Utente 602XXX
Gentilissimi specialisti,
mia nonna, 87 anni, diabetica, ipertesa, reduce da un recente ictus soffre di osteonecrosi mandibolare da bifosfonati, curata invano con terapia antibiotica.
Il 10 maggio dovrebbe subire un intervento chirurgico per rimuovere l'osteonecrosi, ma siamo molto perplessi perché, nonostante le rassicurazioni dei medici (è stata visitata dagli specialisti di un ospedale di ottima fama), sul referto c'è scritto "rischio operatorio elevato".
L'esame obiettivo preoperatorio ha rilevato quanto segue: "esame obiettivo toracico nella norma; esame funzionale respiratorio con deficit ventilatorio misto a prevalente componente restittriva moderata; EGA in aa: equilibrio acido basico nei limiti della norma. Nella norma la pO2 e la saturazione arteriosa di HbO2.".

La diagnosi riporta quanto segue: "Nella branca sinistra della mandibola è presente una lesione erosiva, in parte calcificata che ha rigonfiato e distrutto la corticale ossea in più punti e su entrambi i versanti con l'interessamento anche del forame mandibolare che comunque appare continuare all'interno della lesione. Quest'ultima appare assimilabile in prima ipotesi a granuloma".

In ultima analisi: è rischioso far operare mia nonna? E' possibile controllare il problema senza intervenire? I medici che hanno eseguito le analisi ci rassicurano sull'intervento, ma noi siamo molto preoccupati.
Grazie davvero di cuore in anticipo.

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Dr. Antonio Maria Miotti
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Gent.ma Sig.ra,
la risposta Le è stata già fornita, come Lei stessa riporta: "rischio operatorio elevato".
Non è possibile fornirLe un parere a distanza e, sopratutto, in assenza di documentazione e valutazione clinica.
E' opportuno che i Suoi quesiti siano posti ai medici che seguono la nonna, che potranno essere più precisi ed espliciti in merito alla patologia, all'intervento previsto ed ai relativi rischi.
Cordiali saluti