Utente 417XXX
Salve.
Ho 32 anni e peso 55 kg. A causa di alopecia androgenetica allo stadio iniziale il dermatologo mi ha prescritto per 3 mesi un integratore in compresse che contengono ciascuna 400 mg di un estratto di serenoa repens titolata al 25% (quindi assumerei circa 100 mg al giorno di acidi grassi e fitosteroli).
Ho letto che l'enzima 5-alfa-reduttasi e il DHT sono fondamentali per le funzioni di alcuni neurotrasmettitori. Preoccupato per gli eventuali effetti collaterali di questa terapia, di cui ho parlato con il dermatologo, vorrei chiedervi se l’uso di un principio attivo con funzione inibente della 5-alfa-reduttasi e deprimente sul DHT a questi dosaggi potrebbe portare a effetti collaterali inerenti al sistema nervoso centrale quali:
depressione
ansia
astenia
annebbiamento mentale e calo dell’attenzione
deficit di memoria
confusione
appiattimento emotivo
bassa libido
tremori e dolori muscolari
Vorrei chiedervi inoltre se gli eventuali effetti collaterali siano sempre e comunque reversibili o se, invece, alterando i meccanismi dei neurotrasmettitori si possano fare danni di lunga durata.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gli effetti collaterali sono quelli indicati nei foglietti illustrativi e in genere sono reversibili.

Un integratore non considerato farmaco potrebbe non contenere il foglietto illustrativo.


Dr. F. S. Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente 417XXX

La ringrazio per la risposta, dottore. Vorrei chiederle se, secondo la sua esperienza, l'inibizione dell'enzima 5-alfa-reduttasi e la conseguente diminuzione del DHT per tre mesi può avere ripercussioni importanti sul sistema nervoso centrale e alterare in modo sostanziale i fenomeni psichici.

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Non capisco il perché di questo approccio allarmistico, dove ha letto una notizia di questo tipo ?
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 417XXX

Gentilissimo dottor Pacini, la ringrazio per la risposta e mi scuso se replico in ritardo, purtroppo ho visto il suo messaggio soltanto adesso. Ho letto notizie di questo tipo su Internet, leggendo sia testimonianze di alcuni soggetti che hanno usato inibitori dell’enzima 5-alfa-reduttasi sia studi che correlano la depressione e altri disturbi psichici/neurologici all’alterazione della produzione di neurosteroidi che, mi pare di capire, dipende anche dall’enzima 5-alfa-reduttasi e dal DHT. Secondo lei la terapia che dovrei seguire è esente dai rischi che ho esposto?

[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Le catene di metabolismo neurochimico sono varie e intersecate, per cui non c'è praticamente niente che "non c'entri" con qualsiasi fenomeno nervoso.
Il punto è però capire se i dati a cui fa riferimento sono dati raccolti in un certo modo, o "testimonianze", che purtroppo sono il modo peggiore per presentare le cose, perché altamente condizionate dalle mode di auto-documentazione, dalle segnalazioni precedenti che producono "cascate" di segnalazioni alla fine sulla stessa base ipotetica.

Se ragioniamo nei termini di possibilità, che ci siano effetti duraturi per modifiche all'attività di produzione degli ormoni è possibile, che queste siano irreversibili è già qualcosa da chiarire, visto che si tratta di molecole soggette a ricambio.

Pertanto, il modo più sensato è regolarsi sulla base dell'indicazione di chi quel farmaco è solito precriverlo, lo conosce per quello che fa nello specifico e sulle malattie per cui lo prescrive.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 417XXX

Gentilissimo dottor Pacini, la ringrazio molto per la sua ulteriore risposta, è stato molto chiaro. Condivido il suo scetticismo sulle “testimonianze”. Quello che mi preoccupa un po’ di più, però, è la presenza di studi (come questo relativo alla finasteride: https://www.clinicaldermatology.eu/materiale_cic/719_1_4/6207_finasteride/article.htm) che evidenziano un nesso tra l’inibizione della 5-alfa-reduttasi e lo sviluppo della depressione.
Leggo per esempio che il diidroprogesterone, prodotto a partire dal progesterone dall’enzima 5-alfa-reduttasi, viene poi convertito in allopregnanolone, che è un modulatore del recettore GABA-A. Se me lo consente, vorrei farle le seguenti domande:
1) A suo parere questa interferenza con l’attività del GABA può produrre rischi significativi?
2) Può esserci un nesso stretto tra inibizione della 5-alfa-reduttasi e diminuzione delle abilità cognitive/mnemoniche?
3) Un trattamento di tre mesi potrebbe causare una rottura importante degli equilibri del sistema endocrino e nervoso?
4) Mi pare di capire che gli eventuali effetti collaterali dovrebbero essere sempre reversibili, giusto?

Ringraziandola ancora per la sua disponibilità e cortesia, le porgo i miei più cordiali saluti.

[#7] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Per esempio, questo studio dice che i rischi sono minimi e non probabili, e che tipicamente l'effetto va via alla sospesione, salvo casi persistenti (che non significa permanenti). La conclusione di questa rassegna è che fino ad ora i dati non consento di trarre conclusioni o fare statistiche oltre questo tipo di considerazioni generali.

Non ragioni su nomi di neurotrasmettitori a meno che non abbia delle nozioni di questo tipo, anche perché questo riguarda una teoria. Si può teorizzare qualsiasi cosa, il problema è disporre di dati che indichino o meno il sussistere di un problema. Si potrebbe anche non sapere minimamente perchè un effetto si verifica, ma avere la certezza che si verifica con una certa frequenza.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 417XXX

Capisco, la ringrazio. Avevo letto, ovviamente, le conclusioni dello studio, che in parte sono rassicuranti. In sostanza, secondo il suo parere posso intraprendere la terapia senza rischiare di compromettere il sistema endocrino e nervoso, eventualmente sospendendola al minimo apparire di effetti collaterali?

[#9] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Lei continua a chiedere ancora una rassicurazione ulteriore. Non ce n'è. Ci sono i dati disponibili, e le prescrizioni che Lei ha, dopo di che la decisione è sua.
Dr.Matteo Pacini
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