Utente 476XXX
Gentilissimi Dottori,

nel ringraziarvi per il servizio che prestate, mi rivolgo a voi per un parere specialistico su un problema che mi preoccupa molto.

Sono una donna di 42 anni e da 8 mesi frequento il mio partner di 55 anni che ha fin da subito mostrato evidenti difficoltà a mantenere l’erezione durante il rapporto sessuale.
Il problema principale a suo dire era il condom.
In 8 mesi di tentativi fallimentari, ne conto 2 riusciti ma con estrema fatica ed erezione debole da parte sua.

Dopo forti insistenze da parte sua ho iniziato ad assumere Cerazette per liberarlo dall’obbligo del condom ma il problema non è risolto.. o meglio, una volta c’è stata eiaculazione appena entrato e le altre volte l’erezione c’è stata ma fatica comunque a penetrarmi e sembra che cali subito.
Pare sempre concentrato su quello più che su di me e dice di sentirsi come in ansia da prestazione.

Io prendo Cerazette per lui e avendo una forte familiarità di tumore al seno inizio a sentirmi depressa e ansiosa.

Mi ha detto che il suo medico gli ha riscontrato la prostata ingrossata e che questo influisce sull’erezione ma insiste nel dirmi di continuare con l’anticoncezionale e provare ad avere rapporti.

Non so più cosa fare.. io non mi sento appagata ma temo di ferirlo.. e ho paura del rischio che corro al seno con la pillola.
Ma se smetto di prenderla e torniamo al condom, lui torna a bloccarsi completamente.

È possibile che si tratti di una combinazione di disfunzione erettile e ansia da prestazione?
In 8 mesi mi sono mostrata paziente, l’ho rassicurato ma il suo insistere senza risultati apprezzabili dandomi l’obbligo morale di aiutarlo con un anticoncezionale per me rischioso ha creato in me una forte frustrazione e il rapporto si sta logorando.

Chiedo questo: in 8 mesi un uomo di 55 anni che riesce solo un paio di volte ad usare il condom ha una disfunzione erettile più che un blocco emotivo?
A questo punto il mio prendere la pillola non varrebbe il rischio..

Come posso aiutarlo rispettando me stessa?
Vi ringrazio di cuore per qualsiasi consiglio potrete darmi.

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettrice,

può aiutare il suo compagno semplicemente consigliandogli di sentire in diretta un bravo ed esperto andrologo.

Il problema all'età da lei indicata, può avere sicuramente anche una base organica oltre che psicologica o relazionale.

In attesa della visita specialistica andrologica consigli al suo uomo queste letture:

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/184-erezione-fare.html

https://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/1234-nuove-terapie-emergenti-trattamento-disfunzione-erettile-de.html

https://www.medicitalia.it/blog/andrologia/5167-10-consigli-mantenere-erezione.html

https://www.medicitalia.it/salute/andrologia/111-disfunzione-erettile.html

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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[#2] dopo  
Utente 476XXX

La gentilezza nel rispondere così prontamente è apprezzata moltissimo Dottor Beretta, grazie infinite.

A questo punto credo che il mio utilizzo di un anticoncezionale non risolverà il problema.

Ho notato con dispiacere che quando finalmente potevamo avere rapporti senza condom, il mio partner aveva comunque bisogno di stimolazioni orali e manuali prima del resto.
È molto frustrante per una compagna.

La ringrazio ancora per la sua gentile risposta.

Una buona giornata

[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Fatto il tutto comunque, se lo desidera, mi riaggiorni.

Ancora un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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[#4] dopo  
Utente 476XXX

La ringrazio e daró un aggiornamento anche se al momento, avendo affrontato l’argomento, il mio partner mi ha rivelato di essere in cura da piú di 5 anni con antidepressivi a causa dello stress lavorativo - è agente di commercio e ha forti tensioni per raggiungere gli obiettivi aziendali.

Gli antidepressivi che prende potrebbero essere la causa, a suo dire, della sua mancanza di desiderio e reattività.

Non intende consultare uno specialista ma provare ad interrompere la cura.

Potrebbero influire farmaci antidepressivi a suo parere?

Grazie ancora se avrà tempo di rispondere a quest’ultimo dubbio.

Buona serata Dottore

[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Certo ma gli dica di non prendere iniziate terapeutiche da solo e di sentire sempre in diretta almeno il suo psichiatra.
Giovanni Beretta M.D.
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[#6] dopo  
Utente 476XXX

La ringrazio Dottore,
è probabile che il lavoro tensivo sempre lontano da casa e i farmaci che assume da parecchi anni possano effettivamente influire sul problema.

Faremo come consiglia e prima di interrompere gli antidepressivi consulterà il suo medico.

Grazie ancora per le cortese riposte

[#7] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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