L'onere di spesa a carico dei servizi di malattie causate da infezioni trasmesse sessualmente (STI), con 499 milioni di casi di infezioni curabili ogni anno, rappresenta un fallimento della società e un grave impatto sulla sanità pubblica.

Anche nei paesi ad alto reddito, dove sono disponibili numerosi tests e trattamenti, le malattie sessualmente trasmissibili restano ostinatamente endemiche ed aumentano la loro incidenza di anno in anno.

Sembra probabile che questo fallimento rifletta la nostra comprensione limitata di un approccio culturale che stenta ad imprimere una svolta sociale all'interno della popolazione generale.

Mentre uno studio appena pubblicato* sull'importante rivista "Journal of infectious disease" cerca di sviluppare un modello teorico per implementare il controllo e lo sviluppo delle nuove infezioni sessualmente trasmissibili, sia HIV che non HIV, ci pare opportuno ancora una volta - da esperti di Malattie Sessualmente Trasmissibili ricordare delle semplici "regole d'oro" per evitare di infettarsi a causa di rapporti promiscui e per procedere con una cura adeguata ed efficace in caso di infezione sessuale.

 

Ecco quindi le nostre regole:

1. Selezione del partner
Sebbene ad oggi qualsiasi rapporto promiscuo con persona non conosciuta sia da considerarsi a rischio, è indubbio che le infezioni sessuali HIV e non HIV fra MSM (uomini che fanno sesso con altri uomini) stiano aumentando notevolmente; pertanto pensare a queste condizioni epidemiologiche rappresenta un migliore approccio alla selezione del proprio partner

2. Conoscenza del proprio partner
Sempre difficile in questo contesto sociale, avere il tempo "per conoscersi" a fondo, ma approfondire le proprie abitudini sessuali, la propria vita ed il proprio contesto sociale, è un'arma in più per difendersi

3. Utilizzo del preservativo
Sembra la solita ridondante raccomandazione, ma ancora ad oggi ci si infetta con HIV e altre malattie sessuali, perchè non si è utilizzato il profilattico: usarlo sempre per qualsiasi rapporto sessuale (orale, vaginale, anale) è regola d'oro, da non dimenticare mai.

4. Adottare una corretta igiene personale
Sebbene non ci sia accordo scientifico unvico in questo contesto, la detersione accurata, associata alla minzione, dopo un atto sessuale a rischio, potrebbe coadiuvare (seppure in termini mai statisticamente rilevabili) a diminuire l'incidenza soprattutto di infezioni sessuali muco-cutanee. Anche se probabilmente non aiuterà ad evitare un contagio, è un consiglio che ci sentiamo di offrire e per questo lo incastoniamo fra regole ben più importanti.

5. Auto-ispezionarsi
Non tralasciare, soprattutto dopo un paio di settimane e fino ad un paio di mesi da un rapporto a rischio, di ispezionare il proprio corpo: una lesione escoriativa genitale, od orale, una secrezione uretrale, una perdita vaginale, un'escrescenza della propria pelle, possono essere il segno di una infezione sessuale.

6. Effettuare una visita venereologica
Rivolgersi in caso di dubbio e senza alcuna ansia o timore immotivato, verso lo specialista delle malattie sessualmente trasmissibili (il Dermatologo Venereologo) è un'arma importantissima che serve a due cose importanti: la prima, validare od escludere una malattia sessualmente trasmissibile; la seconda, accedere immediatamente a delle terapie specifiche per arginare e curare (tutte le malattie sessualmente trasmissibili sono curabili, HIV compresa) immediatamene la patologia

 

Fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25381373

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