattia, magari non più arrestabile. Ha lasciato a noi la scelta e per questo siamo rimasti piuttosto spiazzati ed impotenti.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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La terapia alternante non è solo una nostra idea, ma è stata anche oggetto di studi scientifici. Ovviamente si può applicare laddove il paziente sia compiacente a controlli assidui, altrimenti il rischio di sganciamento del tumore è reale. D'ogni modo è comprensibile che non tutti gli specialisti la vedano allo stesso modo.
Dr. Paolo Piana
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