Utente 290XXX
Gentili dottori,

ho 25 anni e da 3 ho casualmente scoperto una iperprolattinemia, attestata su valori di 36 ng/ml (2,6 - 13,1) ng/ml, che scende sui 28-30 dopo prelievo seriato ogni 30'. Ho effettuato allora anche RMN senza mezzo di contrasto perché soggetto allergico, da cui non è risultato nulla di visibile e dove però l'endocrinologo ha sottolineato i limiti della strumentazione senza il mezzo di contrasto!
La sintomatologia non presenta amenorrea anzi, i cicli sono sempre regolari e di circa 25-26 gg, è presente acne che nessuno mi ha detto con certezza se può essere o meno correlata alla prolattina, una lievissima galattorrea, mai spontanea ma provocata dalla suzione durante l'attività sessuale e infine irsutismo. Soffro di ritenzione idrica, nel senso che spesso, soprattutto in condizioni di stress, sono soggetta a gonfiori improvvisi e vistosi in viso ma anche a livello degli arti inferiori o a volte in modo più diffuso. Sono leggermente in sovrappeso. La sindrome dell'ovaio policistico era stata dapprima ventilata, ma poi esclusa due volte dall'esame ecografico, anche se l'endocrinologo disse che in effetti presento alcuni aspetti classici della sintomatologia.

La mia richiesta di chiarimenti, oltre a riguardare la correlazione fra l'acne, l'irsutismo, il gonfiore e l'aumento di prolattina, rigurada anche alcuni articoli che ho letto e che legano l'iperpolattinemia all'aumentato rischio di sviluppo di tumore mammario, insieme all'ulteriore fattore di rischio della precoce comparsa del menarca che possiedo (11 anni). Sono molto spaventata e mi chiedo se il trattamento farmacologico sia auspicato nonostante non presenti amenorrea, galattorea invece di aspettare l'eventuale riscontro in futuro di problemi col concepimento, come consgliato dal mio endocrinologo.

Gazie.

[#1]  
Dr. Salvo Catania

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Gentile utente, Stia TRANQUILLA......!!!!!
nella Sua storia cui fa cenno, ci sono solo alcuni fattori di rischio
( Menarca a 11 anni) e ne mancano altri ancora più significativi
(esempio familiarità).
Più che accentrare l'attenzione sulla iperprolattinemia, di grado lieve, se vuole andare a fondo nel campo dei fattori di rischio personali del carcinoma mammario approfondirei il problema endocrinologico su altro versante poichè riferisce alcuni sintomi esempio irsutismo e sovrappeso, che meritano ulteriori indagini.
Naturalmente, in considerazione della Sua età , senza alcuna fretta.
Spero di rendere semplice un problema molto complesso (sarò costretto -non ci sono alternative- ad utilizzare termini tecnici): SE VUOLE PASSI PURE ALLE CONCLUSIONI !!
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Dopo innumerevoli controversie e risultati contrastanti, un gran numero di teorie si sono succedute e variamente intrecciate finendo per implicare alternativamente in un meccanismo di rischio o di protezione buona parte dei metaboliti conosciuti degli STEROIDI SESSUALI, oltre a vari ormoni ipofisari, l'INSULINA, il PEPTIDE C,
e altri fattori.
E' stato solo con lo sviluppo di grandi studi prospettici con banca biologica, a cui decine di migliaia di donne sane hanno contribuito fornendo a queste banche biologiche campioni di sangue e di urine, che si è potuto stabilire che esiste una chiara relazione tra i livelli sierici e la biodisponibilità degli ormoni sessuali e la successiva comparsa del carcinoma mammario.
Allo stato quindi delle conoscenze attuali sappiamo che dopo la menopausa sono più a rischio le donne con elevate concentrazioni di TESTOSTERONE, basse concentrazioni di SHBG e di conseguenza ALTI LIVELLI DI ESTRADIOLO libero.
Ulteriori studi hanno dimostrato che una aumentata attività androgenica sia un fattore di rischio non solo in menopausa ma anche in età più giovane.
Le cause della frequente condizione iperandrogenica delle donne occidentali sono multiple rispetto ad esempio a quelle orientali, ma si stanno accumulando molti indizi che un determinante importante sia l'IPERINSULINEMIA CRONICA, che da un lato promuove la produzione ovarica di androgeni e dall'altro aumenta la disponibilità di androgeni ed estrogeni liberi-
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Troppo difficile ?

Lo sapevo...poteva risparmiarsi di leggere !

Le devo però delle CONCLUSIONI CHIARE :

>>>>>>>>>....Stia più attenta al sovrappeso.....che alla prolattina !!

Cordiali saluti
Salvo Catania
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Salvo Catania, MD
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[#2]  
Dr. Giovanni Ragozzino

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Gentile Utente,

la Sua iperprolattinemia, mi scusi per la franchezza, non meritava "l'onore" di uno studio con RMN della ipofisi (oltretutto in assenza di mezzo di contrasto è una spesa inutile) ma piuttosto, come riportato dal Collega Catania, focalizzare lo studio endocrino sull'irsutismo e l'eventuale iperandrogenismo. La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) è probabilmente la Sua condizione clinica (ricordo che la presenza di ovaio policistico non è indispensabile per la diagnosi che va confermata con eco transvaginale) mentre lo sono l'esistenza di iperandrogenismo (valuti testosterone libero, androstenedione e DHEA-S), ipo-anovulazione (dosaggio progesterone tra il 20 - 24 gg), acne e/alopecia androgenetica. Di supporto è il reperto di obesità con iperinsulinemia.

Saluti

[#3] dopo  
Utente 290XXX

Gentili dottori,

ringrazio entrambi per le risposte chiare e dettagliate. In base alle informazioni fornite aggiungo altri dettagli che rendeanno più completo il quadro.

Al momento della casuale scoperta dell'iperprolattinemia in effetti si presentò un certo grado di iperandrogenismo con un valore del DHEA-S lievemente alterato, peraltro unico valore oltre alla prolattina fuori norma, che nel corso di questi 3 anni è rientrato perfettamente nei limiti. In ogni caso l'endocrinologo fu molto scrupoloso e mi fece un prelievo seriato previa assunzione di corticosteriodi e dopo stimolazione con un altro ormone.. Mi spiace non essere più chiara ma spero mi capirete.. mi spiegò che serviva per valutare se questo squilibrio era dato dalla corteccia surrenale o dall'ovaio.. I surreni erano apposto! Il testosterone libero si è presentato sempre entro i valori ma altrattanto costantemente ai limiti superiori del range. L'insulino-resistenza è stata valutata ed è risultata sempre negativa.
Alla fine concluse che la RMN, fatta comunque per eccesso di zelo, non rilevava nulla anche se il mezzo di contrasto poteva falsare i risultati ma poi aggiunse che l'alterazione della prolattina non era tale da sospettare un prolattinoma. Concluse che la sintomatologia era da attribuire da una PCOS, anche se non capii allora che il riscontro ecografico non era necessario! Però mi sconsiglio la pillola, a suo parere non necessaria per i livelli riportati.
Infatti il DHEA-S reintrò naturalmente l'anno dopo senza terapia. Anche lui mi prescrisse come cura il dimagrimento che, aimè, non sono riuscita ad ottenre anzi! La situazione è peggiorata l'anno scorso quando disperata per l'acne mi sono lasciata convincere dalla dermatologa a fare una cura ormonale (etinilestradiolo + ciproterone acetato secondo uno schema sequenziale mi pare), eseguita per 9 mesi. L'acne era migliorata (non scomparsa) ma nonostante mi disse che era una cura leggerissima, il gonfiore e i kg in più presi e il timore di varie ricerche tipo quelle citate nella richiesta, mi hanno fatto decidere per l'interruzione. A 8 mesi dall'interruzione sono riuscita a perdere quei 4 kg accumulati e sono ancora in discesa per perdere gli altri 6 che mi farebbero rientrare nei limiti del normopeso.

Per quanto riguarda il rischio oncologico, di cui il Dott. Catania ha ampiamente parlato (non si preoccupi, leggo volentieri di medicina e più o meno ho capito anche la parte tecnica) ho compreso che cmq presento fattori di rischio provati, come il menarca precoce, aggiungo il fumo anche se incostante e non eccessivo, a questo punto il sovrappeso e mi pare di capire anche una sorta di iperandrogenismo anche se in una forma diciamo non conclamata a livello di esami clinici ma sintomatica! (Mi corregga se sbaglio).

Come ha confermato anche lei Dott. Ragozzino, mi pare di capire che la prescrizione del mio endocrinologo dalla quale fui quasi delusa dopo tutta quella serie di esami - "dimagrisca e poi vedremo".. mi sembrava quasi una presa in giro, una conclusione superficiale! - è ciò che nella mia situazione mi farebbe più bene..

Devo concludere che presento in ogni caso i sintomi della PCOS e delli'iperandrogenismo anche se i valori del DHEA-S è tornato normale e quello dell testosterone è comunque al massimo consentito.. Quindi posso sperare che il dimagrimento oltre a migliorare il fattore di rischio oncologico basti a far sparire da solo i miei problemi di acne, peluria e gonfiore.. visto che nemmeno una cura ormonale mi ha dato risultati soddisfacenti?

Grazie ancora per la disponibilità e la chiarezza.

[#4]  
Dr. Giovanni Ragozzino

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Gentile Utente,

la risposta è perentoria e stringata: SI! Dimagrisca.

[#5]  
Dr. Salvo Catania

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Ovviamente SI.
Non solo con la dieta , ma soprattutto incrementando l'ATTIVITA' FISICA che oltre ad interferire positivamente sul peso , è ritenuta in grado, in tre studi prospettici su quattro, di dare una significativa protezione dell'ordine del 50 % nei confronti del carcinoma della mammella premenopausale.
Particolarmente efficace sarebbe l'attività sportiva in età adolescenziale .
Se ciò non è accaduto in età adolescenziale, molti altri studi suggeriscono una protezione significativa per un esercizio ricreativo di circa mezz'ora al giorno.
Per Lei che è appassionata di dettagli tecnici e ha dimostrato ( complimenti !) di interpretarli correttamente, aggiungo che il meccanismo dipenderebbe da una ridotta produzione di ormoni sessuali (conseguente ad un aumento di endorfine ed alla conseguente
riduzione della pulsatilità del GnRH ) e da più alti livelli di SHBG.
Cordiali saluti
Salvo Catania
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Salvo Catania, MD
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www.senosalvo.com

[#6] dopo  
Utente 290XXX

Ringrazio vivamente per la disponibilità nel chiarirmi le idee e posso considerare terminato qui il consulto con grande soddisfazione.. Mi è venuto un piccolo dubbio sull'IPERINSULINEMIA che sarò contentissima se vorrete sciogliere ma, avendo già beneficiato della vostra attenzione, lo considero veramente un superfluo dippiù.

Io ho riferito di non aver riscontrato insulino-resistenza, sulla base, in un paio di prelievi, di normali valori di glicemia ed insulina. Bastano questi due valori "basali" ad escluderla o è invece necessaria la curva di carico dell'insulina, che potrebbe dare riscontri diversi? Esistono altri metodi ancora per rilevarla? Non riesco proprio a ricordare se fu un esame effettuato durante i controlli endocrinologici di 3 anni fa!

Grazie ancora e buon lavoro

[#7]  
Dr. Salvo Catania

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Lascio spazio alle risposte dei colleghi endocrinologi mentre dal mio punto di vista potrei aggiungere , e questo può riassumere quanto nei dettagli abbiamo scritto sin qui, che lo stile nutrizionale che favorisce lo sviluppo di resistenza insulinica è proprio quello delle società industriali occidentali : scarsa attività fisica, sovrappeso ( specie con distribuzione di tipo androide- cioè addominale- del grasso), elevato consumo di grassi (specie saturi) ed alimenti ad alto indice glicemico, cioè ricchi di carboidrati e poveri di fibre.
L'amico Berrino di Milano ha recentemente mostrato con uno studio sperimentale, che sostituendo la dieta occidentale tipica dell'Italia settentrionale con una mista mediterranea tradizionale e macrobiotica, è possibile modificare significativamente il quadro ormonale ad alto rischio di carcinoma mammario determinato dalla iperinsulinemia cronica.
Cordiali saluti
Salvo Catania
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[#8]  
Dr. Giovanni Ragozzino

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Gentile Utente,

lo studio dell'iperinsulnemia si avvale nella pratica clinica del dosaggio basale di insulinemia e c-peptide in primis (particolarmente del c-peptide per ragioni cataboliche) e successivamente della curva da carico orale di glucosio con dosaggio ai diversi tempi di glicemia, insulinemia e c-peptide. Premessa indispensabile alla prescrizione è l'inquadramento fenotipico dell'eccesso ponderale se presente e delle patologie metaboliche organo-specifiche.

Saluti