Dermografismo

Buongiorno,
Soffro di dermografismo (diagnosticato dal dermatologo e successivamente confermato da allergologo) e vorrei liberarmene.
Mi compare un senso di prurito interno, una specie di pizzicore irritante (che però non mi spinge a grattarmi), in particolare ai lati del volto e sul mento, braccia e gambe dal ginocchio in giù.
La cute è rossa e calda.
Alcuni giorni non ho disturbi che poi puntualmente ricompaiono senza soluzione di continuità e per me stanno diventando, dopo anni di sopportazione, un problema.
Mi sono comparsi in concomitanza al dermografismo anche dei microscopici angiomi in queste aree.

Avevo avviato iter allergologico e fatto i prick test dove sono risultata allergica a diverse piante, graminacee, polvere, pelo di gatto, istamina +++ e anticorpi igg e ige alterati.
Con gli antistaminici però i sintomi non sono mai regrediti in modo soddisfacente.
L’allergologo voleva andare avanti e indagare allergie legate a metalli, sostanze chimiche (non so quali nello specifico) e alimenti ma con l’avvento del COVID tutto si è fermato.

Quali sono le cause più comuni di dermografismo?
Qualche vostro paziente è mai riuscito a risolvere?
Avete consigli da darmi?

Dimenticavo di dire che il dermografismo comparve alcuni anni fa dopo che si manifestarono due reazioni orticarioidi dndd ed edema della glottide.
Un episodio acuto di dermografismo con gambe molto rosse che scottavano si manifestò dopo assunzione di Augmentin.
Soffro anche di MRGE dndd e sospetto sia tutto correlato.

Vi ringrazio anticipatamente per un vostro gentile commento.
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Dr. Claudio Bosoni Allergologo, Medico di base 2,2k 117
Il dermografismo non è una manifestazione allergica pura, prova ne sia che gli antistaminici non agiscono. Nei 43 anni di professione ho visto pochissimi casi di dermografismi allergici puri. Nel 90 % dei casi è una manifestazione di una ipersensibilità cutanea mediata dal sistema nervoso. Cioè una somatizzazione cutanea da stress. Ci pensi e mi sappia dire.

Dr. Claudio Bosoni

[#2]
dopo
Utente
Utente
Buongiorno dott. Bosoni, la ringrazio di cuore per il tempo che ha dedicato a rispondermi.
Questa sua risposta così puntuale, espressa in modo semplice e pragmatico e al contempo dettagliato, mi ha spiazzata nel momento in cui l’ho letta, mi è sembrato per un attimo che lei mi conoscesse.
Per anni sono stata e sono tuttora affetta da disturbi che il mio medico di base ha voluto indagare in lungo e in largo. Gli accertamenti fatti hanno fatto emergere alcune cose, ma mai sufficienti a giustificare del tutto la mia sintomatologia o a spiegarne in modo oggettivo l’origine.
A titolo d’esempio, nella gastroscopia e nella phmetria delle 24 ore sono emerse una gastropatia e un reflusso che spiegano i sintomi, ma non elementi che ne rivelassero la causa in modo da poter risolvere il problema. Perciò controllo i sintomi con inibitori di pompa ma il problema è sempre lì e ho alti e bassi nella sintomatologia, vado a giornate buone e meno buone. Oppure, nell’indagare le manifestazioni cutanee come gli isolati fenomeni orticarioidi e il dermografismo, sono stati effettivamente trovati alterati igg e ige, e sono effettivamente risultata finora allergica ad alcune cose che ho citato nella richiesta di consulto, ma secondo i medici che mi hanno aiutata ciò non è direttamente correlato ai miei sintomi. Io per esempio in gioventù avevo marcatissimi i classici sintomi delle allergie stagionali che venivano trattati con antistaminici e cortisone al bisogno, ora non più, neanche lievemente, eppure sono ancora un soggetto che nei test risulta marcatamente allergico.
Oppure ancora, il mio medico mi mandò dall’otorino per vedere cosa fosse il senso di palla in gola che avevo. Alla fibroscopia mi disse che avevo la laringe a canotto e ricordo ancora dopo anni che mi disse che ciò aveva origine vagale , lo correlò a una turba vagale, ma non mi disse cosa fare.
Quindi ci sono segni che il mio organismo esibisce, ma mai una causa identificabile che si possa gestire e risolvere.
Alla fine il mio medico, dopo anni di questo percorso di diagnosi per me e per lei estenuante, di cui le ho riportato una minima parte, mi diede Paroxetina nel tentativo di gestire questi sintomi. Mi vide lo psichiatra e chiesi parere anche alla mia psicoterapeuta, con cui ero stata per 4 anni in un percorso di terapia all’epoca già da tempo chiuso con successo. Tutti concordarono che non ero un soggetto ansioso o depresso che necessitava del farmaco per queste ragioni ma decidemmo insieme di provare questa strada per provare a farmi stare bene dal punto di vista fisico perché non restava altro a cui pensare se non a delle somatizzazioni. La Paroxetina è stata efficace sul fronte gastrico e non ho preso più altri farmaci per 2 anni. La sola cosa che non ha mai risolto del tutto è stata la sintomatologia cutanea che però si era attenuata. Ora, dopo un lungo scalaggio, da un anno non assumo più il farmaco che aveva contribuito al mio acquisto di parecchi chili di troppo. Voglio provare a farcela da sola, voglio darmi questa possibilità.
Io le chiedo: secondo lei cosa posso provare a fare per gestire questo sintomo? Nei giorni più difficili mi da una sensazione molto spiacevole. Mi sento la pelle scottare, e non so bene spiegarle la sensazione che avverto. È come se i vasi sanguigni si infiammassero sotto pelle e avessi il fuoco in essi, e sempre nelle stesse parti del corpo, in cui la cute a volte diventa anche visibilmente arrossata.
Da un mese a questa parte ho scelto di mandare al diavolo la rassegnazione rispetto a questa cosa. Seguo una dieta data dal medico per perdere peso e recuperare la mia salute. Ogni giorno faccio attività sportiva sia aerobica e sia di forza e sto perdendo massa grassa e acquistando massa muscolare. Sto lavorando sulla disciplina e sull’igiene di vita anche rispetto al sonno e tutto ciò mi sta dando moltissimi benefici a tutti i livelli. Alterno yoga, stretching e meditazione. Tutto ciò per recuperare il mio corpo e gestire lo stress che evidentemente impatta molto su di me, anche se io non ne sono consapevole perché sono una persona che ama la vita, piena d’interessi e mentalmente molto vivace. Amo la mia famiglia e il mio lavoro e affronto i problemi come parte del mio percorso di vita, tendenzialmente mi oriento sulle soluzioni e non mi lascio abbattere né vado in ansia davanti alle cose. Questo è ciò che sto facendo. C’è altro che posso fare secondo lei? Esiste una speranza per me che, prendendomi cura della mia salute in generale, queste somatizzazioni possano un giorno andarsene e io possa liberarmi da questo dermografismo? Oppure, una volta che il sistema nervoso è andato in tilt, non c’è più altro da fare che conviverci con questo problema? Ha mai avuto pazienti che sono riusciti a stare bene? Cosa hanno cambiato nella loro vita per raggiungere questo obiettivo?
Mi scusi per la lunga risposta. Dentro di me spero che essa possa essere utile anche a qualche altro paziente nelle mie stesse condizioni.
Ne approfitto per augurarle una buona Pasqua.
[#3]
Dr. Claudio Bosoni Allergologo, Medico di base 2,2k 117
Tutti i sintomi che mi ha elencato, fanno parte di un quadro patologico ben preciso. La sua dott.ssa le ha dato la paroxetina e come impostazione non era male, ma non è adeguata per lei al 100%. La sua è una "sindrome ansioso-depressiva mascherata". Lei non se ne rende conto, ma l' ansia e la depressione, che lei non avverte dal punto di vista psicologico, si manifestano a livello organico. L' unica terapia che può andare bene per lei ed essere risolutiva è un antidepressivo della famiglia dei triciclici (non della serie euforizanti, ma della serie sedativa). Però, anche questi come tutti gli antidepressivi fanno ingrassare. Dovrebbe fare una dieta con ridotte calorie, e fare tanta attività sportiva. Ora deve decidere lei, se è più accettabile vivere con qualche chilo in più, o vivere come ora. Ci pensi su.

Dr. Claudio Bosoni

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