Utente
Buon giorno, ho 37 anni sono astemio e non fumatore.
Da circa 4 anni soffro di prostatite cronica batterica; questa patologia mi ha sconvolto l'esistenza portandomi dopo un anno e mezzo a soffrire di insonnia e attacchi d'ansia piuttosto forti alla notte. Mi sono recato da un neurologo, che mi ha prescritto ( per diagnosi di depressione reattiva ansiosa) una cura di dieci mesi con mirtazapina (15 mg alla sera perchè 30 mi bloccavano l'intestino). I miglioramenti sono stati rapidi, via l'insonnia, eliminata la dipendenza da bromazepam, recuperato tono dell'umore e i 12 kg persi.
Da luglio scorso, in accordo con il neurologo ho smesso il trattamento di mirtazapina. Nel frattempo anche la prostatite è diventata molto più sopportabile (tranne alcuni brevi periodi di peggioramenti). Da novembre 2012 purtroppo ho iniziato ad accusare sintomi colitici ( probabilmente per i tanti cicli di antibiotici fatti per la prostatite) con forte congestione intestinale,( mi è stato diagnosticata sindrome da colon irritabile con tendenza alla stipsi) meteorismo e digestione difficoltosa. Il mio delicato equilibrio psicologico appena ritrovato si è di nuovo incrinato, e ho ripreso a soffrire di insonnia e a perdere velocemnte kg; sono tornato dal neurologo, che mi ha fatto una nuova diagnosi di sindrome ansiosa depressiva con somatizzazioni entero-genitali.
Mi ha detto di riprovare con la mirtazapina (+ l'en per dormire in attesa che faccia affetto l'antidepress) ma il problema è che anche il dosaggio di 15mg mi peggiora la stipsi ( basta stare un giorno senza evacuare per peggiorare i sintomi sia colitici che prostatici) e con l'intestino congestionato che mi ritrovo non posso assumere molti lassativi.
Il neurologo mi ha detto allora di provare con cybalta, ma si sono verificati gli stessi problemi... allora mi ha detto di provare con l'agomelatina. Parlando poi col mio medico circa le analisi per il fegato che si devono fare prima di iniziare il tratt con questo farmaco, mi ha consigliato di provare ad utilizzare un integratore a base di teanina, vit e, olio di palma, curcuma ecc al posto dell'agomelatina e vedere come si evolve la situazione.
un po scettico ho fatto questo tentativo e stranamente nel giro di 25 giorni ho inziato ad avere un buon miglioramento nel tono dell'umore e a sentirmi molto più energico ( complice anche la quasi scomparsa del forte gonfiore addominale grazie alla concomitante assunzione di acido butirrico). Il problema è che resta il bisogno di assumere l'en per l'insonnia (da 8 a 15 gocce) .
Quali sono in genere gli integratori che possono avere un'azione efficace su questo tipo di problematiche di depress ansiosa (se ne esistono)?
ho letto dell'idrotriptofano, della tintura di iperico, e di un integr. a base di s-adenosil mietonina cosi efficace che adirittura anni addietro stava sbaragliando un famoso antidepr. e dell'alfalatto albumina..

grazie dei vostri consigli, cordiali saluti a auguri di buona pasqua

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

si tratta di trovare un'alternativa alla mirtazapina, o la stessa con una dose inferiore o prodotto che faciliti il transito intestinale.

Il termine "integratore" in questo caso non significa niente. Le cure sono quelle indicate per la diagnosi, non in generale per i sistemi neurotrasmettitoriali, che sono sempre gli stessi per malattie psichiatriche e non.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente
Quindi se ho ben capito non ci sono alternative alla medicina di sintesi per queste patologie? io per integratore intendevo in realtà un "non farmaco", come ad esempio il "Pineal"

L'agomelatina, mi ha detto il neurologo che di solito è ben tollerata anche a livello intestinale, ma il mio medico di famiglia mi ha palesato le sue perplessità circa il suo effetto sul fegato, per questo non l'ho provato.

Il fatto è che comunque in questo periodo di giorno sto piuttosto bene anche come tono dell'umore, lavoro, coltivo i miei hobbies ed interessi, il problema è l'insonnia, se provo a dormire senza l'aiuto della benzodiazepina ho un sonno molto frammentario, agitato, con incubi e risvegli frequenti.

Grazie Dottor Pacini per il suo interessamento

cordialità

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

"non-farmaco" non significa niente, anche l'acqua è un farmaco. Queste etichette sono un "nulla" scientifico per creare un "quid" commerciale.

L'agomelatina al momento può indurre alterazione di alcuni parametri epatici di laboratorio, per cui nel foglietto troverà la raccomandazione di eseguire accertamenti ripetuti.
Esistono comunque diversi prodotti possibili. L'insonnia è raramente una questione isolata, per cui individuare la matrice (non occulta e inconscia, visibile tramite sintomi e segni, anche se magari di minore rilievo o fonte di minore preoccupazione per la persona) è la strategia per scegliere un farmaco che risolva il complesso dei sintomi, insonnia inclusa.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente
Speravo di risolvere con la fitoterapia, ma se nel frattempo divento dipendente dalle benzodiazepine devo per forza ricorrere ad un vero antidepressivo e tornare a fare una visita specialsitica.

Le pongo, se possibile, un ultima domanda; ho letto,( non conosco però l'affidabilità delle fonti) che diversi studi dimostrebbero che gli inibitori della ricaptazione della serotonina provocano nel lungo periodo, osteoperosi;
é vero ?

Grazie ancora dei chiarimenti

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Inserisca la fonte e le dò un giudizio.
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[#6] dopo  
Utente
buongiorno


La prima volta l'avevo letto nel sito dell'integratore (bromatech) che sto assumendo al posto dell'antidepressivo, quindi ho pensato a un discorso di concorrenza..
poi cercando sul web ho torvato questi studi tratti dalla seguente fonte:
Fonte
Brent Richards J et al. Effect of Selective Serotonin Reuptake Inhibitors on the Risk of Fracture. Arch Intern Med. 2007;167:188-194.
Le inserisco il link
http://www.dica33.it/argomenti/ortopedia/osteoporosi/osteo16.asp?p=27

Grazie ancora della sua disponibilità

Cordialità

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Lo studio indica un'associazione tra due cose. Banalmente, la ragione potrebbe essere un anello di congiunzione di questo tipo: chi ha carenza estrogenica soffre di depressione, oltre che di osteoporosi, e quindi deve prendere ssri. Ragion per cui risulterà che chi prende ssri tende ad avere le complicanze dell'osteoporosi, visto che questa è associata anche alla depressione.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente
ho capito, quindi osteoperosi e depressione potrebbero essere due conseguenze di uno stesso fattore; bisognerebbe vedere se i pazienti depressi trattati con altre categorie di antidepressivi hanno sviluppato osteoperosi negli stessi termini da un punto di vista statistico.

Grazie ancora dei suoi chiarimenti

cordialità