Utente 291XXX
Buonasera a tutti e complimenti per questo validissimo forum. Sono un ragazzo di 29 anni e da circa tre mesi soffro di acufene all'orecchio sx. E' un ronzio continuo che ovviamente di notte è molto fastidioso. Dopo una visita dall'otorino mi è stato detto che è tutto causato da un disturbo della mandibola. In più mi ha prescritto dei cicli di Otovent per aprire la tuba di Eustachio. Ho fatto così visita dal dentista, che mi ha prescritto e realizzato un bite da portare solo di notte. Dopo alcuni giorni è scomparso il dolore acuto che avevo a livello di orecchio e mandibola, ma il ronzio è rimasto. Nelle ultime settimane l'acufene è aumentato e ho iniziato ad accusare bruciore nell'orecchio sx, tipo vampate. Preciso anche la cura con Otovent mi sembra stia dando buoni frutti, nel senso che i primi tre giorni non riuscivo a gonfiare il palloncino, mentre dal quarto ad oggi (13esimo) lo faccio senza particolari problemi. Sia l'otorino che il dentista concordano nel dire che il mio problema è la disfunzione mandibolare e che a livello di orecchio è tutto ok, ma tutto ciò senza esami strumentali. L'esame audiometrico lo devo fare a maggio (liste d'attesa...), ma 'a orecchio' non mi pare di aver subito un calo dell'udito. Il dentista in particolare insiste nel dire che dovrei portare un apparecchio fisso per due anni per risolvere il mio problema del tutto. Concordate con questa analisi? Quali altri rimedi si possono mettere in atto? Perché secondo voi per un periodo sembrava che le cose stessero migliorando e poi ora ho questi bruciori fastidiosissimi? L'otorino (famoso a livello nazionale) si è anche sbilanciato dicendomi che il ronzio andrà via quando avrò sistemato la mandibola: concordate? Grazie mille per l'aiuto.

[#1] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, probabilmente il Collega ORL ha ragione.
Lo schema terapeutico attuato dal dentista è corretto: bite prima, ortodonzia dopo.
Personalmente non prescrivo mai il trattamento notturno: a mio parere 8 ore avanti e 16 indietro non fanno fare molta strada, ma è una opinione personale.
Per prudenza, non le darei certezze di risultato sull'acufene.

L'acufene può essere un sintomo di una disfunzione dell'Articolazione Temporo Mandibolare (ATM) : se infila i suoi mignoli nei meati acustici esterni con i polpastrelli verso l’avanti, e muove la mandibola, si renderà conto dell'intimo rapporto fra Articolazione Temporo Mandibolare e orecchio, e di come tale rapporto possa essere potenzialmente traumatico, a seconda che lo stop determinato dall'intercuspidazione dentaria fermi la rotazione all’indietro che il condilo compie quando si chiude la bocca. Questo infatti può avvenire correttamente se il morso è normale, o troppo tardi se il morso è profondo o la mandibola è all’indietro (retrusa). Quando la mandibola è biretrusa il problema tende ad essere bilaterale, quando é (o è anche) laterodeviata, il problema è monolaterale o prevalente da un lato.
Il conflitto con il condilo mandibolare può riguardare anche la Tromba di Eustachio, e partecipare a sostenere il problema anche per questa via.
Purtroppo l'acufene, se non la tomba, è di certo la bestia nera non solo degli Otorinolaringoiatri, ma anche dei dentisti che si occupano di ATM, perché individua un punto di probabile non ritorno di questo aspetto della disfunzione ATM. Ovviamente quanto sopra non si riferisce a tutti gli acufeni: se c'è di mezzo , ad esempio , un trauma acustico, il discorso non vale (il che è anche peggio per quanto riguarda la prognosi). Anche se l'acufene è monosintomatico , di solito il discorso non vale: è difficile che la disfunzione ATM provochi SOLO un acufene e non altri sintomi. La invito quindi a considerare se compaiono anche altri sintomi di disfunzione ATM (cefalea, cervicalgia, dolore auricolare e all'ATM, rumori articolari con i movimenti della mandibola, vertigini, russare notturno con apnee, ostruzione nasale ecc.), e di valutare la qualità dell'acufene: costante o con momenti di silenzio, intensità sempre uguale o variabile, tempo di insorgenza .

Le suggerirei di dare anche un'occhiata, in questo stesso sito, agli articoli linkati qui sotto, nell'ipotesi che lei possa riscontrarvi elementi di somiglianza con il suo problema. Cordiali saluti ed auguri.

https://www.medicitalia.it/minforma/Otorinolaringoiatria/961/Otite-che-non-guarisce-colpa-dei-denti
-odontoiatrica
https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1348-acufeni-disfunzioni-articolazione-temporo-mandibolare-atm.html
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
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[#2] dopo  
Utente 291XXX

Gent.mo Dr. Bernkopf, la ringrazio per questa celere e utile risposta.
Ovviamente non c'è solo l'acufene: il dolore alla mandibola, specialmente di sera quando rientro dal lavoro è abbastanza forte, e generalmente passa dopo aver portato il bite. Le chiedo un'ultima cosa: quindi Lei mi consiglia di applicare un apparecchio fisso per due anni? Per l'acufene avevo capito (leggendo su questo e altri forum) che non sarebbe stato così facile farlo andare via...Nonostante le rassicurazioni dell'otorino. Ma almeno vorrei ridurlo, e non farlo aumentare: secondo lei mettendo a posto la mandibola con l'apparecchio potrei riuscire a ridurre il sintomo acufene? Grazie ancora.

[#3] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Si, potrebbe.
" il dolore alla mandibola, specialmente di sera quando rientro dal lavoro è abbastanza forte"
Come vede , la mia perplessità sul trattamento notturno ha un perché.
Il dolore lo può anche sopportare, ma consideri che ogni giorno, per 16 ore, conferma l'elemento che può sostenere l'acufene: non ci vedo molte possibilità di guarigione.
Una curiosità: la prescrizione del bite è avvenuta considerando anche l'acufene?
Si tratta però di una opinione personale.
Cordiali saluti ed auguri.
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
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[#4] dopo  
Utente 291XXX

Da parte mia c'è stata la segnalazione di ogni sintomo, compreso l'acufene, però non saprei dirlo se il dentista ha tenuto conto o meno di questo elemento. Secondo lei dovrei portare il bite anche di giorno? A questo punto forse sarebbe meglio mettere l'apparecchio fisso...non crede? Grazie ancora e cordialissimi saluti

[#5] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, bite e apparecchio fisso non sono due strumenti opzionali ed equivalenti: il bite dovrebbe confermare l'ipotesi diagnostica, individuare la strada e prestabilire il massimo delle possibilità terapeutiche . Il fisso può solo confermarle. Se il bite non ha ottenuto sufficienti risultati , difficilmente l'apparecchio fisso ne potrà ottenere di migliori.
Anche questa è peraltro un'opinione personale. Cordiali saluti .

www.studiober.com/pdf/Cefalea_Otite_Cervicalgia.pdf
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