Utente 176XXX
Gentile dottore io sono un uomo di 30 anni omosessuale, le scrivo perchè a seguito di un rapporto sessuale anale ricettivo e non protetto, avuto ad aprile 2010, mi è accaduto quanto segue.
A luglio 2010 mi sono accorto della comparsa sul busto di piccole macchie rosse che nei giorni successivi si sono estese interessando anche glia arti superiori ed inferiori, tali macchie non mi procuravano ne dolore ne pririto.
Spaventato per l'accaduto mi sono rivolto al mio dermatologo di fiducia che mi ha consigliati di fare una serie di anali tra cui HIV e VDRL, questi ultimi due test sono risultati entrambi negativi. Gli altri test che ho fatto sono citomegalovirus, toxoplasmosi, alle quali sono risultato negativo. Gli unici test che diedero qualche sospetto al mio medico furono i seguenti:
ANTICORPI ANTI-EBV (EBNA-1)IgG risultato positivo in quanto, superiore a 20, e pari a 369
ANTICORPI ANTI-EBV(VCA)IgG risultato positivo in quanto, superiore a 20, e pari a 260
ANTICORPI ANTI EBV (VCA)IgM, risultato negativo in quanto inferiore a venti e precisamente minore di 10.
Passando del tempo mi sono accorto che l'esantema roseoliforme (così venne chiamato dal mio medico) progressivamente si attenuava, questo fino alla quasi completa scoparsa a settembre 2010. Dico "quasi completa" perchè in realtà le macchie non sono mai andate via del tutto.
A ottobre 2010 mi accorgo che le stesse macchie si sono ritornate, sempre in modo diffuso su arti inferiori e superiori, piedi, e tronco. In questo stesso mese, e quindi a 6 mesi dall'evento a rischio (ovvero il rapporto non protetto avuto ad aprile) ho ripetuto HIV e VDRL che nuovamente sono risultati entrambi negativi. Col tempo mi sono accorto che nuovamente l'esantema si è affievolito ma ancora non scomparso del tutto. I miei dubbi sono i seguenti.
1) Posso stare tranquillo per quanto riguarda l'eventuale contagio da HIV, essendo risultati negativi i test a 3 e 6 mesi dall'evento a rischio?
2) Il mio medico di base sostiene che potrebbe essere causato da una infezione virale e che in alcuni casi tali infezioni possono determinare fasi acute e successive fasi blande fino a completa guarigione. E' possibile che scompaia da se?
3)Dovendo intraprendere col mio dermatologo una terapia contro l'acne (ROACCUTAN ovvero Isotretinoina) è il caso di rimandare l'inizio della terapia?
4)E' il caso di sostenere una visita urologica? So che molto spesso i rapporti anali possono comunque causare delle infezioni alle vie urinarie. E comunque le chiedo se rientra nella sintomatologia di tali infezioni un rash cutaneo del tipo descritto.
5)Quali malattie a trasmissione sessuale (e in particolare con rapporti anali) possono avere tra i sintomi un esantema roseoliforme? Questa domanda è a puro titolo informativo in quanto voglio comunque andare in fondo alla questione conseguendo una visita da un infettivologo nel centro di Malattie Sessualmente Trasmissibili della mia città.
Cordiali saluti e grazie.
[#1] dopo  
Dr. Silvia Suetti
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Gentile utente,

L'esantema roseolico è il segno clinico della Sifilide secondaria

Lo specialista delle malattie sessualmente trasmissibili è il venereologo (dermatologo venereologo): è lì che dovrebbe riferirsi

cari saluti

[#2] dopo  
Dr. Silvia Suetti
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ovviamente senza dimenticare le decine di altre possibilità: dalla rosea di Gibert a molto altro ancora.

cari saluti
[#3] dopo  
Dr. Luigi Mocci
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Gentile paziente,
ovviamente, senza niente togliere alle giuste asserzioni della ottima collega, aggiungerei che, ovviamente, la sifilide a test negativi, dovrebbe essere scartata, mentre giustamente tutta un'altra serie di possibilità andrebbero vagliate. Direi che, trattandosi di cute, quantomeno in prima battuta, un dermatologo andrebbe interpellato.

Saluti
Mocci
[#4] dopo  
Dr. Silvia Suetti
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Come asserito giustamente dal Collega, la nostra risposta verteva su un quadro che in dermatologia si definisce "patognomonico" ovvero "segni clinici che danno il nome solo a quella malattia":

l'esantema roseolico (e papuloso) è quindi - per dare una risposta precisa alla domanda - l'accezione "patognomonica" appunto, della Sifilide secondaria, ma di certo non ne costituiva nemmeno lontanamente l'orientamento diagnostico (per questo motivo le successive aggiunte)

al di là dell'accademia sulla clinica dermatologica (sempre avvincente) direi che l'ultimo consiglio del collega che mi ha ora preceduto è valido:

visita dermatologica venereologica.

cordialità
[#5] dopo  
Utente 176XXX

Iscritto dal 2010
Ringrazio entrambi i dottori per la tenmpestiva risposta.
Seguirò il vostro consiglio e mi rivolgero' ad un dermatologo e venereologo per andare in fondo alla questione.
Vi esorto inoltre a dare risposta ad altre tre domande per me molto importanti.
1)Posso stare tranquillo per quanto riguarda l'eventuale contagio da HIV, essendo risultati negativi i test a 3 e 6 mesi dall'evento a rischio?
2)Dovendo intraprendere col mio dermatologo una terapia contro l'acne (ROACCUTAN ovvero Isotretinoina) è il caso di rimandare l'inizio della terapia?
3)E' il caso di sostenere una visita urologica? So che molto spesso i rapporti anali possono comunque causare delle infezioni alle vie urinarie. E comunque le chiedo se rientra nella sintomatologia di tali infezioni un rash cutaneo del tipo descritto.

Distinti saluti e grazie ancora.
[#6] dopo  
Dr. Luigi Mocci
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Allora, telegraficamente
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Buona serata

mocci