Utente 486XXX
Gentili dottori,
da due mesi soffro di bruciore avvertito a livello dello sterno, nausea ed eccessiva eruttazione.
Ottenuta gastroscopia dopo un mese dai primi sintomi, mi è stata diagnosticata un'esofagite da reflusso di grado A e incontinenza caridale.
Il referto riportava anche piccole erosioni in sede sovracardiale e cavità gastrica rivestita da mucosa lievemente iperemica ed edematosa (deduco si tratti di una leggera gastrite, correggetemi se mi sbaglio).

Il gastroenterologo della sede ospedaliera mi ha prescritto pantoprazolo al mattino da 40 mg e gaviscon dopo i pasti e prima di coricarmi.

Ad oggi, dopo quasi due settimane di terapia, il bruciore è sparito, l'eruttazione continua in maniera più o meno frequente, ma quel che più mi sorprende è che dopo qualche giorno di terapia ho cominciato ad avvertire la sensazione di avere un corpo estraneo alla bocca della gola, come se ci fosse qualcosa che non scende giù.
Non ho, comunque, problemi a deglutire o non sento il passaggio di cibo difficoltoso ma certamente è una sensazione poco gradevole e che avverto con intensità sempre diversa, a volte più accentuata, a volte quasi del tutto svanita, ma comunque sempre presente.

Ho potuto consultare lo stesso gastroenterologo telefonicamente che mi ha detto di continuare la terapia prescritta ed eventualmente prolungarla per un secondo mese e mi ha spiegato che la sensazione di nodo alla bocca dello stomaco altro non è che un sintomo dell'esofagite e delle lesioni dell'esofago che, eroso dai succhi gastrici, ora si contrae provocandomi questa sensazione.

Mi ha assicurato che proseguendo la terapia, svanirà anche questo sintomo, che tuttavia prima non avvertivo con questa costanza.
Non so se fidarmi o consultare immediatamente un altro gastroenterologo prima dello scadere del mese, anche se, sotto le feste, potete immaginare che non sia facile ottenere un appuntamento imminente e dunque la domanda è: credete la spiegazione datami sia plausibile?
La terapia corretta?
Il sintomo di corpo estraneo dovrebbe andar via da sè con la terapia?
Ho sentito di molte persone che al posto del pantoprazolo assumono l'omeoprazolo o esomeprazolo, che sono tutti inibitori di pompa, ma allora qual è la vera differenza?
Ve n'è forse uno più indicato di altri in base alla sintomatologia?
Grazie per i chiarimenti che vorrete darmi, buona serata e buone feste!

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Dr. Felice Cosentino

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Ha ragione il gastroenterologo. Deve continuare la terapia per un lungo periodo e il sintomo alla gola sparirà. Non vi è differenza significativa fra i vari IPP

Cordialmente
Dr Felice Cosentino, Clinica La Madonnina - Milano
Gastroenterologia/Endoscopia, Centro per la Disbiosi intestinale.
www.endoscopiadigestiva.it