Utente 587XXX
Buongiorno, ho 35 anni, normo peso, abbastanza attivo ed in salute, stress lavorativo a parte.
Da 2 mesi soffro di quella che medico di base e urologo (con visita specifica anche rettale) hanno definito come prostatite.

I sintomi principali sono:
- forte e costante stimolo ad urinare (nessun problema ad urinare e flusso sempre abbondante o normale);
- sensazione di perdite di urina dopo la minzione (non sempre accompagnata da reale perdita di urina, spesso è solo una sensazione);
- (in alcuni momenti) sensazione di "pressione" nel basso ventre e nella zona perineale;
- (in alcuni momenti) sensibilizzazione del glande e pene in generale;
- all'inizio dei sintomi ho avuto un episodio notturno (unico ed isolato) di forte pressione al perineo, risolto nell'immediato con 2 compresse di Tachipirina 500. Il giorno seguente sono andato dal medico di base che mi ha prescritto quanto segue.

Ho fatto una prima cura prescritta dal medico di base con antibiotico BACTRIM (2 compresse x 3gg) + Soluzione Schoum Forte (7gg). Nessun risultato soddisfacente.

A seguito di visita urologica ho fatto un secondo ciclo di antibiotici: CIPROXIN 500mg (2 capsule x 6gg) + integratori DEPROX capsule (2 x 30gg) e supposte (1 x 20gg).

Su suggerimento dell'urologo ho fatto anche esame urine + urinocoltura con ricerca Chlamydia su campione di urine con sonda DNA: risultato negativo, e tutti i valori sono nella norma.
Anche gli esami del sangue generali sono nella norma.

Inizialmente ho dato la colpa alla dieta che negli ultime mesi ho seguito, più proteica del normale (senza eccessi) o al ciclismo che pratico con regolarità (uso comunque da anni una sella specifica che ha un incavo per evitare problemi alla prostata).
Ma anche tornando alla dieta "standard" e sospendendo le uscite in bicicletta la situazione non è migliorata.

Ultime note, nel caso possano essere utili:
- sto trattando da qualche mese con crioterapia + Macrocea crema alcuni condilomi sul prepuzio, trasmessi dalla mia ex fidanzata (HPV);
- ho notato che assumendo ibuprofene per il mal di schiena, i sintomi della prostatite migliorano;
- passo diverse ore in auto per lavoro;
- non ho problemi a livello sessuale (erezione ed eiaculazione normali).


A distanza di quasi 2 mesi e 2 cicli di antibiotici la porostatite non è migliorata in maniera sostanziale: alcuni giorni va meglio, altri peggio, ma non posso dire di essere guarito e sono abbastanza abbattuto ed a disagio.
Avete suggerimenti su esami da fare o altro?
Grazie mille in anticipo.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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I sintomi sono assolutamente tipici, così come l'assenza di alterazioni significative agli accertamenti eseguiti. Altrettanto non ci stupisce l'inefficacia delle terapie antibiotiche, poiché queste forme di irritazione prostatica a decorso prolungato assai raramente sono sostenute da una icausa infettiva. Si tratta invece di una condizione infiammatoria o congestizia, tant'è che l'unico farmaco che le dà sollievo è l'anti-infiammatorio. Questo non può essere assunto a tempo indeterminato, ma certamente può far fronte ai momenti di maggior disagio. Ulteriori antibiotici potrebbero essere addirittura controproducenti e l'efficacia degli integratori alimentari anche in questi casi è quantomai variabile ed imprevedibile. Molto importanti sono invece i consigli diretti allo stile di vita (disponibili in altre parti di questo sito), che deve essere indirizzato ad una generale ed attenta regolarità. La sella purtroppo, se non è causa diretta del manifestarsi dei disturbi, li può certamente accentuare. Può fare delle prove, comunque non le consiglieremmo di non fare del ciclismo la sua attività fisica principale, trovando delle alternative (corsa, nuoto, ecc.)..
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
www.urologiatorino.org/landing

[#2] dopo  
Utente 587XXX

Grazie mille dott. Piana, sia per la completezza che per la rapidità della risposta.
Il ciclismo è una valvola di sfogo molto importante per me, ma capisco sia una fonte di problemi e cercherò di ridurre ulteriormente le uscite, prediligendo altre attività.