Utente 325XXX
Gentile Dottore ,
nel 2001 ho subito intervento di onicectomia radicale alluce piede sx e sx a causa di unghia incarnita.
Sono stati interventi chirurgici falliti , ci sono residui pezzi di unghia che si infilano nella carne , ho ripetuto ancora onicectomia e anche ho fatto con l'acido fenolico ,
A causa del primo intervento chirurgico fallito , residui di unghia rinascono e si infilano nella carne .
Dato che ,qualunque danno funzionale permanente di una parte del corpo è invalidante per un invalidità civile .
Le chiedo se un danno funzionale permanente , causato da una operazione chirurgica fallita ,che limita integrità e l'efficienza del piede , riducendone la sua funzione ,
( documentato da certificato dell' Ortopedico specialista del piede ) ,con conseguenze dolorose sul piede , sul ginocchio e la schiena , può determinare un grado di invalidità civile .
grazie Dottore

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

come ebbi occasione di rispondereLe in occasione di altro analogo consulto:

https://www.medicitalia.it/consulti/Medicina-legale-e-delle-assicurazioni/384748/Qualunque-danno-funzionale-permanente-di-una-parte-del-corpo-e-invalidante-per-invalidit

in sede di valutazione dell'invalidità civile la Commissione esamina tutte le menomazioni da cui la persona è affetta e che producono un danno funzionale con riduzione della capacità lavorativa.
Tuttavia nei casi di infermità multiple, fra quelle rilevate vengono selezionate, ai fini della valutazione percentuale totale, soltanto quelle che singolarmente determinano una invalidità pari o superiore al 10%, mentre quelle che comportano singolarmente una invalidità fra 1% e 9% non sono calcolate.
Questa procedura è stabilita nella Tabella in allegato al D.M. 5 febbraio 1992, che disciplina gli accertamenti dell'invalidità civile.

In conclusione, per quanto riguarda l'infermità che Lei descrive (a quanto ho capito si tratta di "onicodistrofia" a livello degli alluci), tenuto conto che l'amputazione di entrambi gli alluci è valutata nella citata Tabella 15%, difficilmente con il criterio analogico la Commissione valutatrice potrà attribuire all'infermità in questione un valore pari o superiore al 10%.

Distinti Saluti.

Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#2] dopo  
Utente 325XXX

Gentile Dottore ,
con la procedura stabilita nella Tabella in allegato al D.M. 5 febbraio 1992 ,
Le chiedo , secondo la sua esperienza Medico Legale , le patologie che ho sono ammesse o non ammesse , sono calcolate con un ' invalidità almeno del 10% ?
( risulta scritto certificato )

1) 2010
( MOE : marcato deficit di convergenza con diplopia per vicino )

2) 2002
cartella clinica day hospital ( diagnosi ulcera duedonale )

3) 2013
Si certifica portatore di ragade anale cronica in fase algica di lenta risoluzione , intervento di sfinterotomia con miglioramento temporaneo , ma senza risoluzione completa , tanto che si evidenzia una recidiva della ragade stessa con sintomatologia cronica

4) 2012
emorroidi di I e II grado ( si consiglia emorroidectomia secondo Longo )
Grazie Dottore

[#3] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

probabilmente non ha letto quanto scritto in calce alla firma dei miei consulti: ritengo che per fornire una stima di una percentuale di invalidità non sia sufficiente la semplice lettura delle diagnosi, ma sia indispensabile la visione della documentazione sanitaria e la visita diretta dell'interessato.

Altrimenti, qualsiasi ipotesi valutativa è aleatoria, e pertanto non attendibile e non sostenibile in alcuna sede.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#4] dopo  
Utente 325XXX

Gentile e cortese Dottore
nella Tabella in allegato al D.M. 5 febbraio 1992 , vedo ;
- Emorroidi min. 0 max.0 fisso 10
le chiedo , secondo lei significa , Emorroidi ( interne , esterne , I , II ,III grado ) ?
in acuzie e se il distrurbo è in remissione in quel momento ?

- Ulcera gastrica o duedenale ( II classe ) min.0 max.0 fisso 10
le chiedo , secondo lei significa , Ulcera duedenale , di vecchia data curata e cicatrizzata o recente in cura e non cicatrizzata ?

Mi potrebbe spiegare come si procede in sede di Commissione , si assegnano 10 punti fissi ?

- Diplopia dello sguardo in alto o in basso ,o laterale , min.0 max.0. fisso 5 , 10 , 20
se il mio certificato dice " Marcato deficit di convergenza con diplopia per vicino " ) , le chiedo . secondo lei significa ,diplopia in basso , in alto o laterale ?

Grazie Dottore delle sue preziose informazioni

[#5] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

tenga conto che ogni Commissione ha come riferimento le Tabelle, ma che per la variabilità individuale degli esseri viventi e la innegabile multiformità delle patologie non è possibile analizzare a tavolino o prevedere le percentuali che, di volta in volta, le singole Commissioni assegnano.
Purtroppo questo è un limite all'uniformità della valutazioni: ma comprenda che assegnare un punteggio percentuale ad un'infermità invalidante da cui una persona è affetta non è come misurare un angolo o pesare un corpo, per cui il giudizio del valutatore è riproducibile e confrontabile, ma ha una sua oscillazione da caso a caso.
Lo stesso dicasi per la ascrivibilità della diagnosi ad un punteggio: le emorroidi di 3° grado, che abbiano richiesto riduzione e trattamenti ripetuti, certamente rientrano nel punteggio del 10%; così pure un singolo episodio di flogosi emorroidaria non recidivato non dovrebbe invece essere considerato.
Fra i due estremi stanno tutti i casi intermedi: ma non si può a priori affermare quali restino dentro il criterio diagnostico, e quali fuori.
Lo stesso discorso vale per l'ulcera duodenale e per la diplopia.
L'unico criterio che posso affermare con certezza è che più le certificazioni riguardanti le condizioni cliniche sono aggiornate e dettagliate, più la Commissione potrà dare una appropriata valutazione all'infermità.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#6] dopo  
Utente 325XXX

Gentile Dottore

lo specialista proctologo nel certificato ha scritto ,
si certifica portatore di ragade anale cronica in fase algica di lenta risoluzione. E' stato sottoposto a terapia medica per anni ed ad intervento chirurgico di Sfinterotomia Postero Laterale sx con miglioramento temporaneo , ma senza risoluzione completa , tanto che alla data odierna si evidenzia una recidiva della ragade stessa con sintomatologia cronica
La mia domanda ;
per me ,se c’è qualcosa capace di incidere pesantemente sulla qualità della vita, sono le ragadi anali, tutte le mattine ho dei problemi, devo fare manovre di digitazione, è un handicap fisico di rilievo , ci rimettono le relazioni sociali, le abitudini, il lavoro
Il muscolo dello sfintere ha un difetto di funzione , poi la ragade ha continue recidive , con dolori neurologici per molte ore e altri sintomi.
Il problema principale di chi ne soffre , è il dolore, spesso molto forte e a volte quasi insopportabile: Per intensità e regolarità di comparsa, il dolore provocato dalla ragade non ha eguali tra le patologie anali.
Le chiedo , davanti alla commissione medica per riconoscere che sono inabile lavoro , con ridotta capacità lavorativa , posso se sottovalutata dalla commissione chiedere la giusta considerazioe di questa menomazione . ( una precedente commissione medica ha sottovalutato la patologia )
Ho diverse altre patologie invalidanti , per me questa della ragade cronica non è secondaria rispetto le altre , le chiedo gentile Dottore se anche per lei è così ?

[#7] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,
posso comprendere, ed è ammissibile fuor di ogni dubbio, che una stessa infermità abbia una differente incidenza da persona a persona.
Purtroppo, come già Le ho fatto presente, non esitono criteri per poter stabilire con esattezza matematica l'incidenza sullo stato di salute di sintomi soggettivi (dolore, tenesmo, prurigo, ecc..) che pertanto non potranno mai connotare precisamente una menomazione, se non con approssimazione.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

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