Mangiare noci e nocciole riduce la mortalità

Prof. Alfonso BelliaData pubblicazione: 16 dicembre 2013

Dopo che per anni il consumo di nocciole e frutta secca è stato associato ad una maggiore insorgenza di patologie quali il diabete o le malattie cardiovascolari - e quindi vivamente sconsigliato in queste circostanze - un recente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, su più di 100.000 soggetti sani osservati sino a 30 anni, ha invece mostrato un'allungamento della vita media in chi ne consumava regolarmente ogni giorno, indipendentemente da altri fattori di rischio.

L'effetto potrebbe essere dovuto a vari nutrienti contenuti nelle noci, quali acidi grassi insaturi, fibre, proteine di elevata qualità, vitamine (folati, vitamina E, niacina), minerali o altri agenti anti-ossidanti. L'osservazione, da confermare in studi clinici "di intervento", è senza dubbio originale e potrebbe modificare i consigli nutrizionali da fornire a molti pazienti con patologie croniche.

 

Fonte: Association of Nut Consumption with Total and Cause-Specific Mortality

 

Autore

abellia
Prof. Alfonso Bellia Endocrinologo, Diabetologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2000 presso Università di Palermo.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Palermo tesserino n° 12729.

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