Utente 474XXX
Buongiorno dottori e grazie a tutto lo staff per l'ideazione di questo portale.

Volevo porvi i seguenti quesiti che mi son venuti dopo la lettura di un esame istologico riguardo la rimozione di un melanoma e il consulto con i medici che mi hanno seguito.

Losanga cutanea cm 1,6x1 con lesione pigmentata, a margini irregolari, cm 0.8 diametro massimo.

Diagnosi:

Melanoma a cellule epiteliodi pigmentate a diffusione superficiale, in fase di crescita verticale infiltrante il derma reticolare (IV livello di Clark). Spessore di Breslow 0,75mm. Assente ulcerazione. Parziale regressione. Assente invasione linfovascolare. Marcato infiltrato linfocitario intratumorale tipo brisk. Non si identificano mitosi nella componente dermica. Indenni i margini di resezione chirurgica (distanza minima dal margine di resezione chirurgica più vicino 3mm). pT1a TNM8° Edizione. Immunofenotipo delle cellule neoplastiche coerente (HMB45 + S100 + Melan A +)

Alla luce del referto, dopo il consulto con un oncologo, l'istocitopatologo, il dermatologo ed il chirurgo che mi ha operato, abbiamo optato per l'allargamento della ferita con conseguente radicalizzazione.

Venendo ai miei dubbi che, mi rendo conto, son soprattutto dovuti alla mia ansia:

1) Un altro dermatologo, alla lettura del referto, ha suggerito la biopsia del LS con conseguente PET, TAC, rx torace. Come mai tutti gli altri dottori hanno optato "solo" per la radicalizzazione della ferita? Diverse scuole di pensiero o maggiore (ma forse, scusate l'ignoranza) prevenzione?

2) Cosa significa la non identificazione di mitosi? É un'assenza totale o per qualche motivo non è stato effettivamente possibile comprenderne l'eventuale presenza? E ciò può influenzare il futuro percorso medico?

3) nonostante lo spessore "esiguo" mi è stato diagnosticato un livello di Clark IV. Come mai questa "incongruenza" se di ciò si può parlare? Può essere dovuto alla parziale regressione indicata che ha, in qualche modo, falsato l'esatta diagnostica dello stato del melanoma? (penso ad un tumore in passato più "profondo" e quindi che abbia lasciato "tracce" ma che ora è regresso all'attuale stadio)

4) la tecnica del LS è applicabile in qualunque parte del corpo si trovi la lesione?

Come avrete capito l'ansia e la confusione è tanta, soprattutto al sovvenire di un parere più drastico sulla terapia da intraprendere da parte di un ulteriore dottore rispetto a coloro che mi seguono.

Vi ringrazio anticipatamente e spero che tutto si sia, come di presenza mi é stato detto, risolto.

Un saluto,

[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Gentile utente, la presenza di regressione, purtroppo codifica una parte diagnostica oscura: per tale ragione secondo alcune scuole di pensiero, che condivido, è piuttosto opportuno optare eventualmente anche per l’esame della linfonodo sentinella con tecnica immunoistochimica.

Per quanto attiene alla mancanza di mitosi, questa è un parametro adottato per campo ottico nel vetrino istologico e solitamente aderente alla realtà.

Superfluo dire di affidarsi alla suo dermatologo di fiducia per seguire l’iter opportuno di questa lesione neoplastica.

Saluti!
Dr Laino
Dr. Luigi Laino DermoVenereologo Tricologo
Già Dirigente Istituto San Gallicano
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[#2] dopo  
Utente 474XXX

La ringrazio dottore.

Pertanto questa discrepanza tra spessore di Breslow e livello di Clark, potrebbe essere determinata da un eventuale regressione? Cioè, Da ignorante come scritto su, potrebbe esserci stato già in passato un passaggio di cellule tumorali quando il melanoma era più spesso? Sempre se per regressione si intende lo spessore fisico.

La ringrazio nuovamente

[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Non posso commentare un quadro istologico che non conosco, ma di sicuro l’area di regressione appartiene a qualcosa che non è attualmente misurabile. Il livello di Clark ad oggi ha comunque un valore approssimativo e non puntuale come quello di Breslow.
Mi spiace non poter fornire maggiori dati ma da qui non è possibile.
Dr Laino
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