Questo è il consiglio che emerge da un editoriale pubblicato sulla rivista Sexually Transmitted Infections e scritto in collaborazione tra ricercatori di diversi Istituti come il Liverpool Centre for Sexual Health, l’Homerton University Hospital di Londra e il Chelsea and Westminster Hospital di Londra.

Questa vaccinazione nei giovani uomini che hanno rapporti sessuali penetrativi con altri uomini è da consigliare perchè il loro rischio di sviluppare un tumore, a livello anale, è più di 15 volte superiore a quello che corrono i coetanei maschi eterosessuali.

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Forme virali varie

Il problema oncologico sollevato sembra interessare soprattutto la popolazione HIV-positiva e questo nonostante l’introduzione della terapia antiretrovirale altamente attiva (HAART).

Per dare qualche dato più preciso il cancro anale tra gli omosessuali dopo il 1996, cioè in periodo HAART, è presente in 131 casi per 100.000 persone all’anno contro i 9,8 casi di cancro cervicale per 100.000 donne/anno che sono denunciati, dopo l’introduzione dello screening cervicale.

In Australia, già dopo un anno dall’inizio dei programmi di vaccinazione anti HPV, si è osservata una riduzione dei casi di condilomatosi ano-genitale, non solo nelle vaccinate ma anche nei maschi coetanei eterosessuali e per questo si ipotizza un’immunità di gregge, cioè estesa anche ai ragazzi che hanno solo rapporti con ragazze, ma naturalmente questo fenomeno non ha interessato i maschi omosessuali.

Gli autori dell’editoriale, confermando che il vaccino anti HPV funziona anche nei maschi e alla luce delle conoscenze che ora si hanno, raccomandano, mancando al momento programmi di vaccinazione che interessino tutti i bimbi, una vaccinazione mirata almeno per gli uomini che hanno rapporti sessuali penetrativi con altri uomini, fino ad una età stimata di 26 anni.

 

Fontehttp://sti.bmj.com/content/89/5/342.extract