Utente 507XXX
Salve dottori.
Tre mesi fa ho avvertito i primi sintomi di una colica renale a dx. Ho eseguito varie ecografie da cui è risultata da subito una lieve dilatazione. Ho cominciato la terapia con uriston plus e dopo qualche giorno, senza miglioria, ho eseguito una tac addome il cui referto è stato: formazione calcifica di 5 mm per 11 mm di estensione a livello di L5, ma di dubbia pertinenza intraureterina.
A questo punto ho cominciato la terapia con Deltacortene 12 mg una volta al giorno e una compressa di Omnic la sera, e dopo 4 giorni, al successivo controllo ecografico, la dilatazione sembrava essere migliorata così come il flusso dell’uretere dx che precedentemente invece era ipovolemico. Ho notato anche la miglioria dai sintomi, ma del calcolo nemmeno l’ombra.
Nel mese successivo ho di nuovo avvertito, ma saltuariamente, del dolore a cui non ho dato peso perché non tanto invalidante.
Ma ora, all’inizio della settimana si sono ripresentate le forti coliche e all’ecografia nuovamente una lieve dilatazione.
La mia domanda è, e soprattutto il mio dubbio è: è possibile che questa formazione calcifica sia un calcolo che si è formato veramente fuori l’uretere? E come mai? Ma soprattutto, quale è la migliore procedura da seguire a questo punto, per non rischiare di ridurre ancora una volta solo la dilatazione con il Deltacortene, senza però riuscire a eliminare il calcolo, e quindi tra qualche giorno ritrovarmi nuovamente con forte dolore?
Vi ringrazio per la disponibilità, attendo un vostro consulto.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Prima di tutto è indispensabile chiarire la diagnosi ed evitare di proseguire ulteriormnte in modo empirico. Se la prima TAC poneva dei dubbi (immaginiamo eseguita senza mezzo di contrasto) e l'ecografia non è dirimente, diremmo che sia opportuno ripetere la TAC con mezzo di contrasto. Il sospetto della presenza di un calcolo è molto significativo, considerando il tipo e la persistenza dei disturbi.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 507XXX

La ringrazio dr. Piana per la sua risposta. Si, la prima tac è stata eseguita senza mezzo di contrasto.
Se con la seconda indagine dovessero confermare la presenza della formazione calcifica ma extraureterale (che ancora, nella mia ignoranza, non riesco a spiegarmi), a quel punto pensa che sia opportuna l’asportazione in laparoscopia?

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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La definizione esatta sarebbe "extra-ureterale". E' poco verosimile che in quella zona vi sia una calcificazione simile al di fuori dell'uretere, che comunque non avrebbe nessuna congruenza con il quadro dei suoi sintomi. Se si confermerà la presenza di un calcolo (come assai probabile), considerate le dimensioni, sarà opportuno provvedre ad una risoluzione endoscopica (ureteroscopa operativa).
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente 507XXX

Gentile dottore Piana, la aggiorno.
La sintomatologia sembra andare meglio, il dolore è più leggero e saltuario ma rimane la nausea. Al controllo ecografico “assenza di idronefrosi significativa, si evidenzia solo una lieve ectasia pelvica”.
Considerato che mi è difficile eseguire la tac con mezzo di contrasto per via di varie allergie, posso procedere con una risonanza magnetica addome?

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Purtroppo uno dei pochi difetti della risonanza magnetica è quella di non riuscire a definire bene le formazioni a scarso o nullo contenuto liquido come appunto ossa e calcoli. pertanto si rischia di non riuscire ad ottenere alcuna informazione ulteriore, ed in ogni caso anche nella risonanza si utizzerebbe un mezzo di contrasto paramagnetico. Se si tratta di allergie comuni in genere si può seguire una preparazione desensibilizzante a base di anti-istaminici e cortisone (ogni radiologia ha però le sue abitudini a riguardo). Altra cosa è ovviamente se si fossero già manifestate gravi allergie al mezzo di contrasto iodato. tenga comunque preesente che questi nostri consigli sono generici e sono condizionati dall'impossibilità di visitarla e valutare direttamente gli accertamenti già eseguiti.
Dr. Paolo Piana
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