Utente 313XXX
Salve,ho un indolenzimento che prende il lato destro del collo continuando verso la nuca dove si concentra un dolore maggiore 10 cm sopra l'orecchio. Il tutto è iniziato a maggio scorso quando a causa di una riacutizzazione del reflusso gastroesofageo ho dormito per più di un mese seduta con due cuscini dietro la schiena, finendo così per addormentarmi con la testa appesa sul lato destro, il dolore è sparito nel periodo estivo per ripresentarsi a metà settembre. Si presenta nel tardo pomeriggio( lavoro tutto il giorno fino a sera tardi e quasi sempre in piedi) e mi accompagna finchè non mi addormento.
Premetto che per evitare prblemi di reflusso, adesso sotto controllo, non prendo antinfiammatori consigliati dal medico curante che sostiene si tratti di una nevralgia da errata postura.
Pensate anche voi possa trattarsi della stessa cosa? Da premettere che a volte nel sonno continuo a tenere la testa piegata. Quali farmaci sarebbero più indicati per la terapia e per quanto tempo? Per il reflusso prendo un axagon 20mg al mattino e gaviscon la sera.
Vi ringrazio.

[#1] dopo  
Dr. Otello Poli

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potrebbe trattarsi di una "nevralgia del nervo grande occipitale" esordita a seguito di errata postura, Nel caso fosse vi sono vari tipi di approcci: farmacologici con farmaci "dedicati" (ovvero non comuni analgesici ovvero niente anti-infiammatori) oppure metodiche mini-invasive loco-regionale. Funzionale ed efficace, inoltre, la combinazione di entrambe le metodiche.
Legga: Il blocco antalgico/anestetico (mediante steroide più anestetico locale) del nervo grando occipitale ed eventualmente del nervo sopraorbitario omolateralmente al dolore conduce ad una riduzione della frequenza e della intensità degli attacchi di dolore crescente in rapporto al numero di applicazioni. Non sono semplici infiltrazioni tipo mesoterapico pertanto, pur scevre da effetti indesiderati, vanno effettuate da mani aduse al trattamento delle terapia del "dolore cronico benigno". Il "razionale" di questa tipologia di procedura mini-invasiva può essere considerato il seguente: l'anestetico locale agisce prima così come più rapidamente ne svanisce l'effetto, lo steroide che diviene efficace successivamente perdura per maggior tempo la propria azione. La attività di entrambe le sostanze non va considerata nè esclusivamente sintomatica nè esclusivamente loco-regionale. La maggior importanza di questa tecnica è quella "progressivamente profilattica": entrambi i farmaci, come già detto, conducono ad una diminuzione della frequenza e della intensità del dolore fino alla risoluzione del medesimo.

Il meccanismo di azione è quello di rallentare fino a bloccare le afferenze dei neuromodulatori e della altre sostanza che sono veicolo di flogosi seguenti il flusso assonale lungo i nervi epicranici suddetti dalla periferisa al Sistema Nervoso Centrale fino al sistema trigemino-vascolare.

In pratica il breve decorso epicranico dei due nervi rappresenta le uniche due "porte di ingresso" esterna per raggiungere in maniera non cruenta l'endocranio. Questa tipologia di approccio costituisce una alternativa a quella farmacologica classica per via generale ovvero può essere adottata in integrazione a quest'ultima

Il mantenimento della posizione viziata anche in posizione distesa potrebbe indicare la instaurazione di una "distonia focale".

In buona sostanza ha necessità di essere valutata clinicamente da un punto di vista neurologico di persona.
Mi faccia sapere
cordialmente,
Dr. Otello Poli
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Dr. Otello Poli, MD
Neurologo-Algologo-Esperto in Medicina del Sonno
email: otellopoli@gmail.com - sito web: www.otellopoli.it