Utente 473XXX
Gentili Dottori,
ringraziando anticipatamente per il servizio che prestate, vorrei sottoporvi il mio caso di Tiroidite.
Ho 34 anni e nel 2015, al 4 mese di gravidanza, scopro con le analisi di controllo, di aver un ipertiroidismo subclinico (Tsh a 0, ma ormoni tiroidei nella norma). Durante la gravidanza, che è trascorsa regolare e senza alcun problema, ho controllato tutti i mesi la tiroide che rimane stabile in un ipertiroidismo subclinico fino al 7 mese di gravidanza. I valori del tsh ricominciano leggermente a salire fino ad arrivare a 1,00 non appena partorito. In gravidanza gli anticorpi TPO erano elevati con valore di 270 (v.r. 0,00 – 35,00) e il dosaggio della Tireoglobulina nella norma.
Trascorsi 5 mesi dal parto inizio a non sentirmi bene, sempre stanchissima e sonnolenta; ripeto le analisi della tiroide e scopro ahimè di avere un tsh a 24,00 (v.r. 0,55-4,780). Secondo l’endocrinologo che mi ha in cura era tutto nella norma e aveva previsto che sarei diventata ipotiroidea una volta partorito.
Diagnosi: tiroidite di Hashimoto.
Inizio la terapia con Eutirox che va bene fino a pochi mesi fa quando scopro di avere di nuovo il tsh a 0 e gli ormoni tiroidei nella norma. Sospendo la cura con Eutirox e faccio gli esami per vedere se sono positiva agli anticorpi antirecettore del TSH.
Anticorpi Trab Positivi con valore di 3,60 (v. r. positivo > 1,51). L’ecografia tiroidea mostra una tiroide di dimensioni leggermente aumentate. Non sono presenti noduli.
Non ho intrapreso nessuna cura per ipertiroidismo poiché subclinico e io mi sentivo bene. Ripeto il tsh e ormoni tiroidei ieri, a distanza di 2 mesi, e i valori sono rientrati nella norma (tsh a 2,22).
Il mio endocrinologo mi ha parlato di una “forma non frequente” in cui all’inizio della tiroidite di Hashimoto è possibile avere passaggi da ipo a iper e nel momento in cui mi trovo in iper sono presenti gli anticorpi anti recettore del Tsh. L'endocrinologo conferma quindi tiroidite di Hashimoto
Le mia domande sono: dopo due anni dalla scoperta della tiroidite ancora si parla di malattia allo “stato iniziale”?
Può essere valida la diagnosi del mio endocrinologo oppure potrebbe trattarsi di altro?
Mi devo aspettare per il futuro passaggi da ipo a iper oppure a breve potrebbe stabilizzarsi in ipotiroidismo?
Non so se può esservi di aiuto, ma in famiglia ci sono casi di tiroidite di Hashimoto, mia nonna e zia materne.
Saluti

[#1] dopo  
Dr. Sergio Di Martino

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Nell'ambito delle tireopatie autoimmuni, e' possibile, per quanto non frequentissimo, un viraggio funzionale, tra eu, ipo e iperfunzione, anche a distanza di tempo.
Il comune denominatore e' l'autoimmnunita', generalmente cronica.
Come endocrinologi, noi seguiamo e gestiamo le possibili evoluzioni funzionali, mettendo nel conto che vi possano essere anche delle oscillazioni in tal senso.
Concetto che dovrebbe essere recepito bene anche dai pazienti, che spesso ritengono che una volta iniziata la terapia, questa resta invariata nel tempo, evitando non di rado, di sottoporsi agli opportuni controlli periodici, clinici, laboratoristici e strumentali.
Dr. Sergio Di Martino
Specialista in Endocrinologia
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[#2] dopo  
Utente 473XXX

Gentile dottore,grazie mille per la risposta e auguri di buone feste! Diciamo che da quando ho scoperto di soffrire tiroidite autoimmune sono costantemente sotto controllo e eseguo le analisi e ecografie alla tiroide come consigliato dal mio dottore. L’unica cosa che mi crea un po’ di ansia non è tanto il passaggio da iper a ipo che è possibile “controllare” ,ma piuttosto il fatto che il mio endocrinologo mi avesse prospettato l’asportazione della tiroide o lo iodio radioattivo qualora questi passaggi da iper a ipo fossero repentini e frequenti. Vedremo che cosa ne sarà. Per ora mi godo la fase momentanea di eutiroidismo. Grazie mille

[#3] dopo  
Dr. Sergio Di Martino

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Perfetto, il Suo, mi sembra un modo saggio di affrontare la problematica.
Al momento si goda lo stato di eutiroididmo e continui come sino ad oggi fatto, ad effettuare i periodici controllo.
Ricambio gli auguri di buone feste.
Dr. Sergio Di Martino
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