Utente 489XXX
Egregi medici.
Ho subito circa un mesetto fa un trauma importante nella zona perineale con infiammazione della prostata e dolore diffuso in tutta la zona interessata.
L’androlofo do fiducia mi ha prescritto un blando antinfiammatorio e delle supposte al cortisone.
La prostata è leggermente migliorata con minzione più regolare, l’erezione è peggiorata e continua a peggiorare.
Sento un lieve dolore alla base bene (sempre nella zona perineale) che si irradia per tutto il pene.
Cosa potrebbe essere successo?
C’è un esame che determini se c’è un trauma nei vasi che passano in quella zona?
Sempre lo stesso androlo mi ha prescritto arginina e tedafil per due mesi, ma se c’è qualcosa don rotto non conviene operare tempestivamente.
Distinti saluti.

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

in questi casi bene riconsultare in diretta sempre il suo andrologo di riferimento e con lui valutare la necessità di eseguire eventualmente una ecografia dei corpi cavernosi con relativo ecocolordoppler dei vasi penieni.

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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[#2] dopo  
Utente 489XXX

La ringrazio per la celere risposta.
La questione che mi preoccupa è l’attesa, avrò un appuntamento o giovedì questo o l’altro, spero che non sarà tardi visto che è passato più di un mese.
Vorrei sapere inoltre, considerando che il dolore non è forte, in caso di piccole lesioni (vasi/corpi) bisogna intervenire in maniera chirurgica?
Cordiali saluti.

[#3] dopo  
Utente 489XXX

Gentili dottori, l’andrologo di fiducia mi ha mandato da un suo collega per farmi un elastosonogramma penienio. Il collega mi ha fatto una foto con una macchinetta che controlla i vasi, il tutto a pene non eretto e disinteressandosi della zona perineale.
Le conclusioni della visita sono:
i vasi del pene sono perfetti, la fuga venosa non esiste, l’eco color Doppler dinamico si faceva 20 anni fa. Probabilmente può esserci una compressione di qualche nervo.
Dopo un corrispettivo oneroso mi ha concordato.
L’unica nota positiva sembra che lerezione sia migliorata.
Ma di una lesione alla tonaca albugine o di lesioni a vasi nella zona perineale non se n’è parlato.
La domanda è: è sufficiente il suo esame, devo farne altri?
L’unica consolazione è che l’etezione è migliorata.
Spero in qualche vostro consiglio per un esame ulteriore.
Cordialità.

[#4] dopo  
Utente 489XXX

Corre lo scritto sopra:
Concordato= congedato

[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

difficile entrare in contenziosi con diagnosi fatte da colleghi che hanno potuto valutare in diretta la sua reale situazione clinica.

Se dubbi o perplessità sulla diagnosi ricevuta bene eventualmente sentire un’altra campana.

Ancora un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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[#6] dopo  
Utente 489XXX

Un elastonogra effettuato da metà asta in su riesce a esaminare anche la porzione che non emerge?
Vi ringrazio in anticipo.
Cordiali saluti.

[#7] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

l’elastografia è una modalità diagnostica che valuta sostanzialmente l’elasticità dei tessuti e ne analizza le proprietà meccaniche; io personalmente a questa indagine unisco le informazioni utili che mi può dare un’ecografia che analizza anche le proprietà acustiche dei territori anatomici esaminati.

Ancora un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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[#8] dopo  
Utente 489XXX

Proporrò, come già detto nell’altro consulto, l’esame suddetto. La mia preoccupazione è localizzazione del dolore, ossia dove ho preso l’urto, zona perineale; se elastonogramma (come lo ha chiamato l’andrologo) riesce ha valutare oltre la parte sondata anche quella non, ossia dalla base del pube a ritroso, mi sento più sicuro e farò eseguire l’ecografia.
So che non sono stato chiaro, cerco di capire per avere più sicurezza.
Rinnovo i ringraziamenti.