Nel corredo sintomatologico della sindrome climaterica, compare spesso (circa nel 15% dei casi), una disturbante insonnia.

Il sonno è considerato un "alimento" per l'organismo ;in particolare è il cervello l'organo più sensibile e soffre per la sua carenza, particolarmente nelle forme cronicizzate, siano esse iniziali che intermedie o terminali.

L'insonnia deve essere combattuta innanzi tutto con norme igieniche comportamentali, prima di arrivare alle benzodiazepine ed agli ipnoinduttori, che danno assuefazione e dipendenza.

Zamparelli, docente di psichiatria, suggerisce di evitare sostanze eccitanti (tè e caffè), limitare l'uso della carne che contiene tiroxina , evitare pasti copiosi, fare uso a cena di verdure, frutta e pasta, accompagnate da bevande calde a base di tisane con camomilla, passiflora ecc. che determinano abbassamento del tono muscolare.

Condizionare il cervello al distacco dalle vicissitudini penose della giornata e sostituirle con immagini del vissuto positivo.

Psicoterapia,agopuntura e omeopatia possono essere prese in considerazione, prima di usare gli ipnotici.

In ogni caso è migliore un sonno , anche indotto, a fronte della sofferenza disturbante della insonnia che sostituisce  l'eustress di un sonno tranquillo con "un insonne stato di distress".