Utente 239XXX
Buongiorno, da pochi mesi ho conosciuto un ragazzo di 24 anni, entrambi viviamo in Inghilterra, lui e' di vicino Taranto ed e' qui da 5 mesi. 10 giorni fa comincia ad avvertire un rigonfiamento dei linfonodi sovraclaveari sinistri e di uno sotto l'ascella sinistra che non sembrano sgonfiare e sono alquanto fastidiosi. A due giorni di distanza compare febbricola intorno ai 37 gradi alla mattina che pero' si abbassa durante la giornata. Al terzo giorno si rivolge al medico di base che definendo "strane" le ghiandole gli dice di recarsi all'ospedale il giorno seguente per radiografia al torace. Ecco che il 7 febbraio siamo all'ospedale per i raggi. Io lo accompagno per aiutarlo con la lingua e per stargli vicino. Essendo in ospedale decidiamo di rivolgerci al pronto soccorso dove considerano subito il caso e prelevano tamponi da naso, gola e orecchie, misurano la temperatura (normale) e la pressione (bassa) e fanno esami del sangue. Non ci sono altri sintomi "allarmanti" al momento e il referto delle analisi e quello della radiografia appaiono normali (non so esattamente quali analisi siano state fatte perche' qui in Inghilterra non danno il referto in mano al paziente). Il medico che lo visita dice di stare tranquilli, probabilmente e' un'infezione, ma per escludere ogni dubbio di "qualche cosa piu' brutta" e' indispensabile fare una biopsia. Ce ne andiamo piuttosto tranquilli e il giorno dopo torniamo dal medico di base che invece appare piuttosto allarmata. Dice che deve cancellare la vacanza in Italia prevista per il 14 febbraio e che deve decidere se vuole ricevere le cure qui o in Italia ma che qui hanno un centro all'avanguardia e che non crede che sia meglio tornare in Italia. La biopsia deve essere fatta entro due settimane ed avendo iniziato questo cammino qui decidiamo di proseguire qui almeno fino ad avere una diagniosi certa. Nel frattempo io ho gia' cercato informazioni su internet e mi sono fatta un'idea di quello che potrebbe essere, tant'e' vero che la dottoressa mi chiede se sono un'infermiera. A lui non dico nulla per non allarmarlo. Arriva venerdi', abbiamo appuntamento con uno specialista otorinolaringoiatra che non ci ha voluto allarmare ma ha confermato la necessita' di una biopsia che avverra' il 15 febbraio. Da sabato cominciano ad arrivare febbri cicliche che arrivano a 39 gradi durante la notte/mattina e scendono durante il giorno per poi aumentare lievemente in serata. Il letto da un paio di giorni e' compleatmente zuppo quando si sveglia e molti amici notano in lui un dimagrimento. Io sono molto preoccupata. Dovendo tradurre quello che dicono i medici sarei io a dover dare la notizia. E' possibile che sia qualcos'altro secondo Voi? Oltretutto avendo iniziato questo cammino qui, sara' possibile proseguirlo in Italia in caso ci fosse bisogno di cure oncologiche? Secondo Voi dovrei prepararlo psicologicamnete alla possibilita' che sia qualcosa di grave? Non credo lui e la sua famiglia realizzino. Non so che fare e ho paura.

[#1] dopo  
Dr. Arduino Baraldi

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Premesso che le cure sono valide in Inghilterra così come in Italia, bisogna aspettare l'esito della biopsia; di più , su queste basi , non si può dire; aggiungo soltanto che , qualora ci si trovasse di fronte ad un Hodgkin, le terapie sono molto efficaci e con ottime possibilità di guarigione
Un saluto

A. Baraldi

[#2] dopo  
Utente 239XXX

La ringrazio per la risposta Dr Baraldi. Ieri ha fatto la biopsia. Ora aspettiamo l'esito. Quello che mi preoccupa e' che non sono sicura che lui o i suoi famigliari pensino a questa eventualita', infatti parlano di infezioni e virus e cercano di giustificare la febbre in altri modi. Parlano del fatto che andranno in Italia insieme (ora sono qui) non appena avranno l'esito non mettendo in conto che ci potrebbe essere bisogno di ulteriori esami e cure. Ora non so se dentro di loro la preoccupazione ci sia. Io non ho mai espresso quello che penso possa essere non volendo allarmare nessuno ma mi chiedo se forse dovrei in qualche modo "preparare" lui a questa possibilita'. So che le cure sono valide sia in Italia che in Inghilterra, quello che mi chiedo e' se avendo iniziato il tutto qui sia pratico spostarsi in Italia o se si allungherebbero i tempi. Lei cosa pensa? Ieri lui ha voluto chiedere al medico radiografo se potesse essere qualcosa di grave. Lui ha risposto che non puo' garantire che non lo sia ma che anche se lo fosse gli garantisce che stara' bene e che anche nel caso di un linfoma al giorno d'oggi potrebbe guarire con una terapia di poche settimane. "Poche settimane" quanto dura una terapia per curare il linfoma in media? La ringrazio di nuovo e La terro' aggiornata su quello che succede.

[#3] dopo  
Dr. Arduino Baraldi

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Innanzitutto bisogna aspettare l'esito della biopsia ed , in base a quello, poi informare sia il diretto interessato che la sua famiglia. La durata della terapia è in base al tipo istologico ed alla stadiazione per cui non si può definire un tempo standard. Riguardo al dove curarsi la scelta è strettamente personale perchè è importante il rapporto fiduciario con i medici
Un saluto

A. Baraldi

[#4] dopo  
Utente 239XXX

Di nuovo la ringrazio Dr Baraldi. Stamattina siamo stati dal medico di base che ha fatto fare un altro prelievo di sangue per vedere se ci sono cambiamenti nei valori. La febbre stamattina era a 39.5, ogni giorno e' sempre piu' alta. Dopo assunzione di tachipirina sta scendendo. Il medico ha sconsigliato assunzione di antibiotici in quanto ancora non si sa cosa sia. Non si e' sbilanciato nel dire cosa potrebbe essere di piu' serio, si tende a parlare di "infezioni". Questo fa si' che il paziente e la famiglia siano abbastanza tranquilli, io da non medico non esprimo nessun parere. Aspettiamo lunedi' per l'esito. Grazie per il tempo dedicatomi. Un saluto.

[#5] dopo  
Utente 239XXX

Gentile Dottore,

Siamo a martedi' e l'esito della biopsia non ci e' ancora stato comunicato. Secondo voi e' normale quest'attesa? Quali sono i tempi in Italia? So che l'esito e' pronto ma fino a che l'otorinolaringoiatra che l'ha visitato ormai quasi 2 settimane fa non l'avra' visto non possono dire nulla. Domani mattina andremo nuovamente dal medico di base che magari riuscira' a smuovere la situazione. Il ragazzo sta male, ha la febbre da 17 giorni, il sudore notturno gli impedisce di dormire, le ghiandole sono dure e dolenti e stanno aumentando in numero. Che cosa ci consiglia di fare? Siamo stati al pronto soccorso sabato, ma non hanno potuto fare nulla se non dirci di aspettare l'esito... La biopsia e' stata fatta il 15 febbraio. Grazie per l'attenzione.

[#6] dopo  
Utente 239XXX

Al pronto soccorso e' stata esclusa l'ipotesi infezione in quanto i globuli bianchi non sono alterati. Quindi il cerchio si stringe sempre piu' verso quello che gia' pensavo.

[#7] dopo  
Utente 239XXX

Aggiungo anche che oltre ai sintomi sopra riportati il ragazzo ha tosse secca che da quello che leggo e' un altro sintomo del linfoma.

[#8] dopo  
Dr. Arduino Baraldi

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E' l'esame bioptico quello fondamentale; il corredo sintomatologico, seppur importante e che fa pensare ad un problema di linfoma, non può essere risolutivo, da solo, per la diagnosi; quindi aspettiamo di vedere cosa dirà la biopsia .
Un saluto

A. Baraldi

[#9] dopo  
Utente 239XXX

Questo lo capisco e la ringrazio per la risposta. Mi chiedo solo se questo iter e' normale o ci sono altre analisi o scan da fare (TAC, risonanza ecc.). Io mi fido dei medici qui ma noto nella famiglia del paziente poca fiducia, pensano che non siano abbastanza rapidi e che andrebbe fatto di piu' esami clinici. Mi chiedo quindi se l'iter diagnostico e' lo stesso in Italia e se i tempi siano gli stessi (e' normale aspettare una settimana-10 giorni per le'esito della biopsia? - La TAC andrebbe fatta gia' adesso o dopo l'esito?). Mi perdoni per tutte queste domande ma essendo io a parlare con i medici e a tradurre per la famiglia mi trovo a dover rispondere a queste domande che loro mi pongono perche' in preda all'ansia. Grazie ancora.