Utente cancellato
Salve Dottori, sono una moglie innamorata e stanca di veder soffrire da ormai 3 anni mio marito, per una patologia che ogni volta c'è stata presentata come risolvibile.
I sintomi principali della prostatite di mio marito sono, un forte dolore post eiaculazione, bruciore ad urinare (soprattutto il mattino), fastidi vari al pene, bruciore alla punta del pene (sporadico o dopo i rapporti) e sicuramente ne dimentico altri, forse alcuni neanche me li dice.
Ora, potrei elencarvi tutti gli esami che gli hanno fatto fare in questi anni, ma faccio prima a dirvi che gli ha davvero fatto tutti ed ha seguito ogni terapia scrupolosamente, ed anche ogni consiglio culinario. Si è impegnato fin dal primo giorno, e non c'è mai stato un miglioramento.
Pian piano tutto è cambiato. Mi desidera ancora e lo sento con tutta me stessa, ma i nostri rapporti sono rovinati dal dolore che li accompagna.
Lui desidera tornare a vivere una vita normale, quella che vivevamo fino a 3 anni fa. Eravamo felici, prima che questa BESTIA, scusate il termine, arrivasse.
Lui, cerca di non far pesare la cosa, a mio avviso è anche troppo bravo, ma gli leggo il dolore negli occhi e come moglie e donna innamorata, mi sento impotente e arrabbiata, perché mi chiedo come sia possibile che una prostatite nel 2018 possa debilitare così tanto la vita di due persone ancora giovani. E mi chiedo se passerà mai.
Dottori, il mio è più uno sfogo, me ne rendo conto.
L'unica richiesta che posso farvi, e se sono stati fatti passi avanti per curare questa patologia, e se esistono centri in Italia che possono aiutare (scusatemi, non so come esprimermi meglio è la frustrazione che parla).
Vorrei solo che lui potesse uscire da questo incubo, e che nessuno provi a dire che è solo una cosa da poco, come ho letto in vari consulti.

- non abbiamo pellegrinato per urologi, ne abbiamo cambiato uno, dopo che ha detto che non c'era altro da fare, e il secondo sta per dirci la stessa cosa dopo anni di medicinali serviti a nulla.

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Dr. Paolo Piana

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Tra le centinaia di richieste di consulto che ogni anno riceviamo per questo stesso problema, non è comune leggere un appello così accorato da parte della partner che si trovava vive ri di riflesso i problemi indotti dalla prostatite cronica. Ovviamente noi non abbiamo in tasca "la soluzione", anche perché questa di fatto non esiste, nè mai esisterà, poiché sotto la definizione di "prostatite cronica" si raggruppano indistintamente situazioni diverse tra loro, con le loro cause ed i loro possibili percorsi di cura. In estrema sintesi, l'unico ragionevole approccio è un rapporto stabile, fattivo e duraturo tra paziente e specialista in urologia, poiché solo col tempo si può cercare di dipanare la matassa di sintomi diversi e di efficacia (o mancata efficacia) delle vari terapie intraprese. Pertanto diventano inutili e defatiganti pellegrinaggi da uno specialista all'altro, mentre invece bisognerebbe fermarsi laddove si riesca ad instaurare un buon rapporto di comunicazione e fiducia.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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