Instabilità, vertigini soggettive e spossatezza da 11 giorni

Gentili Medici,
sono un ragazzo di 26 anni e vi scrivo per un parere specialistico su una sintomatologia insorta da 10 giorni e non ancora regredita.
E' iniziato domenica mattina, circa 36 ore dopo una serata di venerdì in cui ho consumato vino e inalato accidentalmente marijuana mista a tabacco (circa 7 tiri), sostanza mai usata prima in vita mia.
Nei giorni successivi ho avvertito improvvisa instabilità posturale soggettiva, descritta come costante essere su una barca: camminando mi sembra che il pavimento ammortizzi il passo.
Si associa disorientamento spaziale e cognitivo, come stordimento/hangover.
Segnalo che 5 anni fa ebbi un episodio simile, forse dopo un viaggio in aereo, risoltosi con Vertiserc.

È comparsa (forse dopo) contrattura muscolare cervicale posteriore.
Ora avverto ancora la barca in piedi, seduto e a letto nei cambi di posizione, con molta spossatezza e lievi dolori/crampi alle gambe, come se non mi reggessero.
Venerdì scorso ho avuto un picco di debolezza con ipotensione (97/58 mmHg) e sono andato in Pronto Soccorso.
Iter medico:

Neurologo PS: esame obiettivo completamente negativo (forza, sensibilità, prove cerebellari e andatura nella norma, Romberg negativo, assenza di nistagmo).
Escluse urgenze acute.
Prescritto Vertiserc 24 mg, 1 compressa mattina e sera, e Vertigoval, 1 compressa al mattino, per il precedente storico.
Terapia assunta sabato e domenica.
Otorino privato: escluse lesioni strutturali acute o deficit vestibolari periferici netti, pur senza esami strumentali ma solo valutazione visiva; diagnosi orientata a disallineamento funzionale propriocettivo/conflitto cervico-vestibolare.
Indicata sospensione di Vertiserc e passaggio ad Arlevertan (cinnarizina + dimenidrinato, 2 compresse/die) con Miotens schiuma sul collo.
Situazione attuale e dubbi:
Ho iniziato Arlevertan da un giorno, ma mi sta stordendo molto, forse aumentando la testa confusa.
Ho letto che è un soppressore vestibolare forte e temo che, pur togliendo temporaneamente il sintomo, non curi la causa e possa causare un effetto rimbalzo, impedendo al cervello di ritararsi e riacquisire equilibrio, facendomi stare peggio alla sospensione.
Sono inoltre molto spaventato dalliniziale insulto tossicologico.
Vi chiedo cortesemente:

È possibile che a 10 giorni ci sia ancora un effetto del THC, magari rilasciato lentamente dai tessuti, che mi annebbia la testa e altera lequilibrio?
Cè rischio che il mix di sostanze e linsulto subìto abbiano causato un danno serio o permanente al cervello o innescato patologie croniche dellequilibrio, come la PPPD?
Lo stordimento da ieri è un normale effetto collaterale iniziale dellArlevertan?
Ritenete sicuro e corretto continuarlo per 10 giorni alla mia età, 26 anni, o può bloccare la naturale compensazione cerebrale?
Come si spiegano, dal punto di vista medico, spossatezza e dolori alle gambe in questo quadro?
Soprattutto, cosa dovrei fare concretamente adesso per uscire da questa situazione?
Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo 6.9k 373
Gentile Utente,
ho letto con attenzione la sua dettagliata descrizione e, sinceramente, gli elementi che riporta appaiono nel complesso piuttosto rassicuranti sotto il profilo neurologico. Mi riferisco in particolare ad un esame neurologico eseguito in Pronto Soccorso completamente negativo; assenza di nistagmo; prove cerebellari nella norma; marcia conservata; Romberg negativo; assenza di deficit di forza o sensibilità. Se fossimo di fronte a un danno cerebellare, a una lesione neurologica strutturale o a una grave patologia dell'equilibrio, dopo 10-11 giorni ci si aspetterebbe generalmente la comparsa di qualche segno obiettivo all'esame neurologico.
Per quanto riguarda il THC, ritengo molto improbabile che 7 tiri occasionali, per quanto possano aver provocato un episodio acuto di malessere in un soggetto non abituato, possano determinare a distanza di 10 giorni un danno neurologico permanente o una persistente tossicità cerebrale. Il fatto stesso che lei non avesse mai assunto cannabis in precedenza può aver favorito una risposta particolarmente intensa e spiacevole nelle ore successive, ma non vi sono elementi che facciano pensare ad una lesione cerebrale.
Mi sembra invece più plausibile che l'episodio iniziale abbia innescato un meccanismo di ipervigilanza verso le sensazioni corporee e dell'equilibrio, fenomeno che può amplificare notevolmente la percezione di instabilità. Anche il precedente episodio di alcuni anni fa, con caratteristiche apparentemente simili e successiva risoluzione, rappresenta un elemento che depone contro una patologia neurologica progressiva.
Per quanto riguarda l'Arlevertan, lo stordimento e la sonnolenza che riferisce sono effetti collaterali piuttosto comuni, soprattutto nei primi giorni di assunzione. Pertanto il peggioramento della sensazione di "testa confusa" potrebbe essere almeno in parte attribuibile al farmaco stesso.
Condivido inoltre l'osservazione secondo cui i soppressori vestibolari non dovrebbero generalmente essere utilizzati per periodi troppo prolungati, soprattutto nei soggetti giovani, poiché nelle forme funzionali o compensatorie l'obiettivo finale è favorire il naturale riadattamento dei sistemi dell'equilibrio.
La spossatezza e la sensazione di gambe pesanti che descrive non orientano specificamente verso una malattia neurologica e potrebbero essere correlate a diversi fattori: ridotta attività fisica negli ultimi giorni, stress, ipotensione occasionale, sonno non ristoratore, tensione emotiva o semplicemente alla persistente percezione di instabilità che inevitabilmente affatica l'organismo.
In conclusione, sulla base di quanto riferito, non vedo elementi che facciano pensare ad un danno cerebrale da THC, né a una patologia neurologica grave o rapidamente evolutiva.
Il mio consiglio pratico è quello di attenersi alle indicazioni dello specialista che l'ha visitata, evitare di modificare autonomamente la terapia dopo un solo giorno di assunzione, mantenere una regolare attività fisica compatibile con i sintomi e monitorare l'evoluzione clinica nei prossimi giorni.
Se la sintomatologia dovesse persistere o peggiorare significativamente nonostante il trattamento e il tempo trascorso, sarà opportuno un nuovo controllo specialistico. Al momento, tuttavia, il dato più importante rimane la completa negatività dell'esame neurologico.

Cordiali saluti.

Dott. Mauro Colangelo
Neurologo e Neurochirurgo-Napoli

Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/

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