Utente
Gentilissimo dottore, sono una donna di 29 anni alla prima gravidanza.
Scrivo per chiedere delucidazioni in merito alla Flussimetria Doppler III Trimestre eseguita in data 29/08 alla W 31+3 (datata ecograficamente poichè non ricordo il giorno dell'UM, stimata intorno al 21/01/2011).

SITUAZIONE
BCF: +
LA: normale
DBP: 8.08 cm
Circ. Cefal.: 29.3 cm
Femore: 6.16 cm
DTC: 4.08 cm
Circ. Add.: 25.7 cm
Omero: 5.41 cm
Presentazione: Est. cef. in basso
MAF: Presenti
Placenta: Posteriore I° grado
Arteria ombelicale Pulsatilly Index (PI): 1.27 (95%ile)
Arteria Cerebrale media Pulsatilly Index (PI): 2.07

Commento:
Valutazione morfologica non eseguibile per epoca avanzata di gestazione.
La velocimetria doppler sull'arteria cerebrale fetale mostra valori normali per l'epoca.
Biometria fetale compatibile con l'epoca.
In riferimento al valore riscontrato sull'arteria ombelicale si consiglia controllo flussimetrico fra due settimane.

Stima del peso fetale: kg 1.650
Lunghezza: 43.1

Il medico mi ha rassicurata dicendomi che può trattarsi di un evento occasionale ma che comunque dovrò ripetere l'indagine tra un paio di settimane e mi ha rimandata a un consulto della mia ginecoloca la quale, sentito l'esito della visita, mi ha prescritto una compressa di Clarema 120 mg al giorno per favorire il defluire del flusso e rinviata a visita ilprossimo 9 settembre.

Premesso che fino a ieri il quadro clinico, mio e della bambina, è risultato assolutamente nella norma, volevo sapere da cosa potrebbe dipendere questa situazione (può essere "aggravata" da una vita stancante e stressante?), quali le cause (è possibile ci siano problemi di natura genetica o cromosica pur non riscontrando fino ad ora una diagnosi di ritardo di crescita?)? può essere una situazione reversibile e a cosa andiamo in contro la mia bambina e io nel caso in cui la curva di accrescimento fetale dovesse subire rallentamenti nelle prossime settimane?

Le chiedo inoltre se la datazione fatta nel primo trimestre può essere considerato un dato veritiero: non ricordo purtroppo la data dell'UM e il fatto che potenzialmente la bambina possa essere "più grande di età" e quindi fuori range rispetto ai parametri per l'epoca gestazionale considerata all'epoca della flussimetria, mi procura maggiori ansie.

Con la speranza di ricevere un feedback in merito la ringrazio per il servizio che rende e la saluto cordialmente.

[#1]  
Prof. Ivanoe Santoro

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
16% attualità
16% socialità
MERCATO SAN SEVERINO (SA)
SOLOFRA (AV)
FIRENZE (FI)

Rank MI+ 80
Iscritto dal 2007
Le biometrie riportate sono comprese tutte fra il 10° ed il 90° percentile per l'epoca di gravidanza riportata, pertanto sono del tutto normali.
La stima dell'epoca di gestazione a 31 settimane è gravata da un errore standard di circa 3 settimane per ogni singolo parametro oltre che per una valutazione combinata (formula di Hadlock).
Circa il dato dell'indice di pulsatilità dell'arteria ombelicale è al 95° percentile per l'epoca ma, di fatto, questo indice può essere relazionato ad una serie di fattori che esulano dall'effettivo suo utilizzo clinico, per cui, almeno nella mia particolare esperienz,a è importante il dato che sia sempre inferiore a quello registrato nel tratto M2 dell'arteria cerebrale media e che i flussi venosi siano trifasici senza segni doppler di rigurgito.
Il dato dell'indice di pulsatilità può essere variabile in funzione della frequenza cardiaca fetale, di un eventuale stato anemico materno, di stati febbrili, della concentrazione relativa delle proteine sieriche materne, della relazione col pasto ecc.ecc.
Per questi motivi non mi affido più, personalmente, alla valutazione stretta dell'indice di pulsatilità ombelicale se non col confronto relativo a quello dell'arteria cerebrale media, che qui appare nella norma.
Uno stato di insufficienza placentare è denunciato da "spots" di colore in arteria cerebrale media e nel rigurgito di alcuni vasi venosi, in maniera molto più specifica, sensibile ed affidabile.
Non pensi, quidni, ad ipotesi fantasiose e si goda questa gravidanza, eseguendo i monitoraggi che restano senza patemi d'animo di sorta.

Cordialmente.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
Spec.Ostetrico/Ginecologo
Resp. UOS di P.S.OST/GIN e Med.Perinatale Ospedale di Solofra(AV) Prof. Anatomia Umana Univ. Napoli

[#2] dopo  
Utente
Gentilissimo dottore,
nell'attesa di ritornare a visita dalla dottoressa che mi segue, mi ha molto tranquillizzato la sua risposta.

Solo qualche delucidazione: quando scrive "è importante il dato che sia sempre inferiore a quello registrato nel tratto M2 dell'arteria cerebrale media e che i flussi venosi siano trifasici senza segni doppler di rigurgito" si riferiscono proprio al valore riscontrato dall'ecografo "Arteria Cerebrale media Pulsatilly Index (PI): 2.07".

Inoltre, il fatto che l'indice di pulsatilità sia variabile, può essere influenzato anche da una perdita di peso (al ritorno dalle vacanze dove, pur avendo fatto molto più movimento del solito "per ovvi motivi" ho mangiato "meno bene" del solito, ho ripreso il consueto regime alimentare e mi sembra di aver perso peso) e da uno stato di stanchezza/stress?

La ringrazio ancora per la disponibilità e per l'accuratezza della risposta.

Buona settimana.

[#3]  
Prof. Ivanoe Santoro

Referente scientifico Referente Scientifico
48% attività
16% attualità
16% socialità
MERCATO SAN SEVERINO (SA)
SOLOFRA (AV)
FIRENZE (FI)

Rank MI+ 80
Iscritto dal 2007
In relazione alla prima domanda: sì.
Infatti è la riduzione dell'indice di pulsatilità della cerebrale media al di soto dei valori dell'ombelicale a costituire il primo campanello d'allarme per uno stato di sofferenza fetale sul piano vascolare-nutrizionale (reverse ratio).

L'indice di pulsatilità, essendo una frazione, risente di ogni parametro che può influenzare il fattore al dividendo quanto il fattore al divisore, evidentemente con effetti del tutto opposti.
Fra gli "stati fisiologici o parafisiologici" da cui dipende in senso positivo, l'indice di pulsatilità è in diretta relazione alla frequenza cardiaca del feto, alla riduzione dell'emoconcentrazione, alla sede non para-ombelicale del tratto di cordone prescelto, alla riduzione delle resistenze periferiche, con un incremtno del rapporto sistodiastolico (S/D) del vaso esaminato.

La perdita di peso e lo stress, influenzando entrambi forza e frequenza delle contrazioni cardiache, possono influenzare l'esito del valore del PI ombelicale.

Ecco perchè, in questo valore, ora credo poco...




Cordialmente.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
Spec.Ostetrico/Ginecologo
Resp. UOS di P.S.OST/GIN e Med.Perinatale Ospedale di Solofra(AV) Prof. Anatomia Umana Univ. Napoli

[#4] dopo  
Utente
Non sa quanto sono rassicuranti le sue parole. Ora l'attesa della prossima visita mi sembrerà meno estenuante.
Confido in un "lieto fine".
Grazie ancora per la cortesia e la disponibilità.