Utente 507XXX
Buon giorno, sono Alessandro, ho un problema che mi affligge da un po di tempo, nello specifico da dicembre del 2017 quando ebbi quella che poi venne definita come colica renale, dopo vari accertamenti e svariate ecografie sono al punto di partenza, mi hanno sempre detto trattarsi di calcoli renali ed ora dopo la tac con mezzo di contrasto risultano essere presenti delle cisti e non più i calcoli, mi chiedo a cosa siano dovute allora le coliche che mi vengono di tanto in tanto e che si protraggono come fastidio nella zona renale e negli ureteri.

Nelle prime ecografie risultavano essere presenti due calcoli piccoli circa 1 o 2 mm nel rene sinistro mentre nel rene destro c'è n'erano uno da 3mm e l'altro da 5mm, è stato poi eseguito il bombardamento di quello da 5 mm e ad una successiva ecografia i calcoli a destra risultavano essere uno di 5mm e l'altro di 9mm, anche qui svariate visite, chi mi ha detto che probabilmente quello di 9 mm più grosso appariva più grande perché frammentato dal bombardamento, in seguito al bombardamento tra l'altro le coliche hanno iniziato a venirmi con maggior frequenza, e così il persistere del fastidio nella regione renale.

Volendoci vedere più chiaro ed avendo capito che con l'ecografia non si vedeva chiaramente ho richiesto di fare una tac con mezzo di contrasto dalla quale si è evinto quanto segue:

TC DEI RENI, SENZA E CON MDC (URO-TC)

Quesito diagnostico: coliche recidivanti a destra post SVL.
Indagine eseguita con la tecnica contrastografica multifasica (ultravist 37a, 90 ml)

Reni ptosici, medializzati, con poli inferiori che prendono contatto con configurazione "a ferro di cavallo".
Nelle scansioni di base non sono evidenti nuclei litasici in sede calico-pielica, lungo il decorso degli ureteri e nel contesto del lume vescicale.
In fase contrastografica si apprezza regolare enhancement con effetto nefrografico omogeneo e simultaneo da ambo i lati. Piccole cisti semplici bilateralmente.
Nelle acquisizioni tardive assunte in fase pielografia, l'escrezione urinaria avviene in tempi fisiologici e si osserva una minima pielectasia destra; regolare configurazione delle vie escretrici ureterali bilateralmente.
Vescica di capacità fisiologica e pareti regolari senza evidenza di lesioni vegetanti nel lume .
Prostata di dimensione nei limiti con una tralci deviazioni parenchimi.
Non evidenti lesioni focali di tipo evolutivo a carico del fegato, milza, pancreas e surreni.
Non adenopatie di significato clinico lungo le catene lombo-ortiche e pelviche.
Non liquido libero in addome.


Ora mi chiedo che fine hanno fatto i calcoli, li avevano confusi con le cisti e se si mi hanno bombardato la ciste?
Come faccio a sapere se le cisti sono innocue o tumorali ad esempio?


Se necessitasse per maggior comprensione dell'esito dei referti delle ecografie posso postare anche quello

Spero in una vostra risposta
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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L'ecografia è un'indagine semplice, non invasiva e relativamente poco costosa, ma purtroppo ha dei limiti:
- è un esame "dinamico", la cui valutazione dipende solo dall'operatore che la esegue in quel momento, vi è qundi un ampio margine di soggettività dovuto all'esperienza personale ed alla qualità della apparecchiaura utilizzata;
- sull'individuazione e la descrizione di piccoli calcoli sub-centimetrici vi è scarsa precisione, le dimensioni sono spesso sopravvalutate anche del 30%, tutt'altro che raro il fatto che ad indagini successive vengano descritte concrezioni diverse, sia per posizione che per misura.
Tutto questo mostra vieppiù "la corda" in una situazione come la sua di malformazione renale congenita con atteggiamento "a ferro di cavallo". E' pertanto vano voler trovare una coerenza tra le varie indagini eseguite, sta di fatto che la TAC è inequivocabile e se non si vedono calcoli (almeno in questo momento) bisogna arrendersi all'evidenza che veramente non ve ne siano. Altra cosa è invece cercare di mettere in relazione i suoi disturbi (residui?) con quanto è stato rilevato. La condizione malformata del rene può essere di per sè causa di dolori variabili ed atipici, difficili da caratterizzare. D'ogni modo, uno specialsita sensibile che la segua direttamente potrà ulteriormente definire la situazione e consigliarla per il meglio, posto che vi siano provvedimenti da prendere.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 507XXX

Buon giorno dottor Paolo, grazie mille per la risposta e la sua disponibilità.
Dunque abbiamo stabilito che i calcoli sempre che ci fossero stati non sono il problema, mi chiedo potrebbero le cisti essere causa del problema?
Le cisti potrebbero essere pericolose?
Perché se i miei reni sono "malformati" lo sono da sempre, vuol dire che deve essere cambiato qualcosa che mi procura dolore come campanello d'allarme o no?
Da quanto ho capito i reni sono posizionati più in basso che nella norma?
Grazie in anticipo

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Il rene a ferro di cavallo, come dice la parola stessa, è conformato ad “U” con i poli infeririori uniti. Di per sè questa conformazione renale non è causa di disturbo, ma certamente rende più complessa l’espressione di eventuali complicazioni intercorrenti. Cosa accada o sia accaduto nel suo caso non è chiaro, comunque non pare proprio che ci possa essere qualcosa di minaccioso all’orizzonte. Noi a distanza non possiamo dire molto di più.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#4] dopo  
Utente 507XXX

Grazie per la risposta, certamente per ulteriori indagini ci vuole una visita che dovrò fare a breve per sicurezza anche solo!
Grazie ancora
arrivederci
Alessandro