Ansia, depressione e nodo in gola: come diagnosticare e gestire i sintomi persistenti?
Buongiorno.
Mi scuso anticipatamente se sarò prolissa e ringrazio chi mi ascolterà.
Ho 24 anni.
8 anni fa per la prima volta ho sperimentato i sintomi dell'ansia.
Nel mio caso, avevo costantemente paura di vomitare in pubblico perché l'ansia mi causava i conati.
I miei si rivolsero a una psicologa perché ci furono settimane in cui, appena sveglia, rimettevo succhi gastrici.
Il sintomo è molto migliorato con una graduale esposizione a quelle circostanze sociali difficili, che mi facevano ansia e paura.
Due anni fa ho invece vissuto un periodo molto difficile, caratterizzato da tratti fortemente depressivi.
Abbassamento dell'umore e delle energie, stanchezza costante, pensieri autosabotanti ecc ecc.
Lì ho provato un nuovo sintomo mai sentito: il nodo in gola.
Ho effettuato quindi una gastroscopia che ha evidenziato esofagite da reflusso, cardias beante e piccola ernia iatale.
Ammetto di non aver mai seguito la terapia indicata dal dottore poiché contestualmente in cura farmacologica per la depressione avevo notato sostanziali miglioramenti.
Fino a un mese fa.
A dicembre 2025 il sintomo è tornato più aggressivo di prima, e ora è da circa due settimane che sento un'ostruzione costante, soprattutto in presenza di consistenze e cibi complessi.
Ho provato una terapia di IPP sotto consiglio di un gastroenterologo ma non ho riscontrato alcun miglioramento (il mio bruciore è alla gola più che allo stomaco, specie la sera).
Mi dà sollievo solo la xamamina prima di dormire.
Ho fatto un'rx con bario per escludere cause strutturali e ricordarmi che il bolo scende ed è negativa - pertanto il canale è aperto, il transito regolare e non risultano ernie iatali.
Non mi sento in un periodo paragonabile a quello di due anni fa, non riesco dunque a discernere la natura dei sintomi e mi sembra che ogni approfondimento non sia mai abbastanza.
Come dovrei procedere?
Mi scuso anticipatamente se sarò prolissa e ringrazio chi mi ascolterà.
Ho 24 anni.
8 anni fa per la prima volta ho sperimentato i sintomi dell'ansia.
Nel mio caso, avevo costantemente paura di vomitare in pubblico perché l'ansia mi causava i conati.
I miei si rivolsero a una psicologa perché ci furono settimane in cui, appena sveglia, rimettevo succhi gastrici.
Il sintomo è molto migliorato con una graduale esposizione a quelle circostanze sociali difficili, che mi facevano ansia e paura.
Due anni fa ho invece vissuto un periodo molto difficile, caratterizzato da tratti fortemente depressivi.
Abbassamento dell'umore e delle energie, stanchezza costante, pensieri autosabotanti ecc ecc.
Lì ho provato un nuovo sintomo mai sentito: il nodo in gola.
Ho effettuato quindi una gastroscopia che ha evidenziato esofagite da reflusso, cardias beante e piccola ernia iatale.
Ammetto di non aver mai seguito la terapia indicata dal dottore poiché contestualmente in cura farmacologica per la depressione avevo notato sostanziali miglioramenti.
Fino a un mese fa.
A dicembre 2025 il sintomo è tornato più aggressivo di prima, e ora è da circa due settimane che sento un'ostruzione costante, soprattutto in presenza di consistenze e cibi complessi.
Ho provato una terapia di IPP sotto consiglio di un gastroenterologo ma non ho riscontrato alcun miglioramento (il mio bruciore è alla gola più che allo stomaco, specie la sera).
Mi dà sollievo solo la xamamina prima di dormire.
Ho fatto un'rx con bario per escludere cause strutturali e ricordarmi che il bolo scende ed è negativa - pertanto il canale è aperto, il transito regolare e non risultano ernie iatali.
Non mi sento in un periodo paragonabile a quello di due anni fa, non riesco dunque a discernere la natura dei sintomi e mi sembra che ogni approfondimento non sia mai abbastanza.
Come dovrei procedere?
La sintomatologia descritta (nodo in gola) può rientrare tra le manifestazioni atipiche di reflusso gastroesofageo ed essere "amplificata" dalla sottostante situazione psicologica.
Considerando la inefficacia di PPI può risultare utile l'assunzione per 1-2 mesi di agenti protettivi della mucosa (alginato + acido ialuronico) in gel a dosaggio pieno (dopo pranzo e la sera prima di andare a letto) unite all'assunzione di corretta posizione di riposo notturno antireflusso che si ottiene sollevando la testata del letto di 15-20 cm, non con cuscini, ma ponendo un rialzo sotto i piedini della rete del letto (dal lato testa) in modo da realizzare un piano inclinato unico.
Allego per completezza l'articolo presente sul sito
https://www.medicitalia.it/minforma/gastroenterologia-e-endoscopia-digestiva/1006-manifestazioni-atipiche-della-malattia-da-reflusso-esofageo-mrge.html
Considerando la inefficacia di PPI può risultare utile l'assunzione per 1-2 mesi di agenti protettivi della mucosa (alginato + acido ialuronico) in gel a dosaggio pieno (dopo pranzo e la sera prima di andare a letto) unite all'assunzione di corretta posizione di riposo notturno antireflusso che si ottiene sollevando la testata del letto di 15-20 cm, non con cuscini, ma ponendo un rialzo sotto i piedini della rete del letto (dal lato testa) in modo da realizzare un piano inclinato unico.
Allego per completezza l'articolo presente sul sito
https://www.medicitalia.it/minforma/gastroenterologia-e-endoscopia-digestiva/1006-manifestazioni-atipiche-della-malattia-da-reflusso-esofageo-mrge.html
Alessandro Scuotto, MD, PhD.
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 300 visite dal 20/01/2026.
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