Utente 499XXX
Buongiorno,
ho sempre sofferto di gastrite. Sono sempre riuscito a curarla bene con 2 ciclo l'anno di terapia (a base di soliti inibitori). Da circa 1 anno e mezzo i miei problemi sono divenuti ricorrenti. Ho deciso di sottopormi dopo 18 anni ad una nuova gastroscopia di controllo. L'esame è stato eseguito in maniera molto frettolosa (circa 1 minuto). Durante l'esame il medico calava la sonda nello stomaco noncurante dei miei forti conati. Esito esofagite, HP negativo. Per 36 ore non ho avuto problemi ma successivamente ho iniziato ad avvertire sintomi mai avuti. Costante languore (senso di vuoto) alla bocca di stomaco, lieve bruciore all'addome in fase di digestione, notevole gonfiore dopo i pasti (anche leggeri) e fastidio se mi corico sul lato destro (problemi che non ho mai avuto in passato). Sono ormai 3 settimane che seguo la terapia prescritta (inibitore, procinetico e gel) ma i sintomi non tendono a passare (quando prima già alla seconda pastiglia iniziavo a stare bene). Sicuramente la lieve colite derivante dallo stato di agitazione ha peggiorato il quadro clinico ma pensate che una gastroscopia fatta nel modo descritto possa aver arrecato danni permanenti allo stomaco (esempio danneggiamento cardias, pirolo o altro)? Magari i forti conati hanno creato un'opposizione alla sonda che conseguentemente può aver lesionato qualcosa? Si può ipotizzare un'infezione? So che è difficile pretendere che un medico critichi un altro medico ma credo nella vostra professionalità. Grazie

[#1] dopo  
Dr. Felice Cosentino

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Non è questione di difendere o meno un collega ma gli effetti collaterali di una gastroscopia si hanno immediatamente o nelle ore successive ma non dopo giorni. Il rischio d'infezione inoltre viene oggi annullato dalla procedura di disinfezione della strumentazione endoscopica. Per cui la sua sintomatologia non è da collegare alla gastroscopia.


Cordialmente
Primario di Gastroenterologia ed Endoscopia, Osp. San Giuseppe - Milano
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[#2] dopo  
Utente 499XXX

Grazie per la risposta. L'evidenza dei sintomi è sorta il dopo 1 giorno e non dopo giorni. Il giorno stesso inoltre si è un po' presi dall'esame fatto e si fanno passare in secondo piano alcune sintomatologie. Circa la procedura di disinfezione prevista non sappiamo se sia stata applicata. Pertanto le chiedo cortesemente se
- i miei sintomi potrebbero essere tra quelli previsti, in via puramente teorica, per un'infezione del tratto gastro digerente.
- Inoltre, esclusi i casi rari di perforazioni, la gastroscopia, può in generale danneggiare le valvole cardias e pirolo o arrecare altri danni di un certo rilievo?
Si continua a ribadire l'innocuità di tale esame ma sulla rete ci si imbatte in numerosi casi di pazienti con i miei stessi sintomi post esame. Solo somatizzazioni?

Grazie in anticipo per l'eventuale prossima risposta

[#3] dopo  
Dr. Felice Cosentino

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Oggi i centri di endoscopia hanno procedure di disinfezione standardizzate altrimenti non potrebbero esercitare e la gastroscopia non può creare altre problematiche (come quelle da lei segnalate) oltre alla perforazione.
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[#4] dopo  
Utente 499XXX

Sarà dottore ma la correlazione mi sembra evidente e non contestabile. Sono passato da un problema assolutamente gestibile ( e sempre gestito) ad un altro che mi sta invalidando e non poco. Da quel giorno sono passate 4 settimane senza alcun miglioramento. In questo lasso di tempo anche un ulcera sarebbe guarita. Oggi ho uno stomaco che non "funziona" bene con sintomi mai avuti.

[#5] dopo  
Utente 499XXX

Solo per aggiornarvi che, senza alcuna intolleranza rilevata, ho perso da quel giorno 4 kg in 2 mesi. Ennesimo consulto martedì prossimo

[#6] dopo  
Dr. Felice Cosentino

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Ok, ci aggiorni su consulto.
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[#7] dopo  
Utente 499XXX

Dopo ennesima visita specialistica, la diagnosi fatta da questo dottore, primario di un ospedale della mia zona, è di esame endoscopico fatto non rispettando le norme igieniche previste per questo tipo di esame. Escludendo lesioni causate dalla sonda, l'esame eseguito in questo modo può aver introdotto agenti patogeni o batteri che hanno alterato la flora batterica dell'intestino con relativa infiammazione del nervo vago. Quindi una correlazione tra i miei problemi e l'esame eseguito c'è!!! Dopo 10 gg di terapia inizio a stare meglio ma in quei giorni in cui ho dei gonfiori all'intestino avverto un bruciore al petto che, visto l'utilizzo ormai da mesi di gastro protettori, non può essere riferito a reflusso esofageo. Non riesco a capire questa relazione tra gonfiore intestinale e bruciore al petto e in parte lateralmente all'altezza delle costole.

[#8] dopo  
Dr. Felice Cosentino

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Originale interpretazione del collega.
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[#9] dopo  
Utente 499XXX

Credo di non spiegarmi. Non può essere corretta l'originale interpretazione del suo collega perchè ribadisco che questi sintomi fino al giorno dell'esame non sono mai stati da me avvertiti e non sono tuttora giustificati dopo 3 mesi di inibitori. Ma ho l'impressione che si debba per forza dire che l'endoscopista abbia fatto le cose per bene.

[#10] dopo  
Dr. Felice Cosentino

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Ho scritto un libro sulle complicanze in endoscopia e non ho mai riscontrato in letteratura effetti post-endoscopia da lei menzionati.

Poi ognuno può dare una propria interpretazione.
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[#11] dopo  
Utente 499XXX

Comprerò sicuramente il suo libro