Utente 229XXX
Da alcuni mesi avverto delle acufene all'orecchio destro.

L'unico orecchio che mi funziona ancora.
Infatti il mio nervo acustico sinistro è stato lesionato, insieme al facciale, in seguito all'asportazione di uno Shwannoma di 6cm. Orecchio interno e medio via ... Oggi convivo con una paralisi facciale, ormai sono 15 anni che mastico sul lato destro della bocca. Questo perchè l'anastomosi ipoglosso facciale sinistro non mi consente di farlo sul lato sinistro, dove non ho più sensibilità. Mi morderei la lingua o la guancia senza sentire dolore.
Ecco questa è la mia storia clinica.

Oggi percepisco acufene a destra durante i momenti pace, a letto per esempio. Sono di bassa tonalità ma perenni e continui, tendono a diminuire fino a scomparire per la durata di un serramento dei denti, aumentano quando sbadiglio. Non li sento se chiudo con il dito in condotto uditivo. Ogni tanto ho un click dell'ATM. Avverto pure rigidità al collo ed ai denti dell'arcata inferiore sinistra. Accuso anche stati di ansia non motivati da situazioni esterne.

Il mio otorino, escluso un nuovo neurinoma dell’acustico con una RMN con mdc, e con audiometria in normoacusia con ipoacusia sulle basse frequenze, mi consiglia una visita dallo gnatologo.
Lo specialista gnatologo , dopo una visita generica di clinica gnatologica, mi mette le mani in bocca per valutare il mio caso, dopo 5 minuti mi dice che bisona prender le impronta per uno spessorino da mettere in bocca. Mi propone un bite per una diagnosi-terapia senza alcun esame strumentale.

A questo punto vi chiedo se lo gnatologo è stato precipitoso nella sua diagnosi, anche perché la sua terapia di prova ha un costo iniziale rilevante e non sembra limitarsi all’impianto di un bite.
Ma sarà la strada giusta ??
Forse è il caso che faccia altri tipi di esami strumentali prima di usare un bite ??Se si, quali ???
Devo forse rivolgermi ad un altro specialista ???

Grazie della cortese attenzione.
Pietro

[#1] dopo  
Dr. Armando Ponzi

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Gentile paziente,
la masticazione monolaterale indotta dalla situazione clinica post-intervento ha sicuramente contribuito a determinare uno squilibrio gnatologico.
Mettere in relazione l'acufene all'orecchio dx con la disfunzione mandibolare può essere preso in considerazione ma l'esito delle terapie sono nel suo caso non prevedibili almeno inizialmente.
Sarebbe comunque necessario avere un quadro clinico chiaro ed una ipotesi diagnostica iniziale dalla quale far discendere una successiva terapia.
Cordiali saluti
Dr. Armando Ponzi
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[#2] dopo  
Dr. Sergio Formentelli

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Guardi che lo gnatologo ha usato uno strumento molto importante, precisissimo e delicato durante la visita che lei ha effettuato, ma nei non se ne è neppure accorto.

Il bite è allo tesso tempo uno strumento terapeutico ma anche di conferma di diagnosi.
Altre metodiche strumentali possono essere usate, ma sono di assoluto complemento allo strumento principale usato dal suo gnatologo.

Non ho nessun dato per pensare che "non ci abbia azzecato", con lo strumento "CERVELLO" che ha utilizzato durante la visita.
Non lo trascuri, non lo dia per scontato.
E' fondamentale, è l'unica cosa veramente importante.




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[#3] dopo  
Utente 229XXX

Dott.Ponzi,
voglio ringraziarla, con un pò di ritardo, ma ho fatto nuovi esami radiologici nel frattempo.
Mi sono rivolto alla Team della Chirurgia Maxillo-Facciale dell'Umberto Primo di Roma. Il chirurgo di turno mi ha consigliato di fare alcuni esami radiografici per poi presentarmi da uno specialista per una visita ATM, internamente al reparto Maxillo-Facciale.
Gli esami Rx effettuati sono: Ortopanoramica, Telecranio 2p (P-A, L-L) ed infine una stratigrafia ATM dx e sx (a bocca chiusa e aperta).
Volevo chiederle un suo parere sul significato del referto di quest'ultima Rx.
Riporto quanto scritto : " Regolare e simmetrica la posizione dei condili nella proiezione a bocca chiusa. Lievemente smussato il margine superiore dei condili con rime articolari glenoido condilari sufficientemente conservate in ampiezza. Nelle proiezioni dinamiche si assiste a modica anteriorizzazione dei condili rispetto ai tubercoli glenoidei, non avanzandoli però completamente."
Dei primi due esami Rx i referti scritti non dicono nulla di specifico riguarda eventuali anomalie.
Grazie.
Pietro

[#4] dopo  
Dr. Armando Ponzi

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Gentile paziente,
lo studio stratigrafico mostra una lieve artrosi parcellare delle teste condilari ed a bocca aperta una posizione più avanzata dei condili ma probabilmente con il menisco ancora in posizione.
La precedente RMN ha escluso analoghe patologie a carico del N. acustico di destra e la sintomatologia così come riferita può effettivamente essere riconducibile ad una disfunzione ATM (sono noti i rapporti tra ATM e acufeni), legata alla masticazione monolaterale di necessità nel suo caso.
Le tensioni neuromuscolari e quella psichica possono parimenti essere imputabili alla disfunzione.
Lo gnatologo dovrà costruire un bite idoneo a ridurre l'acufene e parte della sintomatologia collegata: la masticazione monolaterale potrebbe non consentire una piena remissione dei suoi sintomi.
Cordiali saluti
Dr. Armando Ponzi
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[#5] dopo  
Utente 229XXX

Buonasera Dott.Ponzi,
oggi sono stato dallo specialista della chirurgia maxillo-facciale per una valutazione di un eventuale DTM. IN seguito ad una visita digitale della mia bocca, il medico non rileva una disfunzione dell'ATM. Riconosce una mala-occlusione della mia bocca che potrebbe giustificare i click che avverto ogni tanto. Mi ha chiesto però se avevo dolori al collo, alla cervicale. Effettivamente dimenticavo di segnalarlo. In passato ho fatto una RMN alla cervicale e una Rx. Nessuna ernia, ma una forte verticalizzazione della cervicale, evidenziata anche oggi dalla Rx telecranio che ho fatto vedere allo specialista. In conclusione il medico mi consiglia di fare una "visita di manipolazione ATM" per una valutazione della mia postura in relazione ai miei problemi con la cervicale. Poi mi ha pure consigliato di iniziare il percorso che porterà all'uso di un bite. Infatti dovrò fare una "visita ATM" presso la Clinica Ondontoiatra - Gnatologia dell'Umberto I di Roma.
Alla luce di quanto detto, dottore ritiene possibile un coinvolgimento della cervicale nelle mie acufene ?
Grazie della sua cortese attenzione e disponibilità.

Pietro

[#6] dopo  
Dr. Armando Ponzi

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Gentile paziente,
La rettileanizzazione della colonna cervicale puo' dare dei problemi per sè legati frequentemente a redistribuzione del carico dei muscoli cervicali che di base proiettano dolore in aree facciali.
Eventuali patologie discali a sua volta possono dare sintomatologie diversificate per sè e muscolari riflesse.
L' acufene viceversa riconosce cause o neurologiche pure o di patologie dell'orecchio medio o per disfunzioni dell' ATM.
Non mi e' completamente chiaro cosa intenda per visita digitale che la visita di manipolazione ATM, immagino quest'ultima essere una ginnastica riabilitatoria.
Il bite può, se correttamente eseguito, abbinato ad esercizi di riabilitazione ATM essere strumenti adeguati: tenga inoltre presente che l' acufene tende nel tempo a migliorare anche per il progressivo controllo encefalico dell' acufene stesso ottenibile anche ppreda il ente con terapie psicologiche di supporto.
Dr. Armando Ponzi
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[#7] dopo  
Utente 229XXX

Dott. Ponzi,
le rispondo subito in merito alla sua richiesta di chiarimento sul tipo di visita ATM che ho fatto. Quando parlo di visita digitale voglio specificare il fatto che lo specialista ha usato le mani per verificare la funzionalità dell'ATM. Ha solo visionato la Rx telecranio 2p (P-L, L-L) per conferma della sua conclusione che non ho una disfunzione dell'ATM. Non ha ritenuto vedere la stratigrafia, la quale evidenziava quanto riportato in una mia precedente risposta. La manipolazione ATM dovrebbe essere una seduta di fisioterapia per valutare se la mia postura ha dei problemi tale da causarmi disturbi cervicali o quant'altro.
Volevo chiederle se il fatto che, le mie acufene perenne di basso tono tendono a diminuire fino a scomparire per la durata di un serramento dei denti, aumentano quando sbadiglio e non le sento se chiudo con il dito il condotto uditivo, possa indicare che un'azione meccanica possa fare scomparire le acufene stesse ?

Grazie.
Pietro