Utente cancellato
Gentilissimi dottori,

sono un ragazzo di 20 anni operato di circoncisione totale il giorno 31 gennaio 2019. Sono passati dunque 2 mesi e mezzo dalla mia circoncisione. Anticipo che un anno e mezzo fa fui operato di postectomia, ma l'intervento non fu risolutivo, dunque ho optato per la circoncisione radicale. Il decorso non è andato sempre per il meglio: durante l'operazione, il collega dell'operatore mi fa presente di essere un tipo piuttosto "sanguigno". Il giorno successivo all'operazione, dopo aver staccato la garza, ho perso un punto, e l'urologo in giornata è venuto a ricucire il tutto. Nei giorni successivi all'operazione, non ho accusato grandi edemi o gonfiori, a parte il gonfiore dell'asta del pene, tuttavia, l'operatore è dovuto di nuovo intervenire per rimettere un punto, dicendomi che avrebbe potuto creare un cheloide. A 7 settimane dall'operazione ho avuto una masturbazione abbastanza irruenta (sciocco io) ed il risultato ne è stato un gonfiore tra la cicatrice ed il prepuzio interno (quello più rosa) nella zona inferiore dell'asta. Il dottore mi ha detto di applicare il reparil e così ho fatto. Il gonfiore sembra esser diminuito, ma è ormai da giorni che noto in controluce una parte nettamente più rossastra del prepuzio interno, come se fosse infiammata, ed anche leggermente rialzata, mentre il resto è abbastanza rosa, quasi tendente al bianco. Questa situazione mi getta nello sconforto, in quanto i gonfiori sono minimi, ma questo rossore tra cicatrice e prepuzio interno non mi fa stare tranquillo. Potrebbe essere un'infezione? Ho sentito parlare anche di linfedemi, linfangiti... Faccio presente anche che il taglio è abbastanza asimmetrico: nella parte superiore è quasi vicino al glande, mentre nella parte inferiore, sulla destra il taglio è molto più largo (ed è proprio qui che questo rossore si manifesta) e lontano dal glande rispetto alla parte di sinistra. Mi scuso se non so utilizzare termini tecnici. Immagino che da parte vostra sia difficile rispondere senza una valutazione diretta. Proverò comunque a risentire il mio dottore.

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Dr. Giuseppe Quarto

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caro utente premesso che senza una visita non ci può capire che ha, la soluzione migliore è la visita dal collega che l'ha operata.
Dott. Giuseppe Quarto. Urologo andrologo
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