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Idronefrosi di 2 grado rene sx

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  1. #1
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2011

    Idronefrosi di 2 grado rene sx

    Sono soggetto a coliche renali per calcoli. Lunedì 15 sono stato al PS per colica renale. Qui dopo le analisi di rito mi viene riscontrata una idronefrosi di II grado a sinistra sostenuta da formazione litiasica di 8 mm incuneata nel tratto prossimale dell'uretere sinistro a 5 cm dal giunto pileo-uretrale omolaterale (esami ematici bianchi 17.70x109, neutrofili 14.78x109, creatinina 1.09 mg/dl, PRC 1.3 mg/L). Dopo il consulto dall'urologo del martedì vengo inserito nella lista di attesa per un ESWL (data presunta della chiamata circa il 20 settembre) confermando la terapia prescritta dal ps ovvero Supracef 400mg 1 al giorno per 5 giorni, Brufen 600mg bustine1 al bisogno e in caso di ricomparsa di forte sintomatologia Dicloreumfl 75mg. RItornare in PS per rivalutazione urgente in caso di febbre > 38, dolore resistente alla terapia medica, peggioramento degli indici di funzionalità renale (mi è stata prescritta una ecografia di controllo ed esami ematici della funzionalità renale fra 20-30giorni).In questo caso sarebbe valutata la possibilità di inserire uno 'stent' (non mi ricordo il nome) ovvero un tubicino per baipassare il calcolo e far fluire l'urina dal rene alla vescica. Visto che potrei perdere un rene (a quanto mi è stato detto dal dottore) mi chiedo come posso tenere sotto controllo il buon funzionamento di tutto quanto; o meglio l'unico parametro di riferimento certo per allarmarmi è la temperatura corporea per il resto nulla. Dolore resistente alla terapia medica è un parametro molto 'soggettivo' (credo) e dipende dalla soglia di sopportazione del dolore di una persona. Il peggioramento degli indici di funzionalità renale infine non è certo una cosa che posso fare da solo a casa per rendermi conto se c'è qualche cosa che non va (a meno di fare continue analisi del sangue e continue ecografie), la visita di controllo prevista dall'urologo poi praticamente cade in prossimità della data prevista dell'intervento. Mi chiedo quindi perchè non inserire subito lo 'stent', le tempistiche di attesa/controllo sono un buon margine per salvare il rene nel caso tutto vada per il peggio (del resto, sempre il dottore dice che l'eventuale perdita del rene è asintomatica...smette di funzionare il sinistro e lavora il desto), smettere di avere il dolore senza assunzione di antidolorifici può essere ritenuto un campanello di allarme che indica che il rene sx ha smesso di funzionare, c'è la possibilità di rivolgermi a strutture che hanno lo strumento per l'intervento ESWL in sede per accelerare il tutto. Sono molto preoccupato con mille pensieri in balia di quello che mi viene raccontato da amici/conoscenti/internet (tra questi anche un urologo amico di famiglia ora in pensione che mi dice che presso la struttura dove operava lui in questi casi veniva subito inserito il tubicino per baipassare il calcolo). Ringraziando fin da ora per la risposta cordiali saluti



  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 5698 Medico specialista in: Urologia
    Patologia della riproduzione umana
    Andrologia

    Risponde dal
    2006
    Gentile lettore,

    storia clinica complessa la sua.

    Noi, da questa postazione, dobbiamo purtroppo stare alle indicazioni ricevute dal suo urologo.

    Se lui, che ha seguito tutta la sua storia clinica, ha ritenuto che si poteva attendere a fare una manovra endoscopica aggressiva, avrà avuto i suoi buoni e giustificati motivi clinici.

    Se comunque lei ha poi ancora dei dubbi, alimentati da internet ed anche dall'amico urologo pensionato, allora bisogna risentire in diretta il suo medico di fiducia ed eventualmente consultare un terzo specialista.

    Un cordiale saluto.


    Giovanni Beretta M.D.
    http://www.andrologiamedica.org
    http://www.centrodemetra.com

  3. #3
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2011
    Grazie mille per la tempestiva risposta,
    le mie paure sono sostanzialmente legate al fatto se le tempistiche di attesa/controllo sono un buon margine per salvare il rene nel caso tutto vada per il peggio (da quello che ho letto tutto si basa su statistiche cliniche), se smettere di avere il dolore senza assunzione di antidolorifici può essere ritenuto un campanello di allarme che indica che il rene sx ha smesso di funzionare (per ora non sono in questa situazione visto che puntualmente ogni giorno il male si fa sentire e lo devo 'domare' con il brufen), se c'è la possibilità di rivolgermi ad strutture che hanno lo strumento per l'intervento ESWL in sede per accelerare il tutto (burocraticamente posso andare con il referto del PS in una struttura dotata di strumento o dove per esempio mettono il tubicino per baipassare il calcolo...che mi farebbe dormire sonni tranquilli non tanto per il dolore quanto per la saluta del rene). Nel caso di rivolgermi ad un terzo specialista nel caso lui decida che serve (per esempio) mettere il baipas rene-vescica non ci sono problemi nel fare poi l'intervento o mi devo cmq mettere in qualche lista di attesa o cose simili che alla fine mi farebbero 'perdere tempo'? Ancora grazie per l'attenzione e scusatemi per l'insistenza (purtroppo non tutti i dottori sono uguali e , a differenza del mio vecchio medico curante....gran dottore, quello che per ora ho non riesce a darmi mai delle risposte certe su nulla)



  4. #4
    Indice di partecipazione al sito: 5698 Medico specialista in: Urologia
    Patologia della riproduzione umana
    Andrologia

    Risponde dal
    2006
    Gentile lettore,

    se un terzo urologo, da lei consultato, decidesse di inserire uno stent ureterale non ci sono problemi poi per una eventuale e successiva ESWL.

    Sarà sempre lui che, monitorata la sua situazione clinica, poi le darà i tempi corretti da seguire.

    Ancora un cordiale saluto.


    Giovanni Beretta M.D.
    http://www.andrologiamedica.org
    http://www.centrodemetra.com

  5. #5
    Indice di partecipazione al sito: 218 Medico specialista in: Urologia
    Endocrinologia
    Chirurgia generale

    Perfezionato in:
    Andrologia

    Risponde dal
    2011
    La Sua situazione si può riassumere così: prima colica renale con riscontro di calcolo ureterale ostruente, non complicata da febbre o coliche subentranti ed intrattabili. In questi casi non si pone l'indicazione al trattamento immediato, ma differito, come nel Suo caso. Tenga presente che i rischi che vengono considerati nel breve periodo riguardano appunto una eventuale sepsi o un dolore persistente ed intrattabile con farmaci. La perdita del rene non è contemplata (appunto nel breve periodo), quindi stia sereno. Sappia infine che , per quel che è dato capire, è possibile che nel frattempo il calcolo scenda un pò, vanificando la possibilità di ESWL, ma rendendo più facile un eventuale trattamento endoscopico. A volte, calcoli di 8 millimetri possono anche scendere da soli, ma di queste dimensioni è raro. Cordiali saluti ed incoraggiamenti.
    P.S.: é si, un terzo parere in fondo ci sta tutto.


    Dr. Enrico Conti
    Specialista in Urologia, Andrologia e Chirurgia generale
    www.andrologiapertutti.com

  6. #6
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2011
    Ancora grazie a tutti per la disponibilità, seguirò il Vostro consiglio (alla fine quello che si 'spende' per la salute non è buttato via),in più mi rifaccio una ecografia con analisi del sangue per controllare come va la situazione. Scusate per il disturbo e buon lavoro (pensare che un calciatore prende più di un dottore mi fa rabbrividire come le coliche renali!!!!!)



  7. #7
    Indice di partecipazione al sito: 5698 Medico specialista in: Urologia
    Patologia della riproduzione umana
    Andrologia

    Risponde dal
    2006
    Condividendo le sue considerazioni generali, appena fatte le valutazioni urologiche, comunque ci aggiorni, se lo desidera.


    Giovanni Beretta M.D.
    http://www.andrologiamedica.org
    http://www.centrodemetra.com

  8. #8
    Indice di partecipazione al sito: 709 Medico specialista in: Andrologia
    Chirurgia generale
    Endocrinologia
    Oncologia medica

    Perfezionato in:
    Urologia

    Risponde dal
    2000
    caro lettore,

    complimenti ai colleghi del PS che le hanno consigliato le corrette modalità di comportamento rispetto ad una patologia litiasica come la sua.
    E' giusto che al paziente venga detto che "...si potrebbe perdere il rene......." nel senso di indurlo a , passati i dolori, non dimenticare di avere un calcolo ostruente.
    Il rene non si "perde" in 20-30 giorni.
    Sentire un altro parere?
    Mah!? a che pro, visto che le sono state date indicazioni corrette.
    Cari saluti


    Dott. Diego Pozza
    www.andrologia.lazio.it
    www.andrologiaroma.net

  9. #9
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2011
    Chiudo la storia. Lunedì sono andato all'ospedale per l'intervento ESWL ma, incredibile, calcolo e idronefrosi sono scomparse...il medico dice che ho espulso il maledetto ma francamente non mi sono accorto di nulla (per gli altri calcoli, molto più piccoli, mi sono accorto e come del passaggio dell'intruso); solo due coliche rilevanti (dopo l'ultima poi ho smesso di avere ogni sorta di dolore). Mi dispiace solo di aver tolto il posto ad una persona che sta ancora male! (purtroppo l'ecografia mi era stata segnata per il 12 settembre). Ancora mille grazie a tutti
    Ale



  10. #10
    Indice di partecipazione al sito: 5698 Medico specialista in: Urologia
    Patologia della riproduzione umana
    Andrologia

    Risponde dal
    2006
    Bene, sono felice per la positiva conclusione del suo problema ma continui a controllare la situazione clinica con il suo urologo.


    Giovanni Beretta M.D.
    http://www.andrologiamedica.org
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  11. #11
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2011
    Il Dr. Giovanni Beretta è stato veggente! Domenica 11 nuova colica (fulmine a ciel sereno....non avevo nulla una settimana prima). fortunatamente avevo sempre una Eco da fare prenotata proprio per il giorno dopo. Mi reco in ospedale dove dalla eco viene rilevata "apprezzabile idronefrosi di 2 grado al rene sinistro senza evidenza di calcoli lungo il decorso della via escretrice". Ritorno dal medico curante che mi rimanda all'ospedale dall'urologo che trae queste conclusioni:"non più evidenti calcoli lungo il decorso della via escretrice in presenza di idronefrosi di I-II grado, se ancora sintomatico indicato approfondimento diagnostico mediante Tc addomino pelvica senza Mcd (in caso contrario nuovo controllo ecografico fra10 giorni)". Il dottore specialista non si sbilancia nelle delucidazioni più quanto scritto sul foglio e quindi mi sono ritrovato a fare domande di delucidazioni al mio dottore di casa che alla mia domanda ma come è possibile? mi riduce le cause a due casistiche 'estreme'
    a) piccoli calcoli o renella che momentaneamente si accumulano lungo il condotto e che vengono rimosse con la colica (mal individuabili con ecografia...questo tornerebbe con quanto mi ha detto il medico che doveva fare l'ESWL...in pratica diceva che il calcolo 'grosso' di 8mm poteva essere una serie di piccoli calcoli accumulati che in eco danno uno spessore di 8mm mentre in realtà il loro singolo diametro è molto più piccolo)
    b) masse esterne al rene che comprimendo sul condotto provocano la colica (masse come polipi, cisti, tumori). Ovviamente in questo quadro il calcolo è il meno dei mali e chiedo come è possibile se c'è una 'massa esterna' che preme l'idronefrosi va e torna...in teoria dovrebbe essere costante la pressione? in questo caso a cosa serve fare ulteriori ecografie, non sarebbe meglio fare una tac senza aspettare? poi mi chiedo ancora, in tutto questo giro di analisi controanalisi e robe varie...non mi è stata mai prescritta una analisi delle urine per vedere se ci sono tracce di renella ecc ecc (nei casi pregressi mi ricordo che era una delle prime analisi che veniva fatta)? Scusate il disturbo ma non capisco come mai se pongo queste domande a Voi ho delle risposte, mentre se le faccio allo specialista ho come risposta 'vedremo dopo'



  12. #12
    Indice di partecipazione al sito: 5698 Medico specialista in: Urologia
    Patologia della riproduzione umana
    Andrologia

    Risponde dal
    2006
    Gentile lettore,

    da tutto quello che ci scrive, si propende di più a considerare il suo problema come dovuto ad una possibile calcolosi o meglio ostruzione momentanea da renella.

    Un compressione eterna di solito è progressiva, non si risolve spontaneamente e spesso non dà coliche.

    Comunque in quest'ottica è sempre bene fare un'altra ecografia, prima di fare valutazioni che possono richiedere l'uso di mezzo di contrasto.

    Nel frattempo segua tutte le indicazioni cliniche ricevute e cerchi sempre di urinare in un contenitore; se compare della "sabbiolina" o della renella bisogna allora filtrarla e poi fare su questa un esame fisico-chimico.

    Un cordiale saluto.


    Giovanni Beretta M.D.
    http://www.andrologiamedica.org
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  13. #13
    Indice di partecipazione al sito: 218 Medico specialista in: Urologia
    Endocrinologia
    Chirurgia generale

    Perfezionato in:
    Andrologia

    Risponde dal
    2011
    Caro signore, a parte e Sue più che giuste domande filosofiche su chi deve fornire risposte agli interrogativi clinici ho da aggiungere una considerazione: a questo punto chiederei al Suo urologo curante perchè non tagliare la testa al toro ed effettuare la TC spirale. Troppe ipotesi diagnostiche nel Suo caso sembrano fuori luogo, ma vanno smentite o confermate una volta per tutte. La storia clinica, le precedenti indagini ecc depongono per la persistenza di almeno un calcolo ureterale.Per ora lasciamo stare masse e quant'altro. La TC offre inoltre il vantaggio che, se non risultasse diagnostica la scansione in bianco, si può sempre procedere alla iniezione di mezzo di contrasto e procedere con la TC tri o quadrifasica. Ne parli con chi di dovere. Cordiali saluti


    Dr. Enrico Conti
    Specialista in Urologia, Andrologia e Chirurgia generale
    www.andrologiapertutti.com

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