Utente 439XXX
Ho effettuato un rx al rachide cervicale con la seguente diagnosi: spondilosi ed iniziale appuntimento dei processi uncinati , lieve riduzione in ampiezza dello spazio c5-c6, riduzione della fisiologica lordosi. Sottoposto a visita ortopedica mi è stata diagnosticata una cervicalgia. Presento i seguenti sintomi: pesantezza nucale e dolore nella parte posteriore della cranio, acufeni, vertigini, contratture alla spalla. Cura: Tauxib, Coredol, Microser ed Expose.
Gli acufeni sono presenti soprattutto la notte, ogni tanto emicranie che mi "tirano" fino al naso. Ho fastidio nelle giornate umide e di vento e nel dormire col cuscino, faccio presente che sono un soggetto ansioso. Il problema principale sono le vertigini. Preciso che ho sofferto in passato già di questo problema e che tutti i sintomi spariscono con lo Xanax 0,5 oppure con una bustina di Oki. Il dolore si acuisce in determinate posizioni posturali. Devo andare oltre per i controlli o seguire solo la cura prescritta Grazie

[#1] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, poiché il suo disturbo permane nonostante le indagini e le cure del caso, le suggerirei di non trascurare una possibile causa di vertigine spesso dimenticata: la disfunzione dell’Articolazione Temporo Mandibolare (ATM) . Del resto anche la letteratura scientifica riferisce che quando alcuni sintomi di usuale pertinenza otorinolaringoiatria non sono sostenuti da problemi otologici, o non se ne trova la soluzione , è al possibile conflitto fra condilo mandibolare e orecchio che bisogna rivolgere qualche attenzione.La vertigine, di questi sintomi è forse il più tipico.
Anche l'acufene può essere un sintomo di una disfunzione dell'Articolazione Temporo Mandibolare (ATM) : se infila i suoi mignoli nei meati acustici esterni con i polpastrelli verso l’avanti, e muove la mandibola, si renderà conto dell'intimo rapporto fra Articolazione Temporo Mandibolare e orecchio, e di come tale rapporto possa essere potenzialmente traumatico, a seconda che lo stop determinato dall'intercuspidazione dentaria fermi la rotazione all’indietro che il condilo compie quando si chiude la bocca. Questo infatti può avvenire correttamente se il morso è normale, o troppo tardi se il morso è profondo o la mandibola è all’indietro (retrusa). Quando la mandibola è biretrusa il problema tende ad essere bilaterale, quando é (o è anche) laterodeviata, il problema è monolaterale o prevalente da un lato.
Il conflitto con il condilo mandibolare può riguardare anche la Tromba di Eustachio, e partecipare a sostenere entrambi i problemi anche per questa via.
Purtroppo l'acufene, se non la tomba, è di certo la bestia nera non solo degli Otorinolaringoiatri, ma anche dei dentisti che si occupano di ATM, perché individua un punto di probabile non ritorno di questo aspetto della disfunzione ATM.
Per tutto ciò le consiglierei di farsi visitare anche da un dentista-gnatologo che si occupi abitualmente di problemi dell’Articolazione Temporo Mandibolare e di rapporti fra questa e l’aorecchio: non tutti i dentisti coltivano questa sottospecialità.
Le suggerirei anche di leggere le pagine sui tapporti fra ATM e Orecchio che si aprono con i link qui sotto, sottolineamndo che anche i problemi alla colonna cervicale potrebbero rientrare nella stessa problematica.
Aggiungo infine che il coinvolgimento psicologico e un periodo di stress possono di certo aggravare la sintomatologia, ma per contro anche vari problemi su base anatomica e disfunzionale di cui non si trova soluzione possono finire per interessare, in un circolo vizioso, anche la sfera psichica.

Cordiali saluti ed auguri.

http://www.medicitalia.it/minforma/Gnatologia-clinica/1408/La-vertigine-di-pertinenza-odontoiatrica

http://www.studiober.com/patologie/patologia-dellorecchio/
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www.studiober.com/pdf/Cefalea_Otite_Cervicalgia.pdf
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Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
Spec. in Odontoiatria, Gnatologo- Ortodontista
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[#2] dopo  
Utente 439XXX

Va bene e nel caso come si dovrebbe intervenire?

[#3] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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In linea generale come avrà letto :

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poi ogni caso ha caratteristiche ed esigenze specifiche.
Comunque è indispensabile la prima fase: il trattamento con il bite conferma la diagnosi e la possibile efficacia del successivo trattamento definitivo, oltre a individuarne il preciso indirizzo strategico.
Cordiali saluti ed auguri.
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