Utente 412XXX
Gentili dottori, sono un ragazzo di quasi 27 anni che sta lottando contro la disfunzione erettile. E' dalla tarda adolescenza che non ho erezioni spontanee durante il giorno, senza che nei rapporti sessuali seguenti riscontrassi mai alcuna falla. Dall'età di 24 anni circa, improvvisamente (avendo rapporti a cadenza saltuaria), ho notato che la rigidità del membro era calata del 50% circa, situazione peggiorata nel corso degli anni successivi, fino a giungere ad una risposta del tutto assente o, quando presente, assolutamente blanda ed insufficiente per intensità e durata (con livelli di relativa -lenta- normalizzazione solo in presenza di una stimolazione qualitativamente buona e continua, specie se orale). Da solo invece, con la masturbazione, non ho mai avuto problemi. Sono caduto nello sconforto più totale. Se al principio il problema poteva essere forse dovuto a livello più o meno inconscio da forme depressive, ora invece testo con mano l'ansia da prestazione -che si manifesta con batticuore, rigidità, tremore, movimenti intestinali- nei momenti precedenti ad un rapporto sessuale programmato con una persona, con esiti chiaramente deprimenti. Mi sono quindi recato da un andrologo, col quale ho effettuato tutti gli esami possibili di sangue ed ormoni, che hanno rilevato una salute perfetta. L'ecocolordoppler penieno dinamico ha poi rivelato una regolare flusso sanguigno (ma una rapida detumescenza del pene, buona erezione dopo i primi 8 minuti, progressiva detumescenza dal 12esimo minuto in poi). Mi son fatto prescrivere il cialis, ansioso di provare a riavere un rapporto sessuale decente dopo anni di flop. Mi sono approcciato al farmaco carico di sfiducia e riserve, a ragione delle quali ho provato direttamente la pasticca da 20mg. Il rapporto sessuale successivo è avvenuto -per cause che non sto qui a spiegare- con una persona verso cui non provavo alcuna attrazione fisica (ed anzi, repulsione), in un luogo squallido e brutto, tra sentimenti di ansia e paura per il contesto. Esito? Ho avuto un'erezione forte e permanente ancor prima di iniziare i preliminari, in appena una decina di secondi dopo essermi sfiorato fisicamente con quella persona, senza manco essermi svestito. E' come se, pur in assenza di coinvolgimento emotivo e preliminari, mi fosse bastata la consapevolezza di dover avere un rapporto sessuale. Incredibile. Dopo quell'amplesso, a 5 ore dall'assunzione del farmaco (e per testarne gli effetti), ho provato dell'autoerotismo, da solo, con risposta potente ed immediata, molto superiore per velocità e potenza a quella che avevo in assenza di cialis. Lo stesso avveniva 11 ore dopo, visionando un filmato erotico. Ora come è possibile che, col cialis, la mia reazione agli stimoli sessuali sia molto più pronta e potente di quelle che avevo da solo, in situazioni pur connotate dall'assenza di fattori ansiogeni? E perché col cialis sono riuscito ad avere un rapporto sessuale perfetto pur senza provare la minima eccezione per il partner?

[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo

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Caro Utente,il tadalafil ha un'azione farmacologica che può mantenersi anche dopo 36 ore.Comunque,la risposta positiva,assieme a quella ormonale e vascolare,non giustificano uno stato di ansia così presente e persistente.Le rezioni spontanee,notturne e diurne,non hanno alcun valore clinico,nel suo caso.Per il resto,lasci che sia lo specialista reale a definire la tempistica e le scelte terapeutiche idonee.Gli aspetti psicologici cono sempre presenti nella disfunzione erettile. Cordialità.
Dr. Pierluigi Izzo
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[#2] dopo  
Utente 412XXX

Sì dottore, certamente. Per questo sto facendomi seguire da un andrologo. Il discorso che intendevo fare era un altro. Passi pure che l'assunzione di cialis risolva il problema della disfunzione erettile in situazione di intimità con una partner, stante la causa psicogena della problematica. Ma mi chiedevo soltanto perché, col cialis, le erezioni sono molto più rapide ed potenti anche in situazioni, come quelle in solitudine, dove non vi è alcun possibile rischio di ansia da prestazione. Non riesco a spiegarmi perché, col cialis, basta fare un pensiero erotico -da solo- per sentire una qualche risposta -seppur moderata- da parte dell'organo genitale. Mentre, senza cialis, non le avevo affatto. Da qui le seguenti domande: 1) Il fatto che il cialis stia facendosi sentire anche in situazioni di solitudine, come tali scevre da rischi quali ansie da prestazione, è normalmente ricollegabile agli ordinari effetti del farmaco -che rendono più potenti le risposte erettive in genere-, oppure potrebbe essere ricollegabile al fatto che il farmaco stia temporaneamente inibendo una problematica di tipo organico presente? Con questo non sto dicendo che non vi sia una componente psicogena, chiaro. Sto solo chiedendomi se non vi possa essere un concorso di cause, tra cui qualcosa di organico. Oppure, ancora, potrebbe essere che soffra di una qualche forma di depressione somatizzata, che abbia determinato un calo della libido e delle risposte sessuali del mio organismo in genere, e che ora il farmaco stia -nell'arco di tempo della sua efficacia- tamponandole? Perché altrimenti non mi spiego perché anche da solo la risposta erettiva sia ben più pronta ed intensa. Poi magari a questa depressione strisciante che abbia generalmente minato alla sfera sessuale del mio organismo in genere (causa di una risposta -rispetto al cialis- inferiore, anche se buona, agli stimoli sessuali in solitudine, come quelli auto-erotici), potrebbe aggiungersi un forte stato ansioso che indubbiamente viene ad insorgere in prospettiva e/o occasione di un rapporto sessuale reale con partner, origine -questa- della disfunzione erettile vera e propria (che infatti in solitudine non sussiste). Gentile dottore, potrebbe -in teoria, potenzialmente- essere questa la diagnosi?