Utente 331XXX
Salve a tutti e grazie anticipatamente, sono una ragazza di 21 anni, da circa 4 mesi ho scoperto di avere l'ernia iatale da scivolamento dopo essere stata in ospedale per dolori e fastidi addominali, allo stomaco e alla gola sono andata da un gastroenterologo che con una gastroscopia mi ha detto questo.
Io sarei intenzionata a toglierla perchè mi provoca fastidi e dolori che mi impediscono la mia normale quotidianeità, però tutti i dottori che ho consultato mi dicono cose diverse, ad esempio mi hanno detto che è stato scoperto che dopo l'operazione alcuni pazienti hanno avuto un tumore proprio per quel motivo, poi mi hanno detto che dopo l'operazione era difficile eruttare quindi si provocavano altri problemi e che anche dopo l'operazione molte persone continuavano a fare la cura, altri mi dicono che si può fare semplicemente, quindi dov'è la verità?
In tutto ciò sono in cura da 45 giorni con il pantoprazolo da 40 mg senza avere i risultati sperati perchè continuo ad avere il peso alla gola e all'addome, sensazione di vuoto, dolore alla bocca dello stomaco, dolore alla schiena e difficoltà ad andare di corpo perciò io non so più che fare, so solo che sto soffrendo molto, anche in questi giorni natalizi non sono riuscita a godermi a pieno le festività, avendo aggiunto anche il gaviscon advance sciroppo non è migliorato nè cambiato niente.
Per questi motivi aspetto ansiosa una vostra risposta. grazie

[#1]  
Dr. Roberto Rossi

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Non è possibile dare un consiglio corretto solo in base a ciò che descrive. L'intervento di correzione per l'ernia iatale deve comunque essere eseguito solo quando falliscono le terapie conservative . Molto importante come primo approccio correggere eventuali comportamento e abitudini di vita non adeguate. Eliminazione di alcool e fumo se presenti. Intraprendere una attivita fisica regolare ecc. Deve pertanto affidarsi alle cure di un gastroenterologo .
Dr. Roberto Rossi

[#2]  
Dr. Felice Cosentino

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Non si faccia prendere dal panico. Come le ha già detto il collega Rossi non si può pensare alla chirurgia senza aver preso le normali musure per correggere il reflusso. Nel suo caso è probabile ci sia anche un difficoltato svuotamento gastrico che deve essere corretto. Inoltre traspare uno stato ansiogeno che può accentuare i sintomi. Segua i suggeriementi del gastroenterologo e, per darle un supporto, le indico due articoli d'interesse:

>> Come alimentarsi nel reflusso <<

https://www.medicitalia.it/minforma/scienza-dell-alimentazione/787-il-reflusso-gastro-esofageo-a-tavola.html

>> Terapia medica o chirurgica del reflusso ? <<

https://www.medicitalia.it/minforma/chirurgia-dell-apparato-digerente/954-reflusso-gastroesofageo-terapia-medica-o-chirurgica.html



Un cordiale saluto
Dr Felice Cosentino, Clinica La Madonnina - Milano
Gastroenterologia/Endoscopia, Centro per la Disbiosi intestinale.
www.endoscopiadigestiva.it

[#3] dopo  
Utente 331XXX

Grazie mille per le risposte, effettivamente sono una persona ansiosa ma il punto è che sto soffrendo ininterrottamente da quasi 5 mesi, non riesco a svolgere le mie normali attività e vorrei trovare una soluzione a tutto ciò senza prendere medicinali per tutta la mia vita.
Inoltre volevo chiedere quale attività fisica può aiutare? E poi più o meno in generale quali erano i vantaggi e gli svantaggi dell'operazione.
Grazie, a presto
Distinti saluti

[#4]  
Dr. Felice Cosentino

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Precisiamo.

I sintomi che lei ha elencato sono solo in parte giustificati dal reflusso. Ci sono, infatti, associati disturbi da difficoltato svuotamento gastrico e da colon irritabile. Ecco per cui i sintomi non si sono risolti completamente. Per questo deve essere adeguatamente seguita da un gastroenterologo.

Vantaggi e svantaggi della chirurgica ? Forse sarebbe corretto parlare di corretta indicazione alla terapia chirurgica e per questo la rinvio al mio articolo che le ho indicato nel precedente consulto.

Ad ogni modo la chirurgia non provoca il cancro, mentre potrebbe avere effetti indesiderati nel 10-15 % dei casi: dal fallimento dell'intervento, alla disfagia, alla difficoltà di eruttare, alla necessità di continuare la terapia, anche se in dose ridotta.

Cordiali saluti

Dr Felice Cosentino, Clinica La Madonnina - Milano
Gastroenterologia/Endoscopia, Centro per la Disbiosi intestinale.
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